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DIFESA, MAURO: SCELTE DI DIFESA NAZIONALI COERENTI CON INDIRIZZI EUROPEI

DIFESA, MAURO: SCELTE DI DIFESA NAZIONALI COERENTI CON INDIRIZZI EUROPEI 23 luglio 2013

DIFESA, MAURO: SCELTE DI DIFESA NAZIONALI COERENTI CON INDIRIZZI EUROPEI

(Public Policy) - Roma, 23 lug - "Venticinque anni fa
dovevamo fronteggiare militarmente Paesi che ora sono
nell'Unione europea. Ma venticinque anni sono un arco di
tempo più breve di quello richiesto per lo sviluppo di
sistemi d'arma". Lo dice il ministro della Difesa Mario
Mauro, in audizione alla commissione Difesa della Camera,
nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui sistemi d'arma
destinati alla difesa in vista del Consiglio europeo di
dicembre 2013.

"La politica degli armamenti - dice Mauro - è l'insieme di
decisioni di indirizzo politico sulle scelte dei sistemi
d'arma e degli equipaggiamenti delle forze armate per lo
svolgimento dei propri compiti". Mauro ripercorre i passaggi
a cui sono sottoposte le politiche di difesa.

"L'iniziativa delle scelte di politica di difesa è
attribuita in linea generale al Governo, è quindi il
Consiglio dei ministri il consesso naturale dove le scelte
posso acquisire una prima definizione". Le decisioni in tema
di difesa sono poi presentate nel contesto del Consiglio
supremo, organo di rilevanza costituzionale (art.87) e
strettamente connesso col comando delle Forze armate. Il
capo dello Stato, proprio per esercitare le sue prerogative,
"è titolare del diritto all'informazione per ciò che
riguarda la politica della difesa".

Il Governo, prosegue Mauro, dopo il passaggio in Consiglio
supremo, si rivolge al Parlamento "che è chiamato a valutare
tutta una serie di decisioni, dai provvedimenti
internazionali, giunge a valle l'opera del ministro della
Difesa, che è chiamato ad attuare le decisioni".

Mauro più volte ribadisce l'importanza, nella definizione
delle politiche di difesa, del coordinamento internazionale
e degli impegni italiani con i partner europei. "È chiaro -
dichiara - che se l'Italia aderisce a un disegno europeo che
prevede esplicitamente il rafforzamento della politica
estera e europea comune, ne discende che le scelte di difesa
nazionale devono essere coerenti con tale indirizzo".

DIFESA, MAURO: SPESA SQUILIBRATA, 70% SOLO PER IL PERSONALE

"Il continuo depauperamento delle risorse destinate alla difesa
rende ogni giorno più arduo il perseguire quegli obiettivi che
abbiamo accettato di conseguire insieme agli altri Paesi europei".

Lo dice il ministro della Difesa Mario Mauro, in audizione alla
commissione Difesa della Camera, dove si è aperta oggi
l'indagine conoscitiva sui sistemi d'arma.

Mauro ricorda il taglio del 5,2% della spesa italiana per
la difesa tra il 2011 e il 2012. "Tra il 2003 e il 2012 il
taglio è stato del 19%, una diminuzione che non ha paragoni
con gli alleati europei e atlantici".

Questa condizione di compressione delle risorse, prosegue
Mauro, "ha prodotto un forte squilibrio anche in termini di
articolazione interna della spesa: oggi il 70% del totale è
dedicato al personale, mentre l'operatività dello strumento
militare e gli investimenti si dividono il restante 30%.

È una condizione insostenibile, perché con questi livelli di
spesa risulta impossibile perseguire il livello di effettiva
prontezza che rappresenta un parametro essenziale".

È per far fronte a questo problema, dice ancora Mauro, che
il governo è intervenuto col progetto di legge delega
approvato dal Parlamento la scorsa legislatura.

"È stata la stessa difesa a richiedere un taglio della propria
consistenza, ben superiore a quello imposto dalla spending
review, perché solo ribilanciando le risorse, e quindi
ripristinando ragionevoli livelli di spesa per l'esercizio,
potremo avere uno strumento militare in linea coi parametri
europei. Questo ci consentirà di aumentare progressivamente
le risorse per l'esercizio puntando ad attribuire a tale
voce circa il 25% del totale".

In tal modo, dichiara Mauro, la spesa italiana si riavvicinerà agli
standard europei in termini di bilanciamento interno.

DIFESA, MAURO: FORZE ARMATE EUROPEE DEVONO ESSERE INTEROPERABILI

"Le forze armate europee devono poter operare congiuntamente,
devono essere interoperabili". È uno dei requisiti fondamentali
elencati dal ministro della Difesa Mario Mauro a cui devono
rispondere le forze armate, parte integrante degli strumenti
integrati europei di difesa. Esistono differenti livelli di
interoperabilità, ma nel caso europeo l'obiettivo è quello
della massima integrazione".

È giusto considerare però anche, puntualizza Mauro "come
gran parte dei Paesi Ue siano anche membri della Nato, ma
non possono certo permettersi di duplicare per questo i loro
strumenti militari. Ciascuno di noi ha un solo insieme di
capacità militari che devono essere idonee a operare sia in
ambito europeo che nel contesto della Nato".

Non si pone comunque, riferisce Mauro, "un problema significativo in
termini di pianificazione dello strumento militare
nazionale, perché i requisiti fondamentali sono gli stessi
per l'Ue e la Nato".

Abbiamo imposto, riferisce ancora Mauro, "il criterio della
totale interoperabilità con gli alleati, quale condizione e
caratteristica imprescindibile per la scelta di qualunque
futuro sistema o equipaggiamento. L'ipotesi di avere sistemi
d'arma o di altro genere che non siano in rete come quelli
dei nostri partner è da scartare in partenza".(Public Policy)

LEP

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