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Difesa, ok dalle commissioni della Camera al dpr sugli armamenti

difesa 18 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - Fare in modo che le attività di consulenza che il segretario generale del ministero della Difesa offrirà nell'ambito di trattative, per la vendita e la cessione di armamenti sulla base di accordi internazionali, tra Stati esteri e imprese italiane non riguardino le "trattative commerciali".

È questo, in sintesi, il contenuto di due condizioni contenute nel parere positivo espresso dalle commissioni Esteri e Difesa alla Camera - con parere contrario di Sel e M5s - allo schema di dpr per la disciplina delle attività del ministero della Difesa in materia di cooperazione con altri Stati per i materiali di armamento prodotti dall'industria nazionale.

"Con la nostra condizione abbiamo cercato di capire cosa c'era dentro il termine 'attività contrattuale' sul quale il ministero della Difesa deve svolgere la sua attività di supporto - ha spiegato a Public Policy Paolo Alli (Ap), relatore in commissione Esteri - chiedendo che il ministero della Difesa non entri dentro la fase puramente trattativa della sigla dei contratti, che può riguardare, per esempio, prezzi o clausole commerciali".

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