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Diffamazione, un emendamento Pd estende le nuove norme anche a libri e blog

giornalismo 29 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - Estendere la nuova disciplina sulla diffamazione, contenuta nella proposta di legge all'esame della commissione Giustizia alla Camera, a tutti i prodotti realizzati su supporto cartaceo, compresi i libri, e su sopporto informatico, dunque anche e-book e blog. Lo prevede un emendamento Pd - a prima firma David Ermini, responsabile Giustizia del Partito democratico - presentato in II commissione alla pdl diffamazione, arrivata a Montecitorio in seconda lettura.

L'emendamento agisce sulla parte della proposta che sostituisce la pena detentiva per i giornalisti con una sola pena pecuniaria, attualmente fissata dalla proposta ad un massimo di 10mila euro con un aumento fino a 50mila se il fatto attribuito è consapevolmente falso. La proposta del Pd - firmata anche dal deputato Franco Vazio - non fa altro che sostituire il riferimento alle testate giornalistiche online registrate ai sensi dell'articolo 5 legge 8 febbraio 1948, n. 47 con il riferimento ai prodotti editoriali di cui all'articolo 1 della legge n.62 del 7 marzo 2001.

Dunque, se l'emendamento venisse approvato, la nuova norma varrebbe non solo per la stampa cartacea e la radiotelevesione, ma anche per - da definizione della legge 62/2001 - i prodotti realizzati "su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinati alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici (Non costituiscono prodotto editoriale i supporti che riproducono esclusivamente suoni e voci, le opere filmiche ed i prodotti destinati esclusivamente all'informazione aziendale sia ad uso interno sia presso il pubblico)". Nella definizione rientrano quindi anche le testate non registrate e i blog.

"Non vedo perché la normativa debba riguardare solo i giornalisti della carta stampata - ha commentato Ermini a Public Policy - e perché non si debba tutelare la parte offesa nei confronti di chi lo diffama su un blog". Un altro emendamento Pd - sempre Ermini/Vazio - dimezza il massimo della pena prevista (portandola a 5mila dagli attuali 10mila) e riduce a 30mila euro (da 50mila) l'aumento previsto in cosa di "consapevolezza" della "falsità". Un altro emendamento democratico - anticipato ieri da Public Policy - mira a includere, tra i casi di diffamazione perpetrati in malafede o con colpa grave, anche quelli commessi dalle testate giornalistiche online. (Public Policy) NAF

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