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Diffamazione, Ermini ritira l'emendamento sui blog

giornalismo 20 maggio 2015

ROMA (Public Policy) - Il deputato e responsabile Giustizia del Partito democratico, David Ermini, ha ritirato - su invito del relatore Walter Verini - il suo emendamento che estendeva ai blog la disciplina sulla diffamazione.

In sintesi, l'emendamento - come riportato a fine gennaio da Public Policy - estendeva la nuova disciplina sulla diffamazione, contenuta nella proposta di legge in seconda lettura nella commissione Giustizia alla Camera, a tutti i prodotti realizzati su supporto cartaceo, compresi i libri, e su sopporto informatico, dunque anche e-book e blog.

L'emendamento agiva sulla parte della proposta che sostituisce la pena detentiva per i giornalisti con una sola pena pecuniaria, attualmente fissata dalla proposta ad un massimo di 10mila euro con un aumento fino a 50mila se il fatto attribuito è consapevolmente falso. La proposta del responsabile giustizia Pd non faceva altro che sostituire il riferimento alle testate giornalistiche online registrate ai sensi dell'articolo 5 legge 8 febbraio 1948, n. 47 con il riferimento ai prodotti editoriali di cui all'articolo 1 della legge n.62 del 7 marzo 2001.

Dunque - da definizione - la norma sarebbe stata estesa ai prodotti realizzati "su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinati alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici (Non costituiscono prodotto editoriale i supporti che riproducono esclusivamente suoni e voci, le opere filmiche ed i prodotti destinati esclusivamente all'informazione aziendale sia ad uso interno sia presso il pubblico)".

"Il ritiro di questo emendamento - spiega a Public Policy il relatore Verini, che è anche capogruppo Pd in II commissione alla Camera - non significa che non esiste il problema ma che c'è bisogno di un approfondimento, perché i blog non hanno la struttura di responsabilità ben definita che hanno le testate giornalistiche registrate. Il tema è aperto e complesso". (Public Policy) NAF

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