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DIFFAMAZIONE, SEVERINO: ELIMINARE LA PENA DETENTIVA PER I GIORNALISTI

01 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 1 feb - Il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale una
delegazione dell'Ordine dei giornalisti in occasione dei 50
anni della legge istitutiva dell'ordine. Il ministro della
Giustizia Paola Severino, presente all'incontro, ha
sottolineato che i principali punti di riferimento per il
giornalista sono "il diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero e il correlativo dovere di fornire
un'informazione corretta e completa, il rispetto della
dignità umana e della reputazione altrui".

Severino ha poi toccato un tema particolarmente attuale:
"Ho più volte espresso la mia opinione sulla riforma della
normativa in materia di diffamazione: chi, come me, ha
sempre ritenuto il carcere una extrema ratio, non può che
essere fermamente convinta della necessaria eliminazione
della pena detentiva per i giornalisti. Tutto ciò va
equilibrato con il diritto della vittima ad ottenere il
giusto ristoro della propria immagine e reputazione se esse
vengono lese da notizie false o diffamatorie. Un ruolo
centrale va dato alla rettifica, una misura che se ben
impostata potrebbe anche valere come estinzione della
procedibilità in sede penale, come suggerito da alcuni
autorevoli esperti della materia le cui tesi mi sento di
condividere".

Il ministro della Giustizia ha concluso ribadendo
"l'importanza del ruolo degli organismi interni
dell'Ordine". Soltanto "rafforzando il loro potere di
vigilanza e consolidando il sistema delle sanzioni
disciplinari - ha detto - è possibile garantire la
correttezza dell'informazione e il rispetto delle regole
deontologiche, che dovrebbero rappresentare l'ossatura di un
sistema sociale moderno e democratico".

Paola Severino è intervenuta dopo l'indirizzo di saluto del
presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei
giornalisti Vincenzo Iacopino, e le testimonianze della
direttrice di Radio Siani Amalia De Simone e dell'ex
direttore di Canale 8 Gaetano Gorgoni. (Public Policy)

SPE

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