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A che punto è la vicenda della diga di Mosul

iraq 25 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - La società italiana Trevi "è l'unica che si è resa disponibile, alla gara internazionale condotta dagli iracheni per la manutenzione straordinaria" della diga di Mosul e si può prevedere che, "nei prossimi mesi, si potrà avviare la cosiddetta 'cantierizzazione', cioè la predisposizione della base logistica per le attività di manutenzione".

Tuttavia "questa fase potrebbe richiedere alcuni mesi, per la complessità dell'opera" e una volta terminata "si passerebbe alla fase esecutiva vera e propria".

Lo ha detto in IV commissione Montecitorio il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, in risposta a un'interrogazione di Luca Frusone (M5s) che chiedeva al governo se fosse vero che il ministero della Difesa starebbe preparando l'invio di un contingente militare italiano in Iraq per la protezione dei lavori di ristrutturazione della diga di Mosul.

Alfano ha chiarito che "ogni ipotesi di impiego dello strumento militare necessita, prima della relativa attuazione, di essere adeguatamente sottoposta al processo di pianificazione e studio al fine di determinare i relativi lineamenti".

Frusone ha rilevato come la risposta del governo non avesse chiarito la questione, mantenendo aperto l'interrogativo sull'eventuale invio di un contingente di militari italiani in Iraq per la protezione dei lavoratori dell'impresa impegnata nella ristrutturazione della diga di Mosul.

PERCHÉ BISOGNA INTERVENIRE (SECONDO IL GOVERNO)
Come ha chiarito il rappresentante dell'esecutivo, la diga di Mosul "ha un'importanza fondamentale per l'Iraq, sia per la sua capacità di produzione di energia elettrica, che alimenta i consumi di oltre un milione di iracheni, sia per il suo potenziale effetto distruttivo, considerato che gli esperti hanno verificato la presenza di alcune lesioni nel cemento".

In caso di cedimento, ha spiegato Alfano, "un'enorme massa d'acqua si riverserebbe a valle, distruggendo gli abitati circostanti, probabilmente giungendo fino a Baghdad, distante 350 Km, con tutte le conseguenze immaginabili in termini di vittime fra la popolazione".

E per questi motivi, la coalizione internazionale e il governo iracheno "hanno giudicato urgente un intervento di consolidamento della diga, intervento che deve necessariamente essere compiuto da società in possesso di adeguata competenza tecnica, non rinvenibile in società irachene". (Public Policy) IAC

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