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Digital divide, "in Italia mancano tra le 60 e le 100mila competenze"

agenda digitale 29 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - "L'azione parte da subito. Si tratta di un piano nazionale che comprende anche le iniziative regionali". Con una prospettiva temporale che inizia dalla seconda metà del 2014 e arriva al 2020, insieme ad Horizon, il programma europeo su ricerca e innovazione, l'Agenzia per l'Italia digitale spinge l'acceleratore verso il superamento del digital divide e l'attuazione dell'Agenda digitale italiana.

Lo spiega in un'intervista a Public Policy, il direttore dell'agenzia, Agostino Ragosa. "Tutte le Regioni devono destinare una quota dei Por alla formazione digitale sul territorio, perché lo sviluppo delle competenze digitali è una leva fondamentale per creare nuova occupazione", aggiunge Ragosa, che oggi ha partecipato alla presentazione delle Linee guida per la cultura digitale durante il Forum Pa in corso a Roma.

D. SUPERARE IL DIGITAL DIVIDE, QUAL È IL PRIMO OBIETTIVO POSSIBILE?
R.
Ci siamo posti degli obiettivi sia per recuperare il gap che abbiamo dal punto di vista infrastrutturale, ossia sulla banda larga, sia per quanto riguarda le competenze. Gli obiettivi comunitari sono molto ambiziosi e prevedono che una certa percentuale della popolazione sia raggiunta dai 100 megabit entro il 2020. Noi i 100 megabit possiamo pensare di darli ad alcuni distretti industriali, ma saremo attenti a seguire gli investimenti dei privati delle telco, le aziende di telecomunicazioni, perché ci possono consentire di dare i 30 megabit di banda al 50-70% della popolazione.

D. COME INTENDETE PROCEDERE PER LE COMPETENZE?
R.
Questo tema deve accompagnare quello delle infrastrutture e si traduce in piani di formazione e interventi di sostegno al territorio. Contiamo di partire nella seconda metà del 2014 e dare un grosso slancio alle attività fino al 2016. Dobbiamo convincere le Regioni a destinare parte delle loro risorse allo sviluppo del digitale nel territorio e creare un sistema.

L'Europa ci dice che ci mancano tra le 60 e le 100mila competenze in ambito digitale. Dobbiamo spingere per recuperare questi gap di competenze e con il nostro programma nazionale abbiamo intenzione di aderire da subito al progetto europeo Grand coalition for digital jobs che riguarda la formazione di questo tipo di figure.

D. QUAL È LO SCOGLIO PIÙ GRANDE NEL PROCESSO DI DIGITALIZZAZIONE DELLA PA?
R.
Innanzitutto c'è un problema culturale e per questo dobbiamo adeguare le competenze. Ma c'è anche un problema di risorse da riqualificare. Servono più soldi da destinare a questo tipo di formazione. Ci vuole meno formazione sulle competenze giuridiche e più formazione sulle quelle digitali". (Public Policy)

NAT

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