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Dimissioni in bianco, tutto quello che c'è da sapere

dimissioni in bianco 26 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - L'Aula della Camera ha dato il via libera al disegno di legge che, intervenendo sul testo unico del lavoro e abolendo parti della riforma Fornero, vuole contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco, che colpisce in particolare le lavoratrici.

Il ministero del Lavoro nel 2010 parlava di quasi 18.000 donne che nel solo 2009 si erano dimesse volontariamente nel primo anno di vita del bambino; la relazione introduttiva del ddl di Sel parlava invece di una "prassi illegale che coinvolge il 60 per cento delle lavoratrici donne e il 40 per cento dei lavoratori maschi".

Il testo, sin dal suo arrivo in commissione Lavoro, aveva suscitato la contrarietà del Nuovo centrodestra che insieme a Scelta civica ha votato contro la sua stessa maggioranza, opponendosi all'approvazione del ddl.

Adesso il provvedimento, in quota minoranza frutto di una proposta del Pd e una di Sel e che ha ricevito l'appoggio anche di FI, arriverà al Senato dove la commissione Lavoro è presieduta dal capogruppo Ncd ed ex ministro Maurizio Sacconi.

COSA CAMBIA PER LE LAVORATRICI E PER LE IMPRESE
La lettera di dimissioni volontarie verrà sottoscritta, pena la sua nullità, dalla lavoratrice, o dal lavoratore, su appositi moduli che avranno un codice alfanumerico progressivo di identificazione, la data di emissione e altri spazi che la lavoratrice dovrà compilare con i suoi dati.

I moduli avranno validità di quindici giorni dalla data di emissione e saranno resi disponibili attraverso i siti internet del ministero del Lavoro, su sito internet "cliclavoro.gov.it" e sui siti regionali ad essi collegati. Inoltre, con apposite convenzioni a titolo gratuito, gli stessi moduli potranno essere resi disponibili anche dai sindacati e nei patronati.

L'onere di acquisire i moduli è in carico alla lavoratrice o al lavoratore, ma i datori potranno acquisirli gratuitamente, per metterli a disposizione dei loro dipendenti, anche tramite le rispettive organizzazioni di rappresentanza o società di servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate. L'Aula ha inoltre approvato un emendamento di Forza Italia, presentato dalla deputata Renata Polverini, che salvaguarda la possibilità di "recedere dal contratto di lavoro o di risolvere consensualmente il medesimo contratto avvalendosi delle sedi di conciliazione di cui all'articolo 2113, quarto comma, del codice civile".

Il provvedimento prevede inoltre che, qualora il lavoratore abbandoni il posto di lavoro senza fornire nessuna comunicazione per 7 giorni il contratto cessi di valere. Le nuove norme riguardano: i contratti di lavoro subordinato, indipendentemente dalle sue caratteristiche e dalla sua durata; i contratti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli a progetto; i contratti di collaborazione di natura occasionale; i contratti di associazione in partecipazione di cui all'articolo 2549 del Codice civile "per cui l'associato fornisca prestazioni lavorative e in cui i redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo, nonché il contratto di lavoro instaurato dalle cooperative con i propri soci".(Public Policy)

NAF

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