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È in vigore la direttiva offshore (quella sugli idrocarburi)

idrocarburi 18 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legislativo di attuazione della direttiva Ue sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi (la cosiddetta direttiva offshore). Il provvedimento è dunque entrato in vigore.

IL CONTENUTO Il dlgs recepisce la direttiva Ue del 2013 sulla sicurezza delle operazioni in mare (offshore) nel settore degli idrocarburi. Tra i contenuti del provvedimento, le sanzioni per chi non rispetta le norme europee: la multa più salata è quella prevista per l'operatore che avvia impianti di produzione o infrastrutture connesse senza licenza, che verrà punito con la reclusione da 1 a 3 anni e con un ammenda da 50mila a 150mila euro.

Le altre sanzioni previste sono: da 30mila a 150mila euro di multa per chi inizia o prosegue operazioni con modifiche sostanziale senza approvazione della relazione grandi rischi; da 10mila a 50mila euro per l'operatore che comunica il suo passaggio nelle acque marine italiane; da 20mila a 100mila per l'operatore attua modifiche sostanziali o smantella l'impianto senza l'approvazione della relazione grandi rischi.

Stessa cifra per chi non sottopone a riesame periodico la relazione grandi rischi, non conserva un inventario completo delle attrezzature per gli interventi di emergenza, non adotta le misure necessarie a prevenire un incidente immediato e non raccoglie o conserva adeguatamente i dati relativi alla sua attività; da 30mila a 120mila a chi non predispone le misure di prevenzione e per chi non fornisce le informazioni richieste all'autorità competente.

6 MESI A IMPIANTI ESISTENTI PER FARE PIANO SICUREZZA Gli impianti già esistenti alla data del 19 luglio 2015 (data ultima per il recepimento della direttiva Ue sulla sicurezza delle operazioni offshore) dovranno presentare il loro sistema di gestione della sicurezza entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del dlgs. Questa previsione si trova nell'articolo 19 che recepisce la parte della direttiva sulla prevenzione degli incidenti gravi da parte degli operatori.

Dunque l'operatore dovrà redigere 'un documento che definisce la propria politica aziendale di prevenzione degli incidenti gravi in tutte le proprie attività in mare nel settore degli idrocarburi - si legge nella relazione illustrativa - esplicitando il sistema adottato per il monitoraggio sull'efficacia di tale politica e garantendone l'attuazione in modo da assicurare un livello elevato di protezione in qualsiasi momento'.

NASCE IL COMITATO PER LA SICUREZZA Il dlgs istituisce IL Comitato per la sicurezza delle operazioni a mare. Il comitato svolge funzioni di autorità competente con poteri di regolamentazione, vigilanza e controllo per prevenire gli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e limitare le conseguenze di tali incidenti.

Il comitato ha sede presso il ministero dello Sviluppo economico, dispone di un organismo centrale e delle articolazioni sul territorio e si avvale delle strutture e delle risorse umane già previste a legislazione vigente. Inoltre opera con indipendenza dalla funzione di il rilascio delle licenze per le operazioni a mare, funzioni svolte dal ministero dello Sviluppo economico.

COSTI COMITATO A CARICO OPERATORI Ai componenti del comitato non spettano compensi, gettoni di presenza o rimborsi spese a qualunque titolo dovuti. Gli oneri connessi all'espletamento delle funzioni per garantire l'operatività del Comitato sono posti a carico degli operatori che sono tenuti a versare un contributo pari all'1 per mille del valore delle opere da realizzare, all'entrata del bilancio dello Stato che verrà assegnato ad apposito capitolo istituito nello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico. Infine il comitato presenta una relazione annuale al Parlamento e alla Commissione europea.

CHI NE FA PARTE Come si legge all'art. 8 del dlgs il comitato per la sicurezza delle operazioni a mare, istituito presso il Mise, è composto 'da un esperto che ne assume la presidenza, nominato dal presidente del Consiglio dei ministri, per una durata di 3 armi, dal direttore dell'Unmig (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse; Ndr), dal direttore della direzione generale protezione natura e mare del ministero dell'Ambiente, dal direttore centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica dei Vigili del fuoco, dal comandante generale del corpo delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, dal sottocapo di stato maggiore della Marina militare'. (Public Policy) FRA

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