Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

DIRITTI INFANZIA, SPADAFORA: LA POLITICA AGISCA O L'ITALIA SI DISINTEGRERÀ

INFANZIA, I COSTI DELL'AUTHORITY NEL BILANCIO DI PREVISIONE 2013 /SCHEDA 10 giugno 2013

DIRITTI INFANZIA, SPADAFORA: LA POLITICA AGISCA O L'ITALIA SI DISINTEGRERÀ

(Public Policy) - Roma, 10 giu - "La classe dirigente
politica del nostro Paese, ovvero chiunque abbia un ruolo di
responsabilità, deve cambiare atteggiamento nei confronti
dei temi dell'infanzia e dell'adolescenza. Altrimenti
consegneremo alle future generazioni un Paese disintegrato
socialmente e che tiene ai margini una parte importante del
proprio capitale umano".

Lo dice il Garante nazionale per l'infanzia e
l'adolescenza, il primo in Italia, Vincenzo Spadafora,
intervenendo nella sala Zuccari di Palazzo Madama durante la
presentazione della relazione annuale 2012 dell'Autorità.

DA 7 MESI IN PIENA ATTIVITÀ
"Quando siamo nati (novembre 2011; Ndr) volevamo fare
qualcosa di utile - sottolinea Spadafora - non essere
l'ennesima struttura messa lì. Ad essere preoccupati
facevamo anche bene, viste che sono state tante e
inevitabili le difficoltà iniziali. Ora da 7 mesi siamo
finalmente in piena attività e nella nostra funzione".

GETTARE LA SPUGNA A 17 ANNI
Il garante ha raccontato dei suoi incontri in giro per
l'Italia con "ragazzi di 17 anni che hanno già gettato la
spugna, e vanno a ingrossare le fila di coloro che nè
lavorano nè studiano". Per questo "l'investimento sulle
nuove generazioni è davvero qualcosa di fondamentale, e il
taglio delle risorse da parte di tutti i governi nei
confronti delle politiche sociali è assurdo".

CRISI E STATO SOCIALE
"Ma com'è stato possibile non capire - dice Spadafora
attaccando la politica - che questi tagli ci avrebbero
portato un giorno a vivere in un Paese ancora più in
affanno? La crisi internazionale è un dato di fatto, ma noi
stiamo vivendo una situazione diversa rispetto ad altri,
perchè altri Paesi negli anni passati hanno fatto delle
scelte diverse e hanno deciso di non tagliare in quelle aree
che ritenevano fondamentali proprio per reggere la crisi: la
scuola, ad esempio, o le politiche per la famiglia".

PERCHÈ INVESTIRE NEI BAMBINI
I risultati per il garante si vedono nel lungo periodo:
"Investire nei bambini vuol dire avere meno famiglie povere
e nel lungo periodo meno sussidi per i disoccupati. E poi
significa investire in un capitale umano che adesso spesso
siamo costretti a prendere in quelli che ci ostiniamo ancora
a chiamare stranieri".

IL RUOLO DELLA TELEVISIONE
Spadafora si è poi lanciato in un elogio del direttore di
Rai Fiction Eleonora Andreatta: "Il ruolo della tv e delle
fiction è molto importante. Il nuovo direttore di Rai
Fiction ha avviato con noi una collaborazione importante,
stiamo andando a vedere e a capire come trattare nel modo
più opportuno e corretto le tematiche che riguardano
infanzia e adolescenza".

"MEDIA E MINORI"
"In Italia abbiamo un comitato, 'Media e minori', di cui
devono essere nominati i membri - ricorda ancora il garante
- il mio appello alla politica è: 'Togliamolo dalla
spartizione delle nomine', spero che da qui a pochi giorni
possa essere ricostituito. Mi auguro inoltre che il
presidente Letta quanto prima dia le deleghe ai ministri per
poter operare bene, e spero che anche qui i partiti facciano
un passo indietro. Noi non abbiamo mai chiesto un ministero
per l'Infanzia; ma almeno un coordinamento delle deleghe,
una cabina di regia che detti le priorità".

DEFINIRE I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA
Per quanto riguarda la lotta alle disparità regionali,
Spadafora ricorda come vadano assolutamente "definiti i
livelli essenziali previsti dalla Costituzione e dalla
riforma del titolo V. Da regione a regione le condizioni dei
bambini sono molto diverse. Nascere in una famiglia è
diverso invece che nascerne in un'altra. Dobbiamo invece
consentire a tutti i bambini di avere accesso ai diritti di
base".

LA QUESTIONE SCOLASTICA
Il primo problema riguarda la messa in sicurezza, per il
garante, che poi sottolinea la necessità di far tornare 'in
strada' i ragazzi: "Tre su quattro istituti scolastici sono
senza certificazione, non aspettiamo tragedie annunciate.
L'indignazione in Italia dura 48 ore, poi si passa
all'assuefazione. Dobbiamo aprire le scuole a un sacco di
attività, anche sportive e ricreative, mettendole prima in
sicurezza. I ragazzi li abbiamo invece relegati nella piazza
virtuale di internet, li abbiamo fatti scappare dalle piazze
reali".

BREVE STORIA DEL GARANTE PER L'INFANZIA
La figura dell'Autorità Garante nazionale per l'infanzia e
l'adolescenza esiste dal novembre 2011, istituita con la
legge 112 del 12 luglio 2011 (approvata all'unanimità dal
Parlamento). I poteri del garante (nominato dai presidenti
di Camera e Senato), come si legge nel sito dell'Autorità,
sono: vigilare sull'applicazione della convenzione Onu
sull'infanzia del 1989; diffondere la conoscenza e la
cultura dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;
segnalare alle autorità competenti casi di violazione dei
diritti dei minorenni.

E ancora: verificare che alle persone di minore età siano
garantite pari opportunità nell'accesso ai diritti;
esprimere pareri sul Piano nazionale di azione e di
interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei
soggetti in età evolutiva, sui disegni di legge del Governo
e sulle proposte normative delle Camere riguardanti i
minorenni; segnalare al Governo, alle Regioni e agli Enti
locali interessati tutte le iniziative opportune per
assicurare la piena promozione dei diritti dell'infanzia e
dell'adolescenza. (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata