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DIRITTI, LA PROPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE COSCIONI: LEGALIZZATE L'EUTANASIA

DIRITTI, LA PROPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE COSCIONI: LEGALIZZATE L'EUTANASIA 03 maggio 2013

(Public Policy) - Roma, 3 mag - "Secondo l'Eurispes più
della metà degli italiani chiede che venga introdotto nel
nostro ordinamento il diritto all'eutanasia legale. Perché
molti cittadini italiani devono andare all'estero per vedere
riconosciuto questo diritto?". Così Filomena Gallo,
segretaria nazionale dell'associazione Luca Coscioni, che
questa mattina insieme ad alcuni esponenti radicali ha
presentato la campagna per la raccolta firme per la proposta
di legge d'iniziativa popolare "Eutanasia legale".

Presente nella sede di Radicali italiani a Torre Argentina
a Roma anche Mina Welbi, moglie di Piergiorgio, attivista
politico e co-presidente dell'associazione Coscioni, che nel
2006 dopo una lunga malattia chiese e ottenne di morire con
l'aiuto del medico che lo assistiva. "Mio marito - dice Mina
Welbi - nei giorni precedenti la morte mi disse: 'Se fossi
belga o svizzero non dovrei soffrire così'. Il diritto
all'eutanasia deve essere riconosciuto perché comprende
anche la sfera morale della persona. E che cos'è la morale?
Rendere le persone libere di scegliere. Il nostro Paese deve
accettare questa morte biologica".

Il primo passo è raccogliere 50mila firme necessarie per
depositare la proposta di legge in Parlamento. E Marco
Cappato, radicale e tesoriere dell'associazione Coscioni
lancia un appello: "Per riuscirci dobbiamo contattare
consiglieri comunali e provinciali in tutta Italia, i quali
hanno il potere (insieme a notai e cancellieri) di
autenticare le firme. Chiediamo a tutti di aiutarci in
questa campagna".

Mario Staderini, segretario di Radicali italiani
rivolgendosi ai giornalisti aggiunge: "Lo dico ai vari
Corrado Formigli, Michele Santoro e Giovanni Floris: portate
all'attenzione di tutti questa richiesta che viene dalla
cittadinanza stessa. L'eutanasia legale è un diritto di
tutti". E conclude: "La battaglia per l'eutanasia legale
deve interessare anche la stampa. E la sfida sarà anche
vedere come il servizio pubblico affronterà questo
dibattito".

LA PROPOSTA DI LEGGE
Punti caratterizzanti della proposta sono l'assoluto
rispetto della libertà di scelta del paziente in materia di
trattamenti sanitari (espressa anche attraverso testamento
biologico) e la depenalizzazione dell'eutanasia.

"Ben oltre la metà degli italiani - si legge nella proposta
- secondo ogni rilevazione statistica, è a favore
dell'eutanasia legale, per poter scegliere, in determinate
condizioni, una morte opportuna invece che imposta nella
sofferenza. I vertici dei partiti e la stampa nazionale,
invece, preferiscono non parlarne: niente dibattiti su come
si muore in Italia, tranne quando alcune storie personali si
impongono: Eluana e Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli, i
leader radicali Luca Coscioni e Piero Welby".

"Ogni cittadino - continua - può rifiutare l'inizio o la
prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di
trattamento di sostegno vitale e/o terapia nutrizionale. Il
personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la
volontà del paziente". E il personale medico e sanitario che
non rispetti la volontà dei pazienti "è tenuto, in aggiunta
ad ogni altra conseguenza penale o civile ravvisabile nei
fatti, al risarcimento del danno, morale e materiale,
provocato dal suo comportamento".

E ancora: "Le disposizioni degli articoli 575, 579, 580 e
593 del codice penale (varie tipologie di omicidio; Ndr) non
si applicano al medico e al personale sanitario che abbiano
praticato trattamenti eutanasici, provocando la morte del
paziente". (Public Policy)

SOR

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