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DIRITTI, PERDUCA: EUTANASIA LEGALE, MANCANO POCHE MIGLIAIA DI FIRME

EUTANASIA, CAPPATO (RADICALI): PARLAMENTO GUARDI ALLE RIFORME IN BELGIO 06 agosto 2013

DIRITTI, PERDUCA: EUTANASIA LEGALE, MANCANO POCHE MIGLIAIA DI FIRME

(Public Policy) - Roma, 6 ago - "Mancano poche migliaia di
firme alla proposta di legge per la legalizzazione
dell'eutanasia e del testamento biologico lanciata a marzo
dall'Associazione Luca Coscioni e poi potrà esser inviata al
Parlamento alla fine dell'estate.

Legalizzare l'eutanasia vuol dire attuare finalmente l'articolo
32 della Costituzione e metter fine al fenomeno dell'eutanasia
clandestina proprio come avvenne con la legalizzazione dell'aborto
30 anni fa". Lo scrive nel suo blog sull'Huffington Post Marco Perduca,
senatore dei Radicali nella XVI legislatura (eletto nelle fila del Pd).

Perduca passa poi a elencare i referendum radicali "per una
giustizia giusta", firmati anche, nel corso degli ultimi
mesi, da numerosi esponenti del Pdl e qualcuno del Pd:
"Separazione delle carriere dei magistrati: è un diritto del
cittadino essere giudicato, come avviene in tutte le
democrazie occidentali, da un 'giudice terzo' che sia
obiettivo e imparziale. Obiettività e imparzialità che si
ottengono, come diceva Giovanni Falcone, solo separando le
carriere del pubblico ministero e del giudice".

"Magistrati fuori ruolo: centinaia di magistrati sono oggi
dislocati ai vertici della Pubblica amministrazione. Anche
per smaltire l'enorme quantità di processi che si sono
cumulati, destinati inesorabilmente a diventare carta
straccia per la prescrizione, occorre che essi tornino alla
loro professione".

"Responsabilità civile dei magistrati: mai più più casi
come quelli di Enzo Tortora, un processo-mostro che ha
ucciso un innocente e per cui i responsabili non pagarono,
anzi furono promossi! In caso di gravi errori occorrono
tempi rapidi perché il cittadino possa ottenere il giusto
risarcimento per danni e per le ingiustizie patite (i
quesiti sono due)".

"Custodia cautelare in carcere: attualmente migliaia di
cittadini vengono arrestati, e restano in carcere in attesa
di processo per mesi in condizioni incivili, in attesa che
si svolga il processo. Il carcere preventivo, cioé prima
della sentenza di condanna, si deve applicare solo per reati
gravi e nel pieno rispetto dei requisiti di legge".

"Abolizione dell'ergastolo: la Costituzione - continua Perduca -
deve esser applicata là dove afferma che il carcere deve avere
come finalità la rieducazione del condannato. Si tratta di un
principio di civiltà giuridica in clamorosa contraddizione con
il carcere a vita e il 'fine pena mai' oggi presenti in Italia.

"Divorzio breve: oggi sono necessari tre anni di
separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio.
Questo carico sociale e giudiziario grava sui cittadini e
sui tribunali in termini di costi e durata dei procedimenti,
in più limita gravemente le scelte individuali. Va abolito".

"Depenalizzazione di consumo personale di stupefacenti:
occorre eliminare quelle norme che riempiono le carceri di
consumatori. Essendo impossibile la legalizzazione per via
referendaria, si chiede che venga evitata la pena detentiva
per fatti di lieve entità, resterebbe la sanzione penale
pecuniaria".

"Immigrazione clandestina: abolire il reato inserito nel
codice penale dal pacchetto sicurezza del ministro Maroni
nell'estate del 2009. Non è possibile criminalizzare la
condizione individuale senza che alcuna infrazione sia stata
commessa".

"Maggior facilitazione per la regolarizzazione di
lavoratori stranieri: abrogare gli articoli 4 bis e 5 bis
del Testo Unico sull'immigrazione relativi al permesso di
soggiorno, che legano indissolubilmente la possibilità di
restare nel nostro Paese - anche di cittadini da anni in
Italia - alla stipula di un contratto di lavoro".

"Effettiva libertà di scelta per l'8x1000: la quota
relativa alle scelte non espresse sull'8x1000, attualmente
più del 50% del totale e cioè circa 600 milioni di euro
l'anno, viene ridistribuita alle confessioni religiose. Si
chiede che rimanga in capo al bilancio generale dello Stato
per non esser ridistribuita automaticamente sulla base delle
scelte altrui".

"Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti: oggi li
chiamano 'rimborsi elettorali' e furono creati per aggirare
il voto plebiscitario dei cittadini col referendum del 1993.
I partiti possono - devono - esser finanziati per la forza
delle loro idee e non in forza del loro potere". (Public
Policy)

RED

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