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DIRITTI, SCELTA CIVICA: RIFORMA DELLA CITTADINANZA, SUPERARE LO IUS SANGUINIS

asilo 06 maggio 2013

kyenge

(Public Policy) - Roma, 6 mag - La logica dello ius
sanguinis è "da superare, c'è la necessità di aprire una
fase nuova, di rinascita, crescita e riunificazione
nazionale". Per questo un gruppo di parlamentari di Scelta
civica, tra cui i deputati Mario Marazziti e Milena
Santerini e il senatore Gianpiero Dalla Zuanna, ha
presentato una proposta di legge per modificare le norme
sulla cittadinanza (co-firmata anche da alcuni esponenti del
Pd).

Una proposta, dice Marazziti in conferenza stampa a
Montecitorio, che "nasce dalla constatazione che negli
ultimi 20 anni è cambiata positivamente la composizione
delle classi scolastiche e più di 400 mila bambini nati in
Italia da genitori stranieri frequentano le nostre scuole.
Una nuova legge ci sembra una necessità per gli italiani per
costruire nuova coesione sociale".

La riforma, aggiunge il deputato di Sc, "non riduce
l'italianità ma dà atto della forza di attrazione della
cultura del nostro Paese. È necessario riformare la legge
esistente e dare una sistemazione complessiva al problema.
Oggi il bambino che nasce in Italia da stranieri non ha
nessuna possibilità di diventare cittadino italiano finchè è
minorenne, a meno che i genitori non diventino italiani.
Quindi non dipende dalle persone ma dipende dal sangue dei
genitori".

LA PROPOSTA DI SCELTA CIVICA
L'intenzione dei parlamentari montiani è quella di
introdurre alcuni casi di ius soli, "prevedendo,
all'articolo 1, che per l'acquisto della cittadinanza
italiana non sia sufficiente il solo evento della nascita
sul territorio nazionale, dovendo concorrervi almeno uno dei
seguenti requisiti: che almeno uno dei genitori sia già
regolarmente soggiornante nel nostro Paese da non meno di
cinque anni; che almeno uno dei genitori sia nato in Italia
e vi soggiorni legalmente alla nascita del figlio da almeno
un anno".

L'articolo 2 introduce alcune ipotesi di acquisizione della
cittadinanza per ius culturae: "Su richiesta, entro un anno
dal compimento della maggiore età, dello straniero nato in
Italia, oppure entrato in Italia entro il quinto anno di
età, che vi abbia sempre soggiornato regolarmente; su
istanza dei genitori - o dell'interessato stesso divenuto
maggiorenne".

Inoltre Sc pensa di estendere il diritto anche "allo
straniero minore di età che abbia frequentato e concluso con
esito positivo un corso di istruzione primaria o secondaria
di primo grado, ovvero secondaria superiore, ovvero un
percorso di istruzione e formazione professionale idoneo al
conseguimento di una qualifica professionale".

Non solo: cittadinanza anche a chi conclude "positivamente
gli studi superiori o di formazione professionale entro il
compimento del ventunesimo anno di età, avendoli iniziati
durante la minore età".

L'articolo 3 riconduce "ai più diffusi standard europei il
periodo di stabile residenza in Italia richiesto per poter
presentare la domanda di naturalizzazione. In particolare,
il periodo di residenza legale è stato portato a tre anni per
i cittadini europei, i quali hanno l'onere di richiedere l'iscrizione
anagrafica per soggiorni sul territorio nazionale superiori
a tre mesi".

"Nel caso della domanda di naturalizzazione ordinaria - si
legge nella proposta di legge - è stato invece previsto il
requisito del soggiorno regolare ininterrotto da almeno
cinque anni, sostituendolo così a quello della continuità
nella residenza anagrafica, attualmente previsto
dall'ordinamento vigente".

LE NORME ATTUALI
Oggi la cittadinanza in Italia è regolata dal diritto di
sangue, lo "ius sanguinis". È cittadino italiano chi nasce
da genitori italiani o chi è nato in Italia, se entrambi i
genitori sono ignoti o apolidi, se il figlio non segue la
cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al
quale questi appartengono. Anche il figlio di ignoti trovato
in territorio italiano senza cittadinanza verrà considerato
un cittadino.

LO IUS SOLI
Ci sono comunque delle eccezioni. Si può acquisire la
cittadinanza anche attraverso lo "ius soli", diritto del
suolo: spetta a chi risiede legalmente da almeno dieci anni
sul territorio italiano; allo straniero residente da tre
anni o nato in Italia con ascendenti diretti italiani; allo
straniero maggiorenne adottato da italiani e residente da
cinque anni in Italia; allo straniero maggiorenne adottato
da italiani che risiede legalmente nel territorio da almeno
cinque anni successivamente all'adozione; allo straniero che
ha prestato servizio anche all'estero, per almeno cinque
anni, alle dipendenze dell'Italia; al cittadino di uno Stato
membro dell'Unione europea, se risiede legalmente da almeno
quattro anni in Italia; all'apolide o al rifugiato che
risiede legalmente da almeno cinque anni.

La cittadinanza può essere concessa anche "per matrimonio",
se si è coniuge di un cittadino italiano e si risiede
legalmente in Italia da almeno sei mesi. (Public Policy)

GAV

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