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Dismissioni, risoluzione M5s: destinare i proventi agli investimenti

soldi 25 settembre 2014

ROMA (Public Policy) - "Rimuovere il vincolo attuale che obbliga il governo a destinare i proventi delle dismissioni alla riduzione del debito valutando così l'alternativa di destinare tali risorse agli investimenti", così il deputato del Movimento 5 stelle Tommaso Currò spiega a Public Policy il contenuto - in sintesi - della risoluzione di cui è primo firmatario che inizia oggi a essere discussa in commissione Bilancio.

La risoluzione M5s sottolina come "dal 2012 è in atto una accelerazione del processo di dismissioni urgenti del patrimonio dello Stato, riguardante sia i beni immobili che le partecipazioni dirette statali in società per azioni, finalizzato alla riduzione del debito pubblico in relazione all'esigenza di rispettare" il cosiddetto Fiscal compact. Eppure, evidenzia ancora la risoluzione, "senza un trend positivo di crescita dell'economia non è possibile la produzione di nuova ricchezza da destinare in parte all'abbattimento del debito".

Per questo sarebbe necessario "riconsiderare le scelte di politica economica del governo per ridurre il debito" ed evitare di "sacrificare le partecipazioni azionarie redditizie, la cui vendita assicurerebbe entrate stimate in circa 12 miliardi", le quali potrebbero essere usate "per il rilancio economico della nostra economia, che necessita nell'immediato di interventi statali di supporto del settore economico e produttivo, e di interventi per sostenere la domanda di beni e servizi, da realizzare mediante un processo di attribuzione di maggior potere di acquisto di salari e stipendi".

Inoltre la risoluzione impegna il governo anche ad acquisire, prima di procedere alla dismissione di partecipazioni, una valutazione dell'Istat o dell'ufficio parlamentare di bilancio che accerti "gli effetti finanziari" per assicurare che le dismissioni programmate abbiano effetti migliorativi non solo sulla situazione patrimoniale dello Stato ma anche sul debito.

Infine si chiede anche di accompagnare i provvedimenti di dismissione con relazioni tecniche differenziate in relazione alle finalità che si intendono perseguire. Currò, deputato della V commissione di Montecitorio, riassume spiegando che "dare i soldi al debito è come buttare una goccia nell'oceano", considerando che "per 10 anni si è già fatto e il debito è aumentato tre volte tanto" e che "il debito è in parte straniero e quindi i soldi superano il confine nazionale senza che nessuno se ne accorga".

Al contrario, convogliando i proventi delle dismissioni su investimenti strategici "gli investimenti rimangono sul territorio e producono effetto di aumento della base monetaria e moltiplicatore di Keynes - aggiunge Currò - Se poi si unisce quest'ultimo punto al fatto che sono previste dismissioni per 13 miliardi è evidente che la mia risoluzione è una manovra finanziaria". (Public Policy)

NAF

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