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Dissesto idrogeologico, tutte le norme contenute nello Sblocca Italia

Dissesto idrogeologico 07 novembre 2014

ROMA (Public Policy) - Mentre in questo periodo è allerta meteo in tutto il Paese e i sindaci (vedi Roma) 'blindano' le città temendo alluvioni come, ultima in fatto di tempo, quella di Genova, è entrato in vigore, con l'ok definitivo ieri in Senato, un decreto, lo Sblocca Italia, che contiene nuove norme anche per la mitigazione del dissesto idrogeologico.

Norme che si vanno ad aggiungere alle altre approvate in materia negli ultimi due anni, a partire da quella che prevede che dal 1° gennaio 2015 i presidenti delle regioni subentreranno ai Commissari straordinari anche nella titolarità delle contabilità speciali per la gestione delle risorse per la mitigazione del dissesto. Vediamo ora in sintesi le nuove misure in materia introdotti dal dl Sblocca Italia:

NO STOP OPERE SE RICORSO AL TAR Prima di tutto è stata introdotta una norma per lo "sblocco" delle opere nelle zone colpite da calamità naturali. Si prevede che la realizzazione di un'opera messa in gara per interventi conseguenti a uno stato di emergenza potrà avvenire anche se su di essa pesa un ricorso al tar con istanza cautelare, a meno che il ricorrente non dimostri che la lesione del suo interesse è maggiore dell'interesse pubblico.

110 MLN A REGIONI PER SISTEMAZIONE CORSI D'ACQUA Al fine di fronteggiare la situazione di criticità ambientale delle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e alluvione, previa istruttoria del ministero dell'Ambiente di concerto con la Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico appositamente istituita presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, viene previsto che sia assegnata alle Regioni la somma complessiva di 110 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013 per interventi di sistemazione idraulica dei corsi d'acqua.

ACCORDO DI PROGRAMMA REGIONE-MATTM PER RISORSE A partire dalla programmazione 2015, le risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico saranno utilizzate tramite accordo di programma sottoscritto dalla regione interessata e dal ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Gli interventi saranno quindi individuati con Dpcm e l'attuazione sarà assicurata dal presidente della Regione in qualità di commissario di governo.

PRIORITÀ RISORSE A INTERVENTI INTEGRATI Le risorse saranno prioritariamente destinate agli "interventi integrati", finalizzati sia alla mitigazione del rischio, che alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, ovvero integrano gli obiettivi della direttiva acque e della direttiva alluvioni. Viene stabilito che gli interventi sul reticolo idrografico non dovranno alterare ulteriormente l'equilibrio sedimentario dei corsi d'acqua, ma al contrario tendere ovunque possibile a ripristinarlo, sulla base di adeguati bilanci del trasporto solido a scala spaziale e temporale adeguata.

20% RISORSE PER INTERVENTI CHE RIEQUILIBRANO CORSI ACQUA Agli interventi integrati, in grado di garantire contestualmente la riduzione del rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, è destinata, in ciascun accordo di programma, una quota minima del 20% delle risorse. Negli interventi integrati, assume priorità la delocalizzazione di edifici e di infrastrutture potenzialmente pericolosi.

REVOCA RISORSE PER RITARDI BANDI Il ministro dell'Ambiente, avvalendosi dell'Ispra, revocherà le risorse assegnate alle Regioni e ad altri enti per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico per i quali alla data del 30 settembre 2014 non sia stato pubblicato il bando di gara o non sia stato disposto l'affidamento dei lavori nonché per gli interventi che risultino difformi dalle finalità suddette. L'Ispra dovrà assicurare i controlli entro il 30 novembre 2014. Le risorse revocate confluiranno in un apposito Fondo istituito presso il ministero dell'Ambiente per la mitigazione del rischio idrogeologico.

AFFIDAMENTO A GESTORE UNICO SERVIZIO IDRICO L'utilizzo delle risorse del Fondo destinato al finanziamento degli interventi relativi alle risorse idriche, alimentato con le revoche, è subordinato all'avvenuto affidamento al gestore unico del servizio idrico integrato nell'Ambito territoriale ottimale, il quale è tenuto a garantire una quota di partecipazione al finanziamento degli interventi a valere sulla tariffa del servizio idrico integrato commisurata all'entità degli investimenti da finanziare.

ANCHE SOCIETÀ IN HOUSE PER MITIGAZIONE Il dl Sblocca Italia prevede inoltre che i presidenti delle Regioni possono avvalersi, tramite apposite convenzioni, di tutti i soggetti pubblici e privati, purché nel rispetto delle procedure di evidenza pubblica previste dal Codice dei contratti pubblici, comprese le società in house delle amministrazioni centrali dello Stato dotate di specifica competenza tecnica per lo svolgimento di attività di progettazione ed esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico di cui agli accordi di programma stipulati con le Regioni.

Inoltre viene prevista la possibilità per i presidenti di Regione, per le occupazioni di urgenza e per le espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione degli interventi inclusi negli accordi di programma, di provvedere alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti delle Regioni o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento.

COMMISSARI PER SISTEMA FOGNE SOTTO INFRAZIONE Il decreto stabilisce ancora la possibile attivazione, entro il 31 dicembre 2014, al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi necessari all'adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di procedura di infrazione o di provvedimento di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione europea, della procedura di esercizio del potere sostitutivo del governo, con la possibilità di nominare appositi commissari straordinari.

Il commissario è direttamente nominato nei successivi quindici giorni. Viene infine disposto che la struttura di missione di palazzo Chigi operi nelle attività pianificatorie, istruttorie e di ripartizione delle risorse finanziarie finalizzate alla realizzazione degli interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico.(Public Policy)

VIC

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