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DL EMERGENZE, DAL PIEMONTE ALLA SICILIA LE MODIFICHE DEL SENATO / SCHEDA

DL EMERGENZE, LE ULTIME DAL SENATO 14 giugno 2013

DL EMERGENZE, DAL PIEMONTE ALLA SICILIA LE MODIFICHE DEL SENATO / SCHEDA

IL DECRETO ARRIVA IN COMMISSIONE AMBIENTE ALLA CAMERA

(Public Policy) - Roma, 13 giu - Un decreto che vale più di
1 miliardo e 500 milioni di euro. Un provvedimento 'bello
corposo perché parte dagli interventi sul porto di Piombino
e arriva all'Expo, passando per l'emergenza rifiuti in
Campania, Sicilia, le risorse necessarie per la
ricostruzione dell'Aquila'. Rispondeva così a Public Policy
il relatore del dl Emergenze Stefano Esposito (Pd)
all'inizio dei lavori nelle commissioni Lavori pubblici e
Ambiente di Palazzo Madama, chiamate a convertire il decreto
(scritto dal Governo Monti) e licenziato ieri pomeriggio
all'aula del Senato.

Oggi il decreto arriva nella commissione Ambiente della
Camera che valuterà il testo approvato ieri e discuterà le
eventuali modifiche, che passeranno poi al vaglio
dell'assemblea di Montecitorio.

QUALI SONO LE EMERGENZE DEL DECRETO
In particolare il provvedimento contiene misure in favore
delle zone emiliane terremotate del maggio 2012 e per la
ricostruzione in Abruzzo, l'emergenza rifiuti a Palermo, la
proroga della gestione commissariale degli impianti di
depurazione della Campania, la dichiarazione di Piombino
come area di crisi industriale complessa e gli interventi
necessari per assicurare la realizzazione nei tempi previsti
delle opere per 'Expo 2015'.

Come richiesto da più emendamenti, il decreto modificato
dal Senato prevede anche la deroga al Patto di stabilità
chiesto in audizione dalla Regione Toscana (per Piombino),
dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, per il Comune e la
Provincia di Milano (per l'Expo). E con due emendamenti del
governo è stata concessa la deroga al Patto di stabilità
anche per le Regioni Molise e Piemonte (rispettivamente 15 e
30 milioni di euro): una per completare la ricostruzione
post-sisma (iniziata con il terremoto dell'ottobre 2002) e
l'altra per finanziare la costruzione della linea Tav
Torino-Lione.(Segue)

IL 'REBUS' DEI CINQUE EMENDAMENTI
Il 5 giugno, giorno dell'approdo in Aula al Senato del
decreto, la commissione Bilancio prima, e le commissioni
Lavori pubblici e Ambiente dopo, hanno discusso a lungo
l'inserimento di cinque emendamenti, tra i più importanti
tra quelli presentati. La prima delle proposte emendative
(3.0.1 testo 2) riguarda la proroga fino al 31 dicembre 2013
dello stato di emergenza per alcuni impianti di depurazione
delle acque presenti nel territorio della regione Puglia.

Un'altra modifica (l'emendamento 7.5) riguarda lo
stanziamento per il 2013 di 1.852.644,15 euro per il
pagamento degli affitti dei locali che ospitano
temporaneamente gli uffici della Provincia dell'Aquila, 'in
attesa - si legge nell'atto - della ricostruzione delle sedi
istituzionali'.

Con il terzo emendamento, invece, sono stati stanziati
altri 10 milioni per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015
per finanziare la linea Tav Torino-Lione. L'emendamento
porta la firma dei relatori Stefano Esposito del Pd e
Domenico De Siano del Pdl, dove con la modifica si prevede
una deroga al Patto di stabilità della Regione Piemonte per
finanziare l'alta velocità in Val di Susa.

Con la quarta modifica al decreto (l'emendamento 7.22 testo
2) il Comune dell'Aquila sarà 'autorizzato alla proroga e al
rinnovo del contratto di lavoro del personale a tempo
determinato assunto sulla base della normativa emergenziale
e in servizio presso il comune'. L'ultimo emendamento è il
7.0.1000 (testo 1) e riguarda sempre il terremoto che ha
colpito l'Abruzzo nel 2009: con la modifica sono stati
stanziati per proseguire la ricostruzione post-sisma '197,2
milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2019',
per un totale di circa 1 miliardo e 200 milioni di euro.

LA DELEGA AL TURISMO E LA BRETELLA DI PIOMBINO
Tra le emergenze il governo ha proposto (e ottenuto) il
trasferimento del ministero del Turismo in quello per i Beni
culturali guidato dal ministro Massimo Bray. La proposta ha
ricevuto molte critiche da parte del Movimento 5 stelle, ma
anche da parte del presidente di Assoturismo-Confesercenti
Claudio Albonetti.

Il 30 maggio sono stati presentati e riformulati 36
proposte emendative da parte dei relatori e del governo. Tra
queste quella che riguarda la costruzione della bretella di
Piombino: sarà quindi il Cipe (come previsto dal primo testo
del decreto Emergenze) e non il ministero delle
Infrastrutture ad approvare il progetto definitivo
al lotto 7 per il porto di Piombino. La nuova richiesta è
stata avanzata dai due relatori, che in un primo momento
invece avevano richiesto che fosse il ministero guidato da
Maurizio Lupi a dare il via libera al progetto.

L'approvazione, che dovrà essere rilasciata entro 60 giorni
dall'emanazione del decreto (inizialmente i giorni previsti
dal decreto erano 30) riguarda il progetto definitivo
relativo al lotto 7 compreso nella bretella di collegamento
al porto di Piombino, parte integrante dell'asse
autostradale Cecina-Civitavecchia.

1 MLD E 200 MILIONI PER L'ABRUZZO GRAZIE ALL'AUMENTO DELLE
IMPOSTE DI BOLLO
Grazie a un emendamento sono stati trovati 1 miliardo e 200
milioni di euro, spalmati in cinque anni 'per la
prosecuzione degli interventi per la ricostruzione nei
territori della Regione Abruzzo'. Le risorse ('197,2 milioni
di euro - si legge nell'emendamento - per ciascuno degli
anni dal 2014 al 2019') saranno reperite attraverso
l'aumento della imposta fissa di bollo, che passerebbero da
14,62 a 16,62 euro e da 1,81 a 2 euro.

I soldi saranno 'assegnati ai Comuni interessati con
delibera Cipe (Comitato interministeriale per la
programmazione economica; Ndr) che può assegnare i
contributi in relazione alle effettive esigenze di
ricostruzione'.(Segue)

DEROGA STABILITÀ PER PIOMBINO? 50 MLN E 'POSSIBILE
INNALZAMENTO'
Per avviare gli interventi infrastrutturali per il porto di
Piombino (area riconosciuta dal dl 'in situazione di crisi
industriale') il provvedimento così com'è stato scritto dal
Governo Monti prevede una deroga al Patto di stabilità di
40,7 milioni di euro. Il presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi, però, in audizione il 14 maggio scorso aveva
chiesto un ulteriore allentamento del patto di 50 milioni
('Per poter completare tutte le infrastrutture').

In un primo momento con tre emendamenti presentati da Pdl e
Pd si chiedeva una deroga complessiva per il 2013 di 90
milioni. Dopo il 'parere negativo' arrivato dalla
commissione Bilancio, il Governo ha presentato una sua
modifica riducendo l'ammontare dell'ulteriore deroga.
Con la nuova modifica, presentata dall'Esecutivo Letta,
oltre ai 40,7 milioni già previsti si concede l'allentamento
per ulteriori 10 milioni (nel 2013). Ma l'emendamento
prevede anche che nel caso si necessiti di 'un eventuale
innalzamento del limite', la richiesta possa essere fatta
'previa relazione da presentare al Commissario
('straordinario', nonché presidente della Regione Toscana
Enrico Rossi; Ndr) in ordine alle spese sostenute e alle
necessità ancora da soddisfare'.

DEROGA PATTO STABILITÀ ANCHE PER EMILIA, LOMBARDIA, VENETO
E ABRUZZO
Con un altro emendamento all'articolo 6 del dl Emergenze
per le regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Abruzzo
si allenta il Patto di stabilità. Anche in questo caso a
firmare l'emendamento riformulato sono i relatori del
provvedimento Stefano Esposito del Pd e Domenico De Siano
del Pdl.

La deroga al Patto di stabilità è prevista per 50 milioni
per gli enti locali dell'Emilia Romagna, per 5 milioni per
quelli delle regioni Lombardia e Veneto e 30 milioni per i
comuni della Regione Abruzzo.

TRIESTE TRA LE AREE DI CRISI INDUSTRIALE
Il dl Emergenze (grazie a un emendamento del governo)
include tra le aree di crisi industriale anche la filiera
siderurgica di Trieste. 'In relazione alle tematiche della
produzione siderurgica - si legge nell'emendamento - e della
riqualificazione delle attività industriali e portuali e del
recupero ambientale, anche l'area industriale di Trieste è
riconosciuta quale area di crisi industriale complessa'.

I primi giorni di maggio aveva fatto discutere la decisione
dell'ormai ex Governo Monti di escludere la Ferriera di
Servola (complesso specializzato nella produzione di ghisa)
e l'indotto triestino dal decreto Sviluppo bis approvato il
24 aprile scorso dal Consiglio dei ministri; un beneficio
che, almeno fino ad oggi, era toccato solo all'area di
Piombino.

MESSINA, LO STRETTO E 3 MILIONI PER IL TRASPORTO MARITTIMO
All'articolo 6 del decreto viene aggiunta una modifica che
permette alle città di Messina, Reggio Calabria e Villa San
Giovanni la spesa di 3 milioni di euro per il 2013. I
finanziamenti sono stati stanziati, si legge nel testo
approvato ieri, 'per assicurare la continuazione del
servizio pubblico di trasporto marittimo, legato all'aumento
di traffico passeggeri del periodo estivo'.

GENOVA, 3,5 MILIONI PER L'INCIDENTE DELLA JOLLY NERO
Tra le modifiche al decreto il governo è riuscito a far
approvare (al terzo tentativo) l'emendamento che stanzia 3,5
milioni di euro per il biennio 2013-2014 per 'ripristinare
l'efficienza e l'operatività della sala operativa e del
centro Vts della Capitaneria di porto - Guardia costiera di
Genova', dopo l'incidente della Jolly Nero dell'8 maggio
scorso.

Le risorse verranno trovate grazie 'a una riduzione per gli
anni 2013 e 2014' dell'autorizzazione di spesa per il Fondo
straordinario per la promozione di trasporti marittimi
sicuri introdotto dalla Finanziaria 2001 (legge 23 dicembre
2000 n.388, articolo 145, comma 40). (Public Policy)

SOR

131719 Giu 2013

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