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DL ENTI LOCALI, L'OPPOSIZIONE: LEGA CONTRARIA, IDV APRE AL CONFRONTO

19 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 19 ott - Per le opposizioni, Lega e
Idv, il provvedimento di riordino degli enti locali
(C.5520), in discussione in sede referente nelle commissioni
riunite Affari costituzionali e Bilancio alla Camera (e che
si concluderà entro le 20 di martedì 23 ottobre), è
certamente da rivedere.

Ma mentre il giudizio del Carroccio è "estremamente
negativo", perchè il dl riporta il rapporto tra Stato e
autonomie "allo stadio in cui erano in epoca fascista"
(parole della deputata Maria Piera Pastore), l'Idv (pur
specificando il probabile voto contrario) plaude comunque
"il tentativo coraggioso compiuto dal Governo di porre
ordine nel sistema delle autonomie territoriali".

LE APERTURE DELL'ITALIA DEI VALORI
"A mio avviso - ha detto in commissione il deputato
dipietrista Antonio Borghesi - occorre sostenere gli sforzi
compiuti dal Governo, eventualmente correggendo e integrando
le disposizioni contenute nel decreto-legge, per porre sotto
controllo centri di costo che hanno manifestato tendenze ad
una spesa incontrollata".

Del decreto a Borghesi piace soprattutto la parte in cui si
introducono misure in materia di costi della politica, un
po' meno quella relativa ai controlli: "La procedura di
revoca dei responsabili dei servizi finanziari dei Comuni
prevede una procedura troppo farraginosa, che rischia di
determinare una stasi amministrativa. Non condivido inoltre
le disposizioni volte a rafforzare il ruolo dei ministeri
nei collegi dei revisori dei Comuni di maggiori dimensioni,
si tratta di norme centralistiche e onerose".

E su Equitalia: "È
preferibile - ha concluso Borghesi - mantenere le funzioni
di riscossione alla società Equitalia e alle sue
partecipate, intervenendo invece sulle procedure, al fine di
tutelare i contribuenti, piuttosto che affidarsi a soggetti
di dubbia onestà (e qui il deputato dell'Idv ha ricordato il
recente caso di Tributitalia; ndr)".

IL NO NETTO DELLA LEGA NORD
Pastore, deputata leghista in commissione Affari
costituzionali, ritiene invece "lesivo dell'autonomia locale
prevedere che, sia pure solo negli enti con popolazione
superiore a 60mila abitanti, il presidente del collegio dei
revisori dei conti sia designato dal prefetto, come pure
prevedere che la Corte dei conti debba avvalersi per i
controlli della Guardia di finanza".

Per il Carroccio sono "poco condivisibili" anche le norme
che riguardano Equitalia. In definitiva, per il partito
guidato da Roberto Maroni, il decreto "tende all'obiettivo
di colpire le autonomie territoriali, riaffermando la loro
dipendenza dal potere centrale, e determinando un loro
commissariamento". (Public Policy)

GAV

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