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DL FARE, A CHE PUNTO SIAMO?

riforme 09 luglio 2013

DL FARE, A CHE PUNTO SIAMO?

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

DL FARE, COMITATO LEGISLAZIONE: RIVEDERE O STRALCIARE NORME SU INPS E GAS

(Public Policy) - Roma, 9 lug - Sopprimere dal dl Fare la
norma (articolo 36, comma 1) che prevede la proroga degli
incarichi dei componenti dei consigli di indirizzo e
vigilanza dell'Inps e dell'Inail; l'articolo 44, comma 1 e
2, che riconosce ai dipendenti dell'area della dirigenza
medica, veterinaria e sanitaria di strutture pubbliche, il
servizio prestato presso strutture sanitarie pubbliche di un
altro Paese Ue. Sono due degli stralci chiesti alle
commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera
dal Comitato per la legislazione di Montecitorio.

Il Comitato per la legislazione chiede inoltre di valutare
la soppressione o la riformulazione, per questioni di
efficacia del testo, anche dei commi 2,3,4 e 5 dell'articolo
4 (che riguardano le gare di distribuzione del gas per
ambiti), il comma 1 dell'articolo 38 (su prevenzione
incendi) e il comma 2 dell'articolo 41 (sul trattamento
delle acque di falda contaminate).

Il Comitato per la legislazione chiede anche di rivedere
l'articolo 5 (che interviene sui prezzi dell'energia
elettrica, estendendo la Robin Hood tax, riducendo le
tariffe incentivanti Cip6 per le rinnovabili e bloccando una
maggiorazione degli incentivi all'elettricità prodotta da
biocombustibili liquidi). Il Comitato chiede di rivedere il
comma 4, secondo cui dal 2014 il valore del Cec (costo
evitato di combustibile nell'ambito del meccanismo del Cip
6) sia aggiornato trimestralmente in base al costo di
approviggionamento del gas naturale nei mercati all'ingrosso.

Il Comitato per la legislazione chiede infine di precisare,
"al fine di scongiurare il rischio che il contenuto di
disposizioni di rango primario sia integrato da fonti
subordinate, che l'aggiornamento in questione avverrà con
legge".

DL FARE, COMITATO LEGISLAZIONE: MOLTE NORME HANNO EFFETTI LONTANI NEL TEMPO

(Public Policy) - Roma, 9 lug - Il dl Fare "reca numerose
norme i cui effetti finali appaiono destinati a prodursi in
un momento significativamente distanziato rispetto alla loro
entrata in vigore" e contiene "numerose disposizioni di
carattere ordinamentale o che prevedono l'avvio di una fase
sperimentale o transitoria o che, ai fini della relativa
attuazione, richiedono molteplici adempimenti, talora
plurimi e complessi". È una delle (molte) critiche sul dl
Fare contenute nel parere del Comitato per la legislazione
della Camera.

Riguardo a procedure complicate per l'attuazione delle
singole norme, il Comitato per la legislazione cita, fra
tutti, "l'articolo 5, comma 3, che prevede l'adozione di un
decreto del ministro dello Sviluppo economico su proposta
dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas e gli
articoli 32 e 35, dove è prevista l'adozione di 5 decreti
del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, da
adottare in 4 casi sentite la commissione consultiva
permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la
conferenza Stato-Regioni e in un caso previa intesa con la
conferenza stessa".

Inoltre, si legge nel parere, "numerose disposizioni
contengono un termine iniziale di efficacia distanziato nel
tempo. In particolare, diverse disposizioni troveranno
applicazione a decorrere dal 2014".

In particolare, fa notare il Comitato per la legislazione,
il dl "reca all'articolo 55 una disposizione formulata in
termini di interpretazione autentica di una previgente
disciplina normativa ma, nel fare salve le attività compiute
sulla base della stessa, sembrerebbe in realtà produrre
effetti ex nunc ed avere dunque sostanza di una novella".

DL FARE, CABINA DI REGIA CON GOVERNO E RIUNIONI PD E PDL

(Public Policy) Roma, 9 lug - Stamattina un vertice di
maggioranza con il Governo e stasera due riunioni separate,
di Pd e Pdl. I Gruppi parlamentari della Camera sono al
lavoro sugli emendamenti al dl Fare.

Secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza in
mattina si è tenuto, nella sala del Governo alla Camera, una
cabina di regia tra governo e maggioranza in vista della
scadenza della presentazione degli emendamenti al dl Fare
(domani alle 12).

Alla riunione con il ministro per i Rapporti con il
Parlamento Dario Franceschini, hanno partecipato i
presidenti delle commissione competenti Francesco Boccia
(Pd) e Francesco Sisto (Pdl), i capigruppo di maggioranza e
i sottosegretari Sesa Amici a Claudio De Vincenti.

La riunione, rivela una fonte del Governo, è stata
interlocutoria, servita per far "poggiare l'orecchio" al
governo sull'iter parlamentare del decreto e per lanciare un
monito ai partiti di maggioranza: non subissare il testo di
emendamenti (vista anche la mastodontica quantità di
articoli di cui è composto) ma soffermarsi sulle modifiche
più stringenti.

Questa sera quindi è convocata, secondo quanto si apprende,
una assemblea del gruppo Pd alla Camera proprio per trovare
una sintesi sugli emendamenti. Allo stesso scopo, almeno
inizialmente, sarebbe stata convocata una riunione serale
del Pdl Camera.

DL FARE, DA COMMISSIONE LAVORO IN ARRIVO EMENDAMENTI SU SICUREZZA E APPALTI

(Public Policy) - Roma, 9 lug - La maggioranza in
commissione Lavoro alla Camera cerca l'accordo sul parere
al Dl Fare, assegnato in sede referente alle commissioni
Affari costituzionali e Bilancio. Il relatore del
provvedimento Antonio Boccuzzi, Pd, lavora a un parere che
possa avere "il consenso più largo possibile" anche delle
opposizioni che però "in questo momento hanno posizioni
diverse".

Le criticità maggiori sono legate alla materia della
sicurezza sul lavoro. Duvri (Documento unico per la
valutazione dei rischi da interferenze) e Durc (Documento
unico di regolarità contributiva) sono nel mirino della
maggioranza: "Io avrei auspicato la possibilità di uno
stralcio delle norme perché avrei voluto percorrere la
strada della semplificazione della materia della sicurezza
sul lavoro, pensavo a un Ddl ad hoc, consultate le forze
sociali, ma su questo punto non c'è disponibilità del Pdl"
commenta Boccuzzi.

Pd, Pdl e Scelta civica cercano l'accordo sugli emendamenti
"per migliorare il testo proposto dal Governo".

Boccuzzi aggiunge: "Ho ricevuto la disponibilità di tutti i
gruppi di maggioranza a presentare un emendamento sugli
appalti al massimo ribasso, per estrapolare il costo del
lavoro e della formazione da quello degli appalti, e ridurre
il fenomeno del massimo ribasso, è una delle condizioni in
cui più spesso ci si infortuna. Questo è un ottimo
risultato, conto che anche l'opposizione convergerà, perché
andiamo in una direzione virtuosa, di maggiore sicurezza".
Sel ha chiesto lo stralcio degli articoli in materia di
sicurezza, il numero 32 e 35. La commissione dovrebbe
licenziare il parere domani nel primo pomeriggio.

DL FARE, M5S CHIEDERÀ STRALCIO NORME SU GIUSTIZIA

(Public Policy) Roma, 9 lug - Il Movimento 5 stelle chiederà
lo stralcio delle norme del dl Fare in materia di giustizia.
Lo si apprende da ambienti dei 5 stelle. Il termine per la
presentazione degli emendamenti al dl Fare nelle commissioni
Bilancio e Affari costituzionali della Camera è fissato per
domani alle 12 e tutti i deputati sono a lavoro per
depositare le proprie proposte emendative. Si attendono
moltissimi emendamenti, su un decreto "monster".

Il Movimento 5 stelle, tra gli altri emendamenti,
presenterà la proposta di stralcio della parte che si occupa
di "efficienza della giustizia e per la deflazione del
contenzioso civile".

"Queste misure - si spiega in ambienti M5s - non c'entrano
nulla con il rilancio dell'economia e dovrebbero semmai
essere inserite in una proposta di riforma della giustizia
che sia separata dal dl Fare".

Nella parte del dl Fare che si occupa di giustizia
(l'intero titolo III) c'è una parte che riguarda misure
organizzative in cui viene ad esempio introdotta la figura
del giudice ausiliario per lo smaltimento dell'arretrato
civile, viene previsto per i laureati in giurisprudenza un
periodo di formazione di 18 mesi in uffici giudiziari, viene
istituita la figura dell'assistente di studio a supporto
delle sezioni civili della Corte di Cassazione per cinque
anni.

Per quanto riguarda le misure processuali, nel dl Fare
viene ad esempio inserito l'obbligo per il giudice civile di
formulare una proposta conciliativa in primo e secondo
grado, viene snellito il giudizio di opposizione a decreto
ingiuntivo, viene rivista la disciplina del preconcordato e
modificata la disciplina della mediazione civile.

DL FARE, RAMPELLI (FDI): ARTICOLO 41 INCOSTITUZIONALE, ACQUA BENE PUBBLICO

(Public Policy) - Roma, 9 lug - "Il capo del Governo Enrico
Letta dice di voler semplificare per gli imprenditori, ma
invece di rendere più flessibile il mercato del lavoro, di
detassare le nuove assunzioni, di abrogare l'art. 18, ha
pensato bene di presentare una norma che non tutela il bene
pubblico per eccellenza: l'acqua.

L'articolo 41 del 'decreto Fare' prevede che le operazioni
di disinquinamento delle falde acquifere siano subordinate
alla 'sostenibilità economica'. È inammissibile. È come dire
che l'Ilva non si bonifica perché la famiglia Riva dichiara
l'incapienza rispetto ai costi di messa in sicurezza
dell'acciaieria, dopo aver inquinato Taranto e la sua provincia
e aver ignorato il diritto alla salute di operai e cittadini
pugliesi".

Lo dichiara il deputato di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli
che aggiunge: "Nessun imprenditore dichiarerà mai che le
misure di protezione delle falde acquifere sono sostenibili,
né potrà trarre beneficio dal loro inquinamento non è così
che si semplifica, soprattutto in materia ambientale,
settore nel quale l'Italia ha il maggior numero di
infrazioni comunitarie".

Per questo, aggiunge, "ho presentato un emendamento
soppressivo all'articolo in questione, perché la tutela
dell'acqua nel rispetto della Costituzione non sia
subordinata a interessi privati - aggiunge - un concetto
elementare, molto più soft della posizione espressa anche
dal Pd nel recente referendum cosiddetto 'per l'acqua
pubblica'".

"Non si capisce - conclude Rampelli - come si possa da un
lato impedire ai privati di gestire l'acqua pubblica e
dall'altro non garantirne la qualità a tutela dei cittadini,
subordinando addirittura il disinquinamento dell'acqua a
presunti interessi economici".

DL FARE, LUPI: ARTICOLO 25 PUÒ ESSERE NORMA DI INDIRIZZO STRATEGICO

(Public Policy) - Roma, 9 lug - "L'articolo 25" del dl Fare
"può essere la norma di 'indirizzo strategico', la norma
quadro per i lavori dopo il 31 dicembre. Il Parlamento
potrebbe inserire" una modifica che inviti il Governo a
"andare su questa strada" condividendo "l'accelerazione dei
lavori e l'impostazione del criterio del piccolo, medio,
grande". Lo dice il ministro delle Infrastrutture Maurizio
Lupi, in audizione nella commissione Trasporti della Camera
sul dl Fare.

"Ma non indietreggiamo - dice Lupi - nel criterio" di
finanziare prima "le opere cantierabili".

"Il dl Fare - sostiene il ministro - è un passaggio
fondamentale perché traduce con tempi certi i punti
programmatici che avevamo condiviso. Seguiremo puntualmente
il decreto, il sottosegretario Rocco Girlanda ha avuto la
delega a seguire passo dopo passo i lavori nelle
commissioni".

"Attenzione - sottolinea però - più i decreti vengono
ampliati e più" c'è il pericolo che non siano accettati "dal
presidente della Repubblica. Il lavoro fatto facciamolo
insieme e vediamo dove inserire" modifiche condivise. "Ci
sono vari contenitori - aggiunge - c'è il dl semplificazioni
ad esempio".

DL FARE, PRESENTATO EMENDAMENTO META (PD) SU "MULTE LIGHT"

(Public Policy) - Roma, 9 lug - La proposta di legge del
presidente della commissione Trasporti della Camera Michele
Meta, del Pd, sulle "multe light", ovvero scontate per chi
paga subito, diventa un emendamento al dl Fare.

Meta, come si apprende da fonti del Pd, ha già presentato
il suo emendamento nelle commissioni Bilancio e Affari
costituzionali della Camera, che esaminano il dl Fare in
sede referente. Il termine per la presentazione delle
proposte emendative è fissato comunque per domani alle 12.

La proposta prevede uno sconto del 20% sull'importo della
multa per chi paga entro 5 giorni dalla ricezione. Oggi il
ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi si è detto
d'accordo e ha anche rilanciato: "Alzare lo sconto al 30%".

"C'è una larga parte della commissione - ha detto Meta in
commissione - che vuole trasformare quella proposta in un
emendamento al dl Fare. Siccome ci stiamo lavorando,
rimandiamo a domani la discussione".

A quanto si apprende, anche il ministro della Giustizia
Annamaria Cancellieri ha espresso un giudizio positivo sulla
modifica che, quindi, dovrebbe essere approvata a larga
maggioranza.

Nell'emendamento presentato nelle commissioni però lo
sconto rimane al 20%, almeno nella versione depositata da
Meta. Per il momento, quindi, la proposta di Lupi di alzare
lo sconto al 30% non è stata inserita nella modifica (ma
solo probabilmente per una questione di tempi). Il Governo
potrebbe quindi intervenire in prima persona, o con i
relatori, per ritoccare questo punto.

DL FARE, LUPI: NORMA SU SEPARAZIONE BILANCI FERROVIE È BLINDATA

(Public Policy) - Roma, 9 lug - "Nell'articolo 24 del dl
Fare c'è una norma su cui sono assolutamente convinto" e che
è "blindata" e prevede che "nel frattempo che si istituisce
l'authority dei trasporti" sia sancita la "separazione dei
bilanci" per quanto riguarda le ferrovie "tra rete e
operatore". Lo dice il ministro delle Infrastrutture
Maurizio Lupi, in audizione nella commissione Trasporti
della Camera sul dl Fare.

"Modifiche su questo punto non verranno accettate dal
Governo - puntualizza Lupi - Il consolidato non può
avvenire. Dobbiamo sapere il bilancio della rete e
dell'operatore. È anche un modo per rafforzare le ferrovie".

"Quella norma - afferma il ministro - credo debba essere
difesa e su questo trovate una posizione, qualora ci fossero
emendamenti contrari, contraria da parte del Governo.
Farebbe un errore il Parlamento" a cambiarla.
"Le altre norme per la liberalizzazione - conclude Lupi -
invece possono essere migliorate, vedremo cosa sia utile
migliorare".

DL FARE, LUPI: GOVERNO FAVOREVOLE A INSERIMENTO NORME SU INTERPORTI

(Public Policy) - Roma, 9 lug - Sui porti le norme contenute
nel dl Fare "sono fondamentali dal punto di vista strategico
e dobbiamo approfittarne insieme là dove non c'è copertura
per utilizzare questo decreto per inserire eventuali norme
di semplificazione". Lo dice il ministro delle
Infrastrutture Maurizio Lupi, in audizione nella commissione
Trasporti alla Camera sul dl Fare.

Norme di semplificazione, dice Lupi, sul "piano regolatore
porti, norme che possono essere condivise dal Parlamento e
dai soggetti coinvolti e che hanno l'obiettivo di
semplificare e accelerare il ruolo chiave. Se la commissione
ritiene che il problema non è solo dei porti ma di tutta la
logistica, e vuole inserire anche qualche norma sugli
interporti, non c'è contrarietà del Governo". "L'importante
è - sottolinea il ministro - che andiamo nella medesima
direzione, dobbiamo rilanciare i porti. Certo dobbiamo
trovare la copertura".

TRASPORTI, LUPI: AD ANAS 300 MLN IN 6 MESI PER OPERE URGENTI

(Public Policy) - Roma, 9 lug - "Il piano che ci ha
presentato Anas è di oltre 2 miliardi. È ovvio che ha già
una dotazione propria ma stiamo assegnando una dotazione
straordinaria perché dobbiamo anticipare le emergenze"
invece di correre ai ripari dopo. Lo dice il ministro delle
Infrastrutture Maurizio Lupi, rispondendo a una domanda del
Movimento 5 stelle in merito alla dotazione, prevista nel dl
Fare, per il gestore della rete stradale ed autostradale
italiana.

"Il Governo vincola 300 milioni in sei mesi con un criterio
di interventi urgenti, pensate ad esempio alle zone di
rischio sismico. I 300 milioni assegnati sono assegnati col
criterio della più grande cantierabilità. Vedrete nel
decreto interministeriale che vi presenteremo ci
saranno dei paletti rigidi" su tempistica e opere da
finanziare.

"Ci sarà ad esempio scritto - dice Lupi - che entro il 30
ottobre dovranno essere emessi i bandi e che dovranno essere
assegnati entro il 31 dicembre. Con questo decreto avremo
non solo una programmazione complessiva ma anche un
passaggio dalla programmazione alla realizzazione".

DL FARE, LUPI: TRA OGGI E DOMANI DECRETO MIT-MEF PER CRITERI GRANDI OPERE

(Public Policy) - Roma, 9 lug - "Il criterio è stato mettere
dei paletti forti con alla base un principio chiaro perché
c'è la necessità di dare immediatamente un segnale di
rilancio del settore delle infrastrutture, secondo il
principio del piccolo, medio e grande". Lo dice il ministro
delle Infrastrutture Maurizio Lupi, parlando del dl Fare
davanti alla commissione Trasporti della Camera.

"Questo principio - dice Lupi - lo trovate nell'articolo 18
che si divide in due aree. Il primo è il fondo di 2 miliardi
e rotti vincolato alle grandi opere cantierabili, che
seguono dei criteri. Tra oggi e domani saranno declinati
questi criteri perché ci dovrà essere un decreto
interministeriale Mit-Mef e sarà convocato il Cipe".

"È evidente - dice Lupi - che il principio dell'articolo 18
non è statico: vale per i primi sei mesi" dopo di che "deve
essere verificato, ovvero ci deve essere una verifica tra
opere e cassa" disponibile e "sull'avanzamento lavori delle
opere. Nel primo semestre del 2014 individueremo altre
opere" da finanziare.

"Già con le Regioni - prosegue Lupi - abbiamo detto:
acceleriamo secondo questo metodo" del piccolo, medio,
grande, "così che dal primo gennaio 2014 le grandi opere
strategiche siano monitorate e portate in accelerazione.
Dobbiamo trovare le modalità" per proseguire nel tempo con
questo criterio.

Lupi continua a illustrare l'articolo 18 del dl Fare: "C'è
un altro punto nell'articolo - dice il ministro - che
riguarda 1,3 miliardi per un contributo per piccole e medie
opere: come Anas, manutenzione ponti e viadotti. Qui ci sono
procedure che l'articolo prevede e credo che un'informativa
di quali opere vengono segnalate dalle Regioni e dall'Anas
deve essere fatta. Anche questo" punto si riferisce a "un
piano rotativo: i primi 300 milioni saranno messi a
disposizione per le opere cantierabili entro il 30 ottobre".
(Public Policy)

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