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DL FARE, A CHE PUNTO SIAMO

riforme 12 luglio 2013

DL FARE, A CHE PUNTO SIAMO

foto - La Presse

Per approfondire: 

DL FARE, GLI OTTO PARERI DELLE COMMISSIONI CONSULTIVE /SCHEDA

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

DL FARE, EMENDAMENTI COMMISSIONE LAVORO: SU SICUREZZA ATTESTATI RILASCIATI DA SCUOLE E UNIVERSITÀ

(Public Policy) Roma, 12 lug - Attestati di formazione sulla
sicurezza sul lavoro rilasciati da scuole e università;
validità minore (120 giorni invece di 180) per il Durc
(Documento unico di regolarità contributiva), migliorie per
la sicurezza sul posto del lavoro, obbligo per il datore di
lavoro e del pronto soccorso di comunicare gli infortuni
avvenuti sul posto di lavoro, misure per la tutela contro
l'amianto. Queste alcune delle richieste sul dl Fare, in
merito alla sicurezza sul lavoro, arrivate dalla commissione
Lavoro della Camera e tramutate in altrettanti emendamenti.
In uno degli emendamenti presentati ad esempio si legge:

"Si assicuri, inoltre, che tutti gli istituti di istruzione
e universitari provvedono a rilasciare agli allievi
equiparati ai lavoratori, gli attestati di avvenuta
formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, anche per
ridurre o eliminare a carico delle aziende che li assumono o
attivano percorsi di stage o tirocinio, i costi e la non
ripetitività degli obblighi formativi, ove conformi".
Un altro emendamento dispone che il Documento di
valutazione dei rischi (Duvri) sia messo a disposizione del
"rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli
organismi locali delle organizzazioni sindacali dei
lavoratori comparativamente più rappresentative a livello
nazionale".

Un'altra proposta della commissione Lavoro è di ridurre le
circostanze in cui non viene richiesto il Duvri: si chiede
di restringere il campo alle sole attività la cui durata non
sia superiore ai "cinque uomini-giorno", mentre nel decreto
il limite è fissato alla durata superiore ai "dieci
uomini-giorno".

Altri due emendamenti della commissione Lavoro chiedono:
uno di non abrogare l'obbligo per il datore di lavoro di
comunicare entro due giorni gli infortuni avvenuti; l'altro
che anche i sanitari dei servizi di pronto soccorso che
intervengono in occasione di infortuni sul lavoro mortali o
con lesioni gravi o gravissime ne diano immediata
comunicazione alla autorità giudiziaria, all'Asl e
all'Inail.

DL FARE, TRA EMENDAMENTI M5S AMMESSI TOBIN TAX E FINANZIAMENTI CDP A PMI

(Public Policy) - Roma, 12 lug - Dei circa 70 emendamenti
presentati in seconda battuta dal Movimento 5 stelle al dl
Fare solo il 4% è stato dichiarato inammissibile, "a fronte
del 40% delle proposte bocciate agli altri partiti". È
quanto si apprende da fonti 5 stelle.

Inizialmente i deputati 5 stelle avevano presentato circa
450 emendamenti nelle commissioni Bilancio e Affari
costituzionali della Camera, che stanno esaminando il
provvedimento.

Come anticipato da Public Policy, da questa mattina i
gruppi sono a lavoro per ridurre gli emendamenti da circa
1.500 a un massimo di circa 460. Dalle segreterie delle
commissioni, infatti, è arrivato l'invito ai vari gruppi a
segnalare, entro il tardo pomeriggio di oggi, gli
emendamenti più importanti, da lasciare "in vita". Ogni gruppo ha un
numero massimo da rispettare (proporzionale all'ampiezza del
gruppo stesso) e il totale, questa l'indicazione, è di
averne alla fine circa 460.

Alcuni degli emendamenti 5 stelle ammessi riguardano
solidarietà negli appalti tra privati, Tobin tax,
impignorabilità dei macchinari a uso produttivo ed
erogazione dei finanziamenti a Pmi direttamente dalla Cassa
depositi e prestiti (senza il tramite delle banche).

DL FARE, RIAMMESSO EMENDAMENTO SU MULTE LIGHT, SI 'SALVA' ALL'ULTIMO

(Public Policy) Roma, 12 lug - Giudicato inammissibile
(seppure aveva avuto l'avallo di due ministri, Anna Maria
Cancellieri e Maurizio Lupi) e poi riammesso: si è salvato
per un pelo l'emendamento al dl Fare della commissione
Trasporti, a prima firma Michele Meta (Pd), sulle multe
light.

L'emendamento, il 20.2, propone di inserire nel dl Fare una
proposta di legge di Meta, ripescata dalla passata
legislatura, che riduce del 30% (inizialmente era il 20%,
poi aumentato su richiesta del ministro delle Infrastrutture
Maurizio Lupi) l'importo delle multe che vengono pagate
entro 5 giorni dalla ricezione. Una misura su cui anche sia
il ministro delle Infrastrutture che quella della Giustizia
Annamaria Cancellieri si sono espressi positivamente.

Eppure le commissioni Bilancio e Affari costituzionali
della Camera, nella seduta di ieri sera, avevano giudicato
inammissibile l'emendamento di Meta, e quello identico
presentato sempre al dl Fare da Laura Ravetto del Pdl.
Oggi invece il ricorso di Meta è stato accolto e
l'emendamento sulle multe "light" è rientrato tra quelli che
verranno votati.

COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI META
L'emendamento prevede uno sconto del 30% per chi paga la
multa entro "cinque giorni dalla contestazione o dalla
notificazione o se il trasgressore non sia incorso, per il
periodo di due anni, in violazioni di norme di comportamento
del presente codice da cui derivino decurtazioni del
punteggio".

L'emendamento stabilisce però che questo sconto non si
applichi per le infrazioni gravi, che prevedono la confisca
del veicolo e la sospensione della patente di guida".
L'emendamento introduce anche la possibilità di pagare al
momento dell'infrazione la multa con pagamento elettronico e
ovviamente con lo sconto del 30%.

DL FARE, SISTO (PDL): IN RIDUZIONE EMENDAMENTI AMPIO INTERVENTO OPPOSIZIONI

(Public Policy) Roma, 12 lug - "Abbiamo fissato per ogni
Gruppo una soglia massima di emendamenti da segnalare,
inversamente proporzionale alla grandezza di ognuno, così da
garantire anche alla minoranza il diritto di presentarne" un
numero adeguato. Ma il totale deve sempre portare a circa
500 (esclusi gli emendamenti presentati dalle commissioni).

A parlare è il presidente della commissione Affari
costituzionali Francesco Paolo Sisto, uno dei relatori al dl
Fare, che spiega i paramentri con cui i vari Gruppi stanno
riducendo i propri emendamenti, così da ridurne il numero
totale a massimo 500.

Sisto spiega che, per stabilire il numero massimo di
emendamenti che ogni Gruppo può segnalare alle commissioni
Bilancio e Affari costituzionali, il numero dei componenti
di ogni Gruppo viene moltiplicato per un coefficiente,
inversamente proporzionale all'ampiezza. "Ad esempio -
spiega - il numero dei componenti del Gruppo del Pd è
moltiplicato per tre, mentre quelli di Fratelli d'Italia e
Lega nord per sette".

"La maggioranza - aggiunge Sisto - riconosce a tutti i
partiti la possibilità di un più ampio intervento". Nel
lavoro delle commissioni, sostiene, "abbiamo già tenuto
conto delle indicazioni del comitato per la legislazione".

Quanto ai nodi che sono già emersi nella discussione
generale del dl Fare, dice ancora Sisto, "quello sulla
giustizia è preminente. Vedremo come trovare una sintesi".

Alla domanda se nel dl Fare verranno inseriti nodi non
risolti di altri provvedimenti, Sisto risponde: "No, questo
è il decreto del Fare, non del fare tutto".

DL FARE, RIMANGONO 1.553 EMENDAMENTI. ENTRO LE 17 DEVONO DIVENTARE 500

(Public Policy) Roma, 12 lug - Sono 1.553 gli emendamenti
rimasti in piedi al dl Fare. Durante la seduta di oggi,
infatti, le commissioni Bilancio e Affari costituzionali
della Camera hanno riammesso 92 emendamenti degli 806
giudicati inammissibili ieri.

Nelle segreterie delle due commissioni erano arrivate 182
richieste di riesame e, di queste, ne sono state accolte
appunto 92. A conti fatti quindi gli emendamenti che sono
stati dichiarati innammissibili sono 714.

Ora comunque tutti i Gruppi delle due commissioni referenti
sono a lavoro per segnalare gli emendamenti più importanti:
ognuno ha un numero massimo a cui attenersi, così che il
totale degli emendamenti dei gruppi (esclusi quindi quelli
presentati dalle commissioni in sede consultiva) non superi
quota 500. Il termine per le segnalazioni è oggi alle 17.

Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali torneranno
poi a riunirsi lunedì alle 17 e proseguiranno i lavori, se
necessario, in notturna. Circostanza che potrebbe
ripresentarsi, in caso di necessità, anche martedì.
La fretta è d'obbligo, visto che giovedì 18 il decreto
dovrà approdare in Aula alla Camera.

Come dice uno dei relatori del dl, il presidente della
commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto, è
escluso un ulteriore rinvio, visto che già la capigruppo ha
fatto slittare l'approdo in Aula di 24 ore.

DL FARE, BOCCIA (PD): PUNTIAMO A RIDURRE EMENDAMENTI A MAX 500

(Public Policy) Roma, 12 lug - "Puntiamo ad asciugare il
numero degli emendamenti (attualmente 1.494 a cui vanno
aggiunti quelli che verranno riammessi oggi; Ndr) la quota
che ci prefiggiamo è 500, così da fare un lavoro civile".

Lo dice il presidente della commissione Bilancio della
Camera Francesco Boccia, in merito al dl Fare, confermando
quanto scritto da Public Policy. Al limite dei 500 emendamenti
a cui si punta devono comunque essere aggiunti quelli presentati
dalle varie commissioni della Camera in sede consultiva.

"In questo momento - dice Boccia - le commissioni Bilancio
e Affari costituzionali lavoreranno sui ricorsi sulle
inammissibilità e poi in serata i Gruppi comunicheranno i
segnalati".

DL FARE, STUDIO SENATO: SERVIRANNO OLTRE 50 DECRETI ATTUATIVI

(Public Policy) Roma, 12 lug - Sono più di 50 i decreti
attuativi che serviranno per la piena realizzazione delle
norme contenute nel dl Fare. A dirlo è uno studio del Senato
sul decreto attualmente all'analisi delle commissioni
Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

Lo studio è stato realizzato dal Servizio per la qualità
degli atti normativi di Palazzo Madama e si intitola: "Le
tante 'cose da fare' nel 'decreto del Fare'".

Secondo i dati messi in evidenza dallo studio del Senato,
27 di questi decreti ministeriali che serviranno per attuare
altrettante disposizioni del dl Fare non hanno una data.
Ovvero non c'è un termine indicato nel decreto entro il
quale devono essere emanati. Per i restanti decreti invece
il termine è fissato tra luglio e dicembre di quest'anno.

Tra i decreti attuativi più importanti segnalati dallo
studio del Senato c'è, per esempio, quello che dovrà essere
emanato dal ministero dello Sviluppo economico entro il 22
luglio 2013 per "migliorare l'efficacia degli interventi
del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese" o un
altro, che dovrà emanare il ministero delle Infrastrutture,
per approvare il Programma degli interventi di manutenzione
straordinaria di ponti, viadotti, e gallerie della rete
stradale gestita dall'Anas.

DL FARE, GRUPPI A LAVORO PER RIDURRE EMENDAMENTI DEPUTATI A CIRCA 460

(Public Policy) Roma, 12 lug - Gruppi a lavoro per ridurre
gli emendamenti al dl Fare da circa 1.500 a un massimo di
circa 460. È quanto si apprende da fonti di maggioranza e
opposizione.

Dalle segreterie della commissione Bilancio e della
commissione Affari costituzionali è arrivato l'invito ai
deputati dei vari gruppi a segnalare, entro il tardo
pomeriggio di oggi, gli emendamenti più importanti, da
lasciare "in vita". Ogni gruppo ha un numero massimo da
rispettare (proporzionale all'ampiezza del gruppo stesso) e
il totale, questa l'indicazione, è di averne alla fine circa
460.

A questo numero però bisogna aggiungere gli emendamenti che
sono arrivati dalle varie commissioni della Camera che hanno
analizzato il decreto in sede consultiva e che, allegati ai
pareri, hanno presentato delle proprie proposte emendative.
Questi emendamenti restano comunque in piedi.

Il numero totale, comunque, sarà di certo inferiore ai 1.494
emendamenti rimasti "superstiti" dopo le inamissibilità di
ieri.

Il lavoro intorno al dl Fare quindi si fa sempre più
affannoso e complicato, vista la mole di articoli del dl(86)
e degli emendamenti (all'inizio ne sono stati presentati
2.300). La seduta di oggi delle commissioni Bilancio e
Affari costituzionali, inizialmente prevista per le 11.30, è
slittata alle 12.30 e servirà semplicemente per giudicare
gli emendamenti eventualmente riammessi tra quelli
giudicati inammissibili ieri sera.

Nel pomeriggio poi si continuerà a lavorare per ridurre gli
emendamenti e lunedì riprenderà la discussione, con voto,
nelle commissioni.

DL FARE, IL GOVERNO RECUPERA RISORSE DA DEBITI SSN PER DISAVANZO REGIONI

(Public Policy) - Roma, 12 lug - I soldi stanziati dallo
Stato per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio
sanitario nazionale e che non sono stati richiesti entro il
31 maggio, possono essere assegnati alle Regioni che hanno
ricevuto una diffida dal Governo e che devono rientrare del
disavanzo di gestione. Lo prevede un emendamento, presentato
ieri sera dal Governo al dl Fare, nelle commissioni Bilancio
e Affari costituzionali della Camera.

Un emendamento presentato dall'esecutivo al suo stesso provvedimento,
appena all'inizio della trattazione alla Camera, e che punta
a modificare una legge (sul pagamenti dei debiti Pa) varata
un mese fa.

Lo stesso emendamento dà più tempo alle Regioni, spostando
il termine dal 30 giugno al 15 luglio (già la legge di
conversione del decreto debiti Pa l'aveva spostato dal 31
maggio al 30 giugno), per provvedere al ripianamento del
disavanzo di gestione.

COSA DICE L'EMENDAMENTO
Nell'emendamento del Governo, che aggiunge l'articolo 3 bis
al dl Fare, si legge: "Le risorse per il pagamento dei
debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale e non
richieste dalle regioni entro il 31 maggio 2013, possono
essere assegnate, con decreto di aggiornamento del decreto
direttoriale" definito dalla legge di conversione del dl
debiti Pa "alle Regioni che ne fanno richiesta entro il 30
giugno 2013, prioritariamente in funzione dell'adempimento
alla diffida prevista dall'articolo 1, comma 174, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311", ovvero in caso di
squilibrio economico-finanziario.

L'emendamento aggiunge anche il comma 1 bis all'articolo 1
del dl Fare in cui si legge: "Restano validi gli atti e i
provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti
prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base delle
norme del decreto-legge 24 giugno 2013, n. 74, recante
misure urgenti per i pagamenti dei debiti degli enti del
Servizio sanitario nazionale, non convertite in legge".

I LAVORI NELLE COMMISSIONI DELLA CAMERA
Dopo che ieri sera le commissioni Bilancio e Affari
Costituzionali della Camera hanno espresso il parere sugli
emendamenti inamissibili (806 su 2.300 presentati) e oggi
alle 9 è scaduto il termine per i ricorsi, la seduta delle
commissioni congiunte riprenderà alle 11 con l'ufficio di
presidenza e alle 12.30 con la discussione dei ricorsi.

Sempre alle 12.30 scade il termine per la presentazione dei
subemendamenti all'emensamento 3.05 del governo. Dopodiché
la discussione del dl Fare dovrebbe riprendere lunedì alle
17. (Public Policy)

VIC-SOR-LEP-SAF

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