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DL FARE, AULA LAVORA DA 40 ORE. VOTO FINALE INTORNO ALLE 12, POI M5S DA LETTA

Manovra, nella bozza del governo sette emendamenti 26 luglio 2013

DL FARE, AULA LAVORA DA 40 ORE. VOTO FINALE INTORNO ALLE 12, POI M5S DA LETTA

Per approfondire: 

DL FARE, VA AL SENATO. MODIFICHE: DA DURT A FONDO PROFESSIONISTI /SCHEDA

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(Public Policy) - Roma, 26 lug - Voto finale del dl Fare
intorno alle 12, quindi incontro tra il Movimento 5 stelle
ed Enrico Letta per trovare un accordo ed evitare l'ingorgo
istituzionale. Questa la tabella di marcia della mattinata,
tra Montecitorio e Palazzo Chigi.

Dopo un'altra notte di ostruzionismo a oltranza, con i
lavori dell'Aula di Montecitorio che durano ormai da 40 ore,
il voto finale sul dl Fare, si stima, dovrebbe arrivare oggi
tra le 11 e le 12.

Durante la notte, in un Aula della Camera mezza vuota, i 5
stelle hanno continuato a prendere la parola tutti, per
dieci minuti ciascuno come da regolamento, per le
dichiarazioni di voto. Gli iscritti a parlare, all'inizio di
questa nuova maratona notturna erano 112. A presiedere per
tutta la notte è stato il vicepresidente Roberto Giachetti,
che ha sospeso la seduta fiume per soli cinque minuti per
una pausa tecnica attorno alle 3 e poi di nuovo alle 8, per
permettere le pulizie dell'Aula.

Al termine del voto finale, e dopo la conclusione del
Consiglio dei ministri, una delegazione di 5 stelle (ci
saranno sicuramente il capogruppo Riccardo Nuti e il vice
Alessio Villarosa) incontrerà il premier Enrico Letta
insieme al ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario
Franceschini e al ministro delle Riforme Gaetano
Quagliariello. La capigruppo della Camera intanto dovrebbe
fissare l'aggiornamento del calendario di Montecitorio.

Il perché dell'incontro è presto detto: si lavorerà di
mediazione per tentare di trovare un accordo e sbrogliare
quello che potrebbe diventare un vero e proprio ingorgo
istituzionale, con cinque decreti che rischiano di scadere
ad agosto.

La richiesta del Movimento 5 stelle è far slittare il ddl
costituzionale per le riforme a settembre. Il Governo, nella
persona di Quagliariello, giusto due giorni fa in
commissione Affari costituzionali della Camera, ha invece
insistito per dare priorità proprio a quel disegno di legge,
nonostante l'opposizione di M5s e Sel.

Si è deciso di calendarizzarlo in Aula per lunedì ma per farlo si dovrà
lavorare sia sabato che domenica in commissione, dove il M5s
ha già annunciato ostruzionismo.

Inoltre nell'Aula della Camera dovrà arrivare
prioritariamente il dl Efficienza energetica (quello su
ecobonus e bonus casa) che scade il 4 agosto e deve essere
rinviato al Senato perché il testo è stato modificato.

Il lavoro di Letta sarà quindi ora trovare una mediazione.
Il M5s ha promesso ostruzionismo in tutte le sedi possibili
se non ci sarà uno slittamento del ddl costituzionale.
L'ostruzionismo però rischia di far decadere altri decreti
importanti.

Oltre al dl Efficienza energetica, il 3 agosto scade il
decreto Ilva, attualmente al Senato, e che la maggioranza ha
"sblindato" per evitare di doverlo rimandare alla Camera e
farlo scadere. Anche su questo però i 5 stelle hanno
promesso battaglia in Aula.

Entro agosto dovranno essere tassativamente approvati anche
il dl Fare, che scade il 20 agosto, ora andrà al Senato ma è
destinato a tornare alla Camera per modifiche già annunciate
(vedi Durt e tetto agli stipendi dei manager delle
partecipate). Il 27 poi scadrà il dl Lavoro e Iva, quindi il
31 il cosiddetto Svuota carceri. (Public Policy)

VIC

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