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DL FARE, COSA SUCCEDE ALLA CAMERA

TECNO-SABATINI, REGOLAMENTO: ESCLUSE LE IMPRESE TRASPORTO SU STRADA E AEREO 16 luglio 2013

DL FARE, GOVERNO BATTUTO QUATTRO VOLTE SU GIUSTIZIA

foto La Presse

Per approfondire:

- Cosa è successo ieri (scheda)

Le commissioni alla Camera affrontano il voto degli emendamenti
sul titolo II, che riguarda le semplificazioni.
La seduta doveva tenersi alle 11 ma è slittata di un'ora
per una lunga riunione tra relatori e Governo.


Sotto attesi altri emendamenti del Governo, in tutto una decina
probabilmente di cui altri due sulla giustizia, dopo che ieri l'Esecutivo
è stato costretto a ritirare un proprio emendamento sul
limite dei divieti di incarichi extragiudiziari per
presidenti e Pg di Cassazione e Corti d'Appello.


TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

DL FARE, DAMIANO (PD): MODIFICA SU APPALTI CONTRO NERO. PER CONCORRENZA LEALE

(Public Policy) - Roma, 16 lug - "Quando si stabilisce il
massimo ribasso in un appalto si scende anche del 50% del
prezzo di partenza. Noi non abbiamo niente da dire sul fatto
che si riduca all'osso il costo, basta che questo non
significhi ridurre il lavoro al nero" e non si risparmi
quindi "sul costo della manodopera e della sicurezza".

Così Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione Lavoro
della Camera, commenta con Public Policy l'approvazione
nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del
proprio emendamento al dl Fare sul costo più basso degli
appalti.

"Per questo - aggiunge Damiano - abbiamo chiesto lo
scorporo del costo standard della manodopera e della
sicurezza" da quello del prezzo più basso dell'appalto.

Damiano fa un esempio: "Se prendiamo come minimo salariale
di un operaio 800 euro al mese, si moltiplica per 10 e fanno
8mila euro: si stabilisce che sotto questo prezzo non si può
andare. Inoltre secondo il nostro emendamento nel calcolo
del prezzo più basso si dovranno computare solo altre voci"
diverse da quelle delle spese per personale e sicurezza.
"La nostra - conclude Damiano - è una modifica per la
concorrenza leale".

DL FARE, IN PREZZO PIÙ BASSO APPALTI ESCLUSE SPESE PER LAVORO-FORMAZIONE

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Il costo del lavoro e della
formazione verrà escluso dal calcolo del prezzo più basso
degli appalti, così da ridurre il fenomeno del massimo
ribasso. Lo stabilisce un emendamento al dl Fare(il 32.114)
a prima firma Cesare Damiano e presentato da tutta la
commissione Lavoro della Camera, approvato oggi dalle
commissioni Bilancio e Affari costituzionali.

L'emendamento modifica il 'Codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture' stabilendo che,
negli appalti, "il prezzo più basso è determinato al netto
delle spese relative al costo del personale, valutato sulla
base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione
collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni
sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di
lavoro comparativamente più rappresentative sul piano
nazionale, e delle misure di adempimento alle disposizioni
in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro".

DL FARE, IN PREZZO PIÙ BASSO APPALTI ESCLUSE SPESE PER LAVORO-FORMAZIONE

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Il costo del lavoro e della
formazione verrà escluso dal calcolo del prezzo più basso
degli appalti, così da ridurre il fenomeno del massimo
ribasso. Lo stabilisce un emendamento al dl Fare(il 32.114)
a prima firma Cesare Damiano e presentato da tutta la
commissione Lavoro della Camera, approvato oggi dalle
commissioni Bilancio e Affari costituzionali.

L'emendamento modifica il 'Codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture' stabilendo che,
negli appalti, "il prezzo più basso è determinato al netto
delle spese relative al costo del personale, valutato sulla
base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione
collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni
sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di
lavoro comparativamente più rappresentative sul piano
nazionale, e delle misure di adempimento alle disposizioni
in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro".

DL FARE, PER TUTTI I VOLONTARI TESSERINO E CORSI SU SICUREZZA LAVORO

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Oltre ai volontari che
effettuano il servizio civile, anche coloro "che effettuano
spontaneamente e a titolo gratuito la propria attività"
dovranno rispettare le disposizioni dell'articolo 21 del
decreto del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Lo stabilisce un emendamento al dl Fare, a prima firma
Filippo Fossati del Pd, approvato oggi nelle commissioni
Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

Con la modifica i volontari dovranno utilizzare
attrezzature di lavoro conformi alla normativa e munirsi di
apposita tessera di riconoscimento. Ma potranno anche
beneficiare della "sorveglianza sanitaria" (prevenzione nei
luoghi di lavoro) e partecipare a corsi di formazione in
materia di salute e sicurezza sul lavoro.

DL FARE, DA VERIFICHE SU ATTREZZI A BILANCI INFORTUNI: LE MODIFICHE SUL LAVORO

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Approvati nelle commissioni
Bilancio e Affari costituzionali della Camera nove
emendamenti sulla sicurezza nel posto di lavoro, presentati
al dl Fare dalla commissione Lavoro della Camera.
Quasi tutti gli emendamenti (il 32.100, il 32.103, 32.104,
32.105, 32.112, 32.111, 32.107, 32.112, 32.109) portano la
prima firma di Antonio Boccuzzi, il deputato del Pd e unico
operaio superstite nel rogo del 2007 a Terni nell'acciaieria
ThyssenKrupp.

Una modifica dispone che il Documento di valutazione dei
rischi (Duvri) sia messo a disposizione del "rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle
organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più
rappresentative a livello nazionale".

Un'altra modifica inserita dalla commissione Lavoro riduce
le circostanze in cui non viene richiesto il Duvri: si
chiede di restringere il campo alle sole attività la cui
durata non sia superiore ai "cinque uomini-giorno", mentre
nel decreto il limite era fissato alla durata superiore ai
"dieci uomini-giorno".

Viene inoltre disposto che "tutti gli istituti di
istruzione e universitari provvedono a rilasciare agli
allievi equiparati ai lavoratori, gli attestati di avvenuta
formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, anche per
ridurre o eliminare a carico delle aziende che li assumono o
attivano percorsi di stage o tirocinio, i costi e la non
ripetitività degli obblighi formativi, ove conformi".

A decorrere dal 1° gennaio 2014 l'Inail dovrà poi
trasmettere telematicamente, dispone un altro emendamento di
Boccuzzi approvato oggi, alle autorità di pubblica
sicurezza, alle aziende sanitarie locali, alle autorità
portuali e consolari, alle direzioni territoriali del lavoro
e ai corrispondenti uffici della Regione Siciliana e delle
Province autonome di Trento e di Bolzano competenti per
territorio i dati relativi alle denunce di infortuni sul
lavoro mortali e di quelli con prognosi superiore a trenta
giorni".

Il datore di lavoro, viene disposto, dovrà anche sottoporre
le attrezzature di lavoro a verifiche periodiche volte a valutarne
l'effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza,
con la frequenza indicata nel medesimo allegato. Per la prima
verifica il datore di lavoro si dovrà avvalere dell'Inail,
che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dalla
richiesta.

L'Inail, viene disposto, "ha l'obbligo di
comunicare al datore di lavoro, entro quindici giorni dalla
richiesta, l'eventuale impossibilità ad effettuare le
verifiche di propria competenza. Nel caso sia stata
comunicata l'impossibilità o, comunque, sia decorso
inutilmente il termine di quarantacinque giorni sopra
indicato, il datore di lavoro può avvalersi, a propria
scelta, delle Asl, dell'Arpa, ove ciò sia previsto con legge
regionale, o di altri soggetti pubblici o privati
abilitati".

Le Asl o l'Arpa, viene infine disposto, "hanno l'obbligo di
comunicare al datore di lavoro, entro quindici giorni dalla
richiesta, l'eventuale impossibilità ad effettuare le
verifiche di propria competenza. Nel caso sia stata
comunicata l'impossibilità o, comunque, sia decorso
inutilmente il termine di trenta giorni sopra indicato, il
datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri
soggetti pubblici o privati abilitati secondo le modalità di
cui al comma 13. I verbali redatti in esito alle verifiche
di cui al presente comma devono essere conservati e tenuti a
disposizione dell'organo di vigilanza. Le verifiche di cui
al presente comma sono onerose e le spese per la loro
effettuazione sono poste a carico del datore di lavoro".

DL FARE, GOVERNO PRESENTA EMENDAMENTO CONTRO RIFIUTI SPECIALI IN CAMPANIA

(Public Policy) Roma, 16 lug - Il Governo ha presentato un
emendamento al dl Fare con il quale si introduce il divieto
temporaneo di importazione nella Regione Campania dei
rifiuti speciali e di quelli urbani pericolosi,
limitatamente a quelli destinati allo smaltimento. Lo
comunica il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando.

Il divieto, si legge in un comunicato, è motivato dalla
situazione di rischio sanitario e ambientale connessa al
mancato completamento degli impianti del ciclo dei rifiuti
previsti nel piano regionale, situazione che rende opportuno
impedire che il "peso" dei rifiuti speciali e di quelli
urbani pericolosi nella Regione sia aggravato dal carico di
quelli importati.

DL FARE, ANTICIPATO DI 6 MESI PRATICHE CITTADINANZA STRANIERI NATI IN ITALIA

(Public Policy) Roma, 16 lug - Lo straniero nato in Italia
e che ne abbia i diritti deve essere informato "nel corso
dei sei mesi" prima del compimento del 18esimo anno (e non
più ai 18 anni compiuti) della possibilità di acquisire la
cittadinanza italiana entro il 19esimo anno. Lo stabilisce
un emendamento al dl Fare, a prima firma Fabiana Dadone del
M5s, approvato oggi nelle commissioni Bilancio e Affari
costituzionali della Camera.

L'emendamento anticipa i tempi in cui l'ufficiale di Stato
civile deve informare lo straniero nato in Italia, che vi
abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al
raggiungimento della maggiore età, della possibilità di
divenire cittadino se dichiara di voler acquistare la
cittadinanza italiana.

DL FARE, ESAME EMENDAMENTI RIPRENDERÀ DOPO AULA CAMERA

(Public Policy) Roma, 16 lug - La discussione del dl Fare
nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali
riprenderà un'ora dopo il termine della seduta d'Aula alla
Camera. Sono attesi altri quattro emendamenti del Governo,
che si vanno ad aggiungere a quello presentato dal ministro
della Salute Beatrice Lorenzin e diversi emendamenti dei relatori.

Oggi si dovrebbe concludere, in notturna, il voto sul
titolo II (sulle semplificazioni) e poi domani la
trattazione nelle commissioni dovrebbe concludersi per
permettere al dl di approdare in Aula per tempo giovedì.

DL FARE, GOVERNO PRESENTA EMENDAMENTO LORENZIN PER FARMACI ORFANI A CARICO SSN

(Public Policy) Roma, 16 lug - Corsia preferenziale nelle
procedure di definitiva classificazione e definizione del
prezzo a carico del Ssn per i medicinali orfani e di
eccezionale rilevanza terapeutica. È quanto dispone un
nuovo emendamento del Governo al dl Fare, appena presentato
nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali, e che
riprende una modifica proposta dal ministro della Salute
Beatrice Lorenzin in Cdm quattro giorni fa e approvata.

Per medicinale orfano si intende quel prodotto che è
potenzialmente utile per trattare una malattia rara, ma non
ha un mercato sufficiente per ripagare le spese del suo
sviluppo. Un farmaco quindi si definisce "orfano" perché
manca l'interesse da parte delle industrie farmaceutiche ad
investire sul suo sviluppo.

L'emendamento del Governo al dl Fare punta a modificare
l'articolo 12 della legge 189 del 2012 per dare priorità di
classificazione per i farmaci orfani, "anche attraverso la
fissazione di sedute straordinarie delle competenti
commissioni".

Viene quindi disposto che per i farmaci orfani l'Aifa debba
"dare precendeza assoluta nell'istruttoria rispetto a
dossier alternativi pendenti" e "chiudere il procedimento
nel termine ridotto di cento giorni".

Nell'ipotesi di mancata presentazione della domanda da
parte dell'azienda produttrice del farmaco, viene anche
disposto, l'Aifa è tenuta a comunicare uno specifico
sollecito. "Dell'eventuale ulteriore inerzia dell'azienda -
si legge nell'emendamento - alla scadenza del termine di 30
giorni, l'Aifa dà notizia sul proprio sito istituzionale".

Nella relazione illustrativa dell'emendamento Lorenzin, si
legge: "L'emendamento è motivato dalla necessità e
dall'urgenza di intervenire sulla procedura di
classificazione dei farmaci orfani e di altri farmaci di
eccezionale rilevanza terapeutica, attraverso una
integrazione all'articolo 12, comma 5, del dl 13 settembre
2012, n.158, il quale prevede che i medicinali già
autorizzati all'immissione in commercio vengano direttamente
collocati in una apposita sezione della classe dei farmaci
non rimborsati con onere a carico del Ssn, nelle more della
presentazione, da parte dell'Azienda interessata, di una
eventuale domanda di diversa classificazione".

Il Governo quindi osserva: "L'Azienda produttrice potrebbe
ritenere opportuno non presentare alcuna domanda di diversa
classificazione nell'intento di commercializzarlo al prezzo
determinato dalla stessa azienda e operare pressioni sulle
autorità regionali perché assicurino comunque la
disponibilità gratuita agli assistiti". Di qui
l'emendamento.

DL FARE, BARETTA: NON PORREMO QUESTIONE FIDUCIA

(Public Policy) Roma, 16 lug - Il Governo non dovrebbe
chiedere la questione di fiducia sul decreto del Fare.
Interpellato da Public Policy il sottosegretario
all'Economia Pier Paolo Baretta esclude il ricorso della
fiducia da parte del Governo: "Non ce n'è bisogno - dice -
penso che andremo avanti così".

DL FARE, ATTESI 5 EMENDAMENTI DEL GOVERNO

(Public Policy) Roma, 16 lug - Sono circa cinque gli
emendamenti che il Governo sta per presentare al dl Fare
nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali.
Uno degli emendamenti del Governo riguarderà, secondo
quanto si apprende, una modifica sulla tempistica
nell'indennizzo da ritardo nella conclusione del
procedimento giudiziario.

Anche stasera comunque dovrebbe tenersi la seduta notturna
delle commissioni, visto che il dl deve arrivare in Aula
giovedì.

DL FARE, MENO LIMITI PER DOPPI INCARICHI PARLAMENTARI

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Meno limiti per i
parlamentari ad assumere doppi incarichi pubblici. Lo
prevede un emendamento al dl Fare, a prima firma Ignazio
Abrigani del Pdl, approvato dalle commissioni Bilancio e
Affari costituzionali della Camera.

L'emendamento dispone che "ai fini del contenimento della
spesa pubblica per lo svolgimento di consultazioni
elettorali locali la norma di cui all'articolo 13, comma 3,
del dl 2011, n. 138 (sulla incompatibilità per i
parlamentari) deve essere intesa nel senso che la causa di
incompatibilità si applichi solo rispetto alle cariche
pubbliche elettive di natura monocratica relative ad organi
di governo di enti pubblici territoriali con popolazione
superiore a 5 mila abitanti le cui elezioni si siano tenute
successivamente alla data di entrata in vigore del decreto".

DL FARE, GOVERNO BATTUTO QUATTRO VOLTE SU GIUSTIZIA

(Public Policy) Roma, 16 lug - Il Governo questa notte è
stato battuto quattro volte nelle commissioni Bilancio e
Affari costituzionali della Camera sul dl Fare.

Sono infatti stati approvati quattro emendamenti su cui il
Governo aveva espresso parere contrario. Due in particolare
sono di Donatella Ferranti (Pd) e Alfonso Bonafede (M5s) e
riguardano il tirocinio formativo negli uffici giudiziari.

DL FARE, GOVERNO COSTRETTO A RITIRO EMENDAMENTO SU INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Il Governo ha rischiato di
essere battuto, questa notte, nelle commissioni Bilancio e
Affari costituzionali della Camera sul proprio emendamento
81.2 al dl Fare che, come anticipato da Public Policy,
puntava ad eliminare i limiti agli incarichi extragiudiziari
fuori residenza per il primo presidente e presidente
aggiunto della Corte di cassazione, i presidenti delle Corti
di appello ed i procuratori generali. Dopo la
contrapposizione di quasi tutti i Gruppi è stato costretto
al ritiro dell'emendamento.

L'emendamento in questione, l'81.2, puntava ad abrogare
l'articolo 17 del regio decreto 12 del 1941 sul divieto per
il primo presidente e presidente aggiunto della Corte di
cassazione, i presidenti delle Corti di appello ed i
procuratori generali della Repubblica di assumere incarichi
extragiudiziari "fuori dalla residenza".

L'articolo 17 del regio decreto modificato disponeva: "Il
primo presidente e presidente aggiunto della Corte di
cassazione, i presidenti delle Corti di appello ed i
procuratori generali della Repubblica non possono assumere
alcun incarico fuori della residenza, tranne quelli ad essi
attribuiti da leggi e regolamenti o quelli conferiti con
decreto del presidente della Repubblica".

Il Governo puntava a eliminare questo divieto perché, si
legge nelle motivazioni, "l'accresciuto ruolo dei predetti
capi degli uffici sul piano ordinamentale ed organizzativo
rende opportuna l'abrogazione della richiamata disposizione,
al fine di valorizzare il rilevante patrimonio conoscitivo
acquisito nell'esercizio delle funzioni direttive anche in
ambito extragiudiziario".

Durante la discussione nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali
della Camera, si legge nel resoconto, ha preso la parola Matteo
Bragantini della Lega osservando che "la questione degli incarichi
extragiudiziari si sia posta anche nella precedente
legislatura allorché si decise di adottare una linea
restrittiva". Ha quindi rilevato come, anche in
considerazione delle lentezze del sistema giudiziario, "non
appaia opportuno distogliere magistrati dall'esercizio delle
loro funzioni giudiziarie".

Ha replicato il sottosegretario Cosimo Maria Ferri,
osservando come "la norma di cui si chiede l'abrogazione
risale al 1941 ed è ormai anacronistica, vietando solo a
talune figure apicali l'esercizio di incarichi
extragiudiziali fuori dal distretto di appartenenza, con la
realizzazione di evidenti paradossi e precludendo quindi la
possibilità a questi magistrati di essere impiegati in
commissioni di studio dello stesso ministero della
Giustizia".

Maino Marchi (Pd) ha quindi rilevato come "già sia
problematico discutere di giustizia civile nell'ambito di un
provvedimento omnibus, pur comprendendone le ragioni in una
chiave di rilancio della competitività del Paese" e ha
osservato come "la disposizione proposta dal Governo non
sembrerebbe essere riconducibile a tali finalità",
suggerendone pertanto il ritiro.

Il presidente della commissione Bilancio nonché uno dei
relatori del dl Fare Francesco Boccia ha quindi osservato
come non vi fossero le condizioni per l'approvazione della
norma proposta dal Governo, "in quanto non riconducibile a
logiche di semplificazione né al rilancio economico del
Paese".

Il sottosegretario Cosimo Maria Ferri ha quindi ritirato
l'emendamento. (Public Policy)

VIC-SOR-SAF

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