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DL FARE, GOVERNO INCASSA FIDUCIA ALLA CAMERA CON 427 SÌ

Ddl Bilancio, riferimento a ministero che non c'è più. Governo lo cancella 24 luglio 2013

DL FARE, IL GIORNO DELLA FIDUCIA

Per approfondire:

- L'accordo raggiunto lunedì in commissione

- La prima volta di Enrico Letta

- La scheda sul provvedimento, con tutte le modifiche

(Public Policy) - Roma, 24 lug - Il governo Letta incassa la
fiducia sul dl Fare alla Camera. L'aula di Montecitorio ha
votato la fiducia sul testo uscito dalle commissioni
Bilancio e Affari costituzionali con 427 sì su 594 presenti.
Hanno votato no 167 deputati.

Hanno votato contro M5s, Lega, Sel e Fdi. Ora inizierà
l'illustrazione degli odg (sono 250 presentati da M5s, Lega
e Fdi) che potrebbe andare avanti anche stanotte, senza
diretta tv.

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

DL FARE, ODG BIPARTISAN PER RIFORMA TOBIN TAX

(Public Policy) Roma, 24 lug - Ordine del giorno bipartisan
al dl Fare per impegnare il governo a valutare l'efficacia
della Tobin tax e riformarla. L'odg promesso nelle
commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera
dai relatori Francesco Boccia (Pd) e Francesco Paolo Sisto
(Pdl) è arrivato.

Nel testo dell'odg, firmato anche da Giulio Marcon (Sel),
Laura Castelli (M5s), Andrea Romano (Sc) e Stefano Borghesi
(Lega nord), si impegna l'esecutivo
"ad aprire un confronto con le Camere in merito alla
struttura e al gettito stimato dell'imposta sulle
transazioni finanziarie in occasione della presentazione e
dell'esame della Nota di aggiornamento al Def".

E qualora siano confermate "le ipotesi che stimano un
gettito notevolmente inferiore a quanto valutato in
occasione dell'introduzione dell'imposta sulle transazioni
finanziarie, a individuare, in maniera condivisa con il
Parlamento, una riforma della medesima imposta finalizzata a
ridurne l'aliquota allo 0,01% e ampliarne la base imponibile
a tutte le operazioni, destinando l'eventuale maggior
gettito alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro".

DL FARE, M5S LASCIA AULA E SI RIUNISCE IN SALA TATARELLA SU DDL RIFORME

(Public Policy) - Roma, 24 lug - I deputati del Movimento 5
stelle sono usciti in massa dall'Aula di Montecitorio,
mentre è in corso la discussione generale degli ordini del
giorno al dl Fare, che questa mattina ha ottenuto la fiducia
dell'assemblea della Camera.

I 5 stelle sono ora riuniti in sala Tatarella, al quarto
piano del palazzo dei gruppi a Montecitorio per discutere
sul da farsi in commissione Affari costituzionali. I 5
stelle hanno fortemente criticato la decisione del Governo
di esaminare in contemporanea il ddl per le riforme
costituzionali e quello sull'abolizione del finanziamento ai
partiti.

DL FARE, IPOTESI VOTO FINALE SLITTI A VENERDÌ. M5S ALLUNGA OSTRUZIONISMO

(Public Policy) Roma, 23 lug - Potrebbe slittare a domani
sera o a venerdì il voto finale del dl Fare. Oggi infatti la
seduta dell'Aula della Camera finirà a mezzanotte.

Domani mattina dovrebbe continuare per circa quattro ore
l'illustrazione dei rimanenti Odg, quindi il Governo dovrà
dare i pareri e i proponenti controbattere. Il tutto quindi
potrebbe slittare a venerdì, soprattutto perché il M5s, che
ha chiesto di parlare per ultimo, punta a prolungare
l'ostruzionismo per non far approdare in Aula il ddl
costituzionale delle riforme.

DL FARE, VECCHIO (SC) DENUNCIA TESTI MANIPOLATI. SISTO: INACCETTABILE

(Public Policy) Roma, 23 lug - "Con il presidente Francesco
Boccia abbiamo letto con sconcerto le dichiarazioni del
deputato Vecchio (Andrea, Scelta civica; Ndr) sull'esame in
commissione del dl Fare. Riteniamo le affermazioni del
deputato Vecchio false e diffamatorie". Lo ha detto in aula
alla Camera Francesco Paolo Sisto del Pdl, uno dei relatori
al decreto. Un intervento che, si apprende da fonti della
Camera, è stato pienamente condiviso dalla presidente Laura
Boldrini.

Andrea Vecchio aveva espresso, con un comunicato, il suo
disappunto per i "testi delle leggi manipolati dai
funzionari della Camera", riferendosi in particolare alla
norma sul tetto agli stipendi dei manager pubblici. "Le
affermazioni del deputato Vecchio - aggiunge Sisto - sono
diffamatorie perché gettano discredito sul Parlamento,
sull'amministrazione della Camera dei deputati e in
particolare sui consiglieri parlamentari che in occasione
dell'esame del decreto legge del Fare hanno, come di
consueto, esercitato in maniera impeccabile, di giorno e di
notte, le funzioni di consulenza procedurale, assistenza
giuridico-legale e certificazione del lavoro parlamentare".

"La parziale marcia indietro del deputato Vecchio -
conclude Sisto - non sminuisce per nulla la gravità delle
sue affermazioni". Per chiudere la polemica è intervenuto
Lorenzo Dellai, presidente dei deputati di Scelta civica,
ribadendo il rispetto per i funzionari della Camera e
spiegando "che la cosa è maturata all'interno di un disagio
complessivo per l'attività legislativa convulsa".

DL FARE, CAMUSSO (CGIL): NON TAGLIARE AZIENDE "IN HOUSE"

(Public Policy) - Roma, 24 lug - Due bordate contro il "dl
Fare" sono arrivate da Susanna Camusso, segretario della
Cgil, che ha parlato al convegno del Ps sulla Pubblica
amministrazione.

L'una ha riguardato il taglio degli appalti per la pulizia
delle scuole ("io, cosa ci sia di così moderno nel togliere
la pulizia alle scuole, devo ancora capirlo"), che a suo
giudizio scaricherà sui lavoratori una condizione di
"dumping sociale".

Più netta la bocciatura della spending review nel caso di
tagli alle società in house che funzionano: "Il decreto - ha
detto - prevede di nuovo la figura del supercommissario. Non
è un bel segnale, perché è la conferma di una politica che
non riesce a intervenire. Il Governo e il Parlamento devono
poi occuparsi di quello che ha fatto il commissario. Inoltre
ci sono decine di aziende in house funzionanti e centinaia
di lavoratori che non sanno che fine faranno. I lavoratori
della Pa - ha concluso - sono persone non numeri".

DL FARE, DE GIROLAMO: ECCO TUTTI I MIGLIORAMENTI PER L'AGRICOLTURA

(Public Policy) - Roma, 24 lug - Gli interventi contenuti
nel dl Fare in discussione in aula alla Camera "sono
un'importante testimonianza dell'attenzione per il settore
agricolo da parte del Governo e del Parlamento [...] Siamo
riusciti ad ottenere ulteriori miglioramenti a favore del
comparto, anche con norme di semplificazione, come ad
esempio quelle sul patentino per le macchine agricole". Lo
dichiara in una nota il ministro delle Politiche agricole
Nunzia De Girolamo.

"Sul piano della competitività, oltre alla già prevista
imposizione fiscale agevolata per il gasolio delle serre,
vanno segnalate - sottolinea il ministro - l'estensione alle
aziende agricole dell'agevolazione prevista per le piccole e
medie imprese per acquisto o leasing di macchinari e
impianti, così come le agevolazioni contributive per i
lavoratori delle cooperative agricole delle zone
svantaggiate o di montagna".

"Grande importanza - aggiunge - hanno anche altri due
interventi: il rifinanziamento della legge 499/99, che
consente al Mipaaf di poter rispondere con le adeguate
risorse alla grande sfida di Expo 2015, e l'inserimento
nella cabina di regia per l'attuazione dell'agenda digitale
del ministero delle Politiche agricole. In particolare
quest'ultima norma ha lo scopo fondamentale di favorire
l'accesso ad Internet nelle zone rurali".

DL FARE, DI MAIO (M5S): ECCO PERCHÈ È GIUSTO L'OSTRUZIONISMO

(Public Policy) - Roma, 24 lug - "L'ostruzionismo che sta
per iniziare in aula da parte del Movimento 5 stelle ha
almeno due buone ragioni: evitare che si modifichi la
Costituzione in piena estate. Una modifica ad una parte
fondamentale della Carta che è volta ad accentrare sempre
più poteri nelle mani di pochi [...] Ritarderà la
conversione del Decreto del Fare che decreterà un aumento
delle accise sulla benzina (facendone lievitare i costi) e
salverà i megastipendi dei manager dei colossi pubblici".

Lo scrive su Facebook il vicepresidente della Camera Luigi
Di Maio, commentando la scelta del gruppo del Movimemto 5
stelle in merito al dl Fare in discussione in aula a
Montecitorio.

DL FARE, RIPRESA ILLUSTRAZIONE ODG. SI VA VERSO NOTTURNA

(Public Policy) Roma, 24 lug - È ricominciata da poco
nell'Aula della Camera l'illustrazione degli ordini del
giorno sul dl Fare. Una seduta che si prospetta fiume,
visto l'ostruzionismo che il M5s e la Lega si apprestano a
fare.

Sono stati presentati 251 ordini del giorno e M5s, Lega e
Fdi si apprestano a illustrarli tutti. Si prospetta quindi
una seduta in notturna, in cui arriverà presumibilmente il
voto finale sul decreto. La seduta potrebbe concludersi
intorno a mezzanotte.

La seduta in notturna farà slittare ulteriormente la seduta
della commissione Affari costituzionali che è stata
convocata 30 minuti dopo il termine dell'Aula. Per far
presto e far approdare in Aula lunedì il ddl costituzionale
si lavorerà anche questa notte e forse anche nel week-end,
seppure, per fare questo, è stato fatto slittare il ddl che
elimina il finanziamento pubblico ai partiti,
originariamente atteso in Aula venerdì ma che slitterà ad
agosto.

DL FARE, MALAVASI (RETE IMPRESE): TESTO NON MANTIENE PROMESSE GOVERNO

(Public Policy) - Roma, 24 lug - "Il decreto del fare era
stato presentato come una spinta destinata a favorire le
imprese, ma si sta trasformando nel suo opposto con più
burocrazia, maggiori costi e minori facilitazioni. Il
Parlamento sembra operare come se l'Italia non fosse un
Paese in crisi che solo le imprese possono cercare di
risollevare. Ci pensi il Governo a rimettere il timone sulla
giusta rotta". Così Rete Imprese Italia, per bocca del
presidente Ivan Malavasi, lamenta che le imprese si
aspettavano un provvedimento che alleggerisse la burocrazia
e desse impulso alle attività.

"Chiedevamo - ricorda Malavasi - l'abolizione della
responsabilità solidale negli appalti, e troviamo invece
ulteriori adempimenti con l'introduzione del Durt, un nuovo
mostro. Volevamo un potenziamento del Fondo centrale di
garanzia e abbiamo ora uno stravolgimento delle finalità del
Fondo stesso, piegato alle esigenze di banche e di grandi
imprese. Reclamavamo l'esigenza di interventi volti a
sburocratizzare la sicurezza sul lavoro e sono stati
introdotti invece ulteriori oneri e complicazioni, che non
incidono sulla sicurezza sostanziale dei lavoratori e
aggravano i costi per le imprese".

Il presidente di Rete Imprese Italia conclude: "La pazienza
dei nostri imprenditori non è infinita. Il testo del decreto
del fare viaggia in direzione decisamente diversa da quella
promessa dal Governo. Su ben altre prospettive si era basata
la nostra apertura di credito nei confronti delle larghe
intese".

INTERNET, CATRICALÀ: TROVEREMO RISORSE PER BANDA LARGA IN LEGGE DI STABILITÀ

(Public Policy) - Roma, 24 lug - "Nella legge di stabilità
troveremo i 20 milioni per la #bandalarga non inseriti nel
decreto del Fare". Lo scrive su Twitter il viceministro
dello Sviluppo economico Antonio Catricalà, che oggi sarà
audito al Senato in merito alle linee programmatiche del
Governo nel settore delle comunicazioni.

"Lo scorporo della rete #Telecom - aggiunge in un altro
tweet - è atto di civiltà per l'economia del futuro e va
fatto con tariffe e regole certe".

DL FARE, SI ALLONTANA VOTO FINALE: 250 ODG, VERSO SEDUTA FIUME SENZA TV

(Public Policy) - Roma, 24 lug - Si allontana il momento del
voto finale del dl Fare: M5s, Lega e Fdi hanno presentato
alla Camera in tutto 250 ordini del giorno che hanno
intenzione di illustrare, tutti.

Alle 11,30 nell'Aula della Camera ci sarà il voto di
fiducia sul dl Fare, quindi inizierà l'illustrazione degli
Odg, che si fermerà solo per il question time alle 15.
Quindi, dalle 16 circa, ricomincerà la seduta fiume, tra
l'altro senza diretta tv: M5s, Lega e Fdi inizieranno a
prendere la parola (ognuno ha cinque minuti di tempo) per
illustrare tutti gli Odg. Tra illustrazioni, repliche e
votazioni, si potrebbe arrivare alla notte e il voto finale
slittare a domani.

DL FARE, TABACCI: È UNA FIDUCIA TECNICA, C'È STATO LAVORO APPROFONDITO

(Public Policy) - Roma, 24 lug - "Più che di un voto di
fiducia classico è un voto di fiducia tecnico: i colleghi 5
stelle sanno che io ho stima e rispetto nei loro confronti,
ma non c'è dubbio che c'è stato un lavoro parlamentare
profondo, adeguato. Mai visto che la commissione Bilancio
votasse 500 emendamenti attraverso tre sedute notturne". Lo
dice in aula alla Camera il leader di Centro democratico
Bruno Tabacci, durante le dichiarazioni dei gruppi sul voto
di fiducia al dl Fare.

DL LAVORO, SACCONI (PDL): CI SIA PERCORSO RECIPROCITÀ CON IL DL FARE

(Public Policy) - Roma, 23 lug - "L'impegno è convertire
quanto prima il dl Lavoro in legge. Mi auguro secondo un
percorso di reciprocità rispetto al dl Fare: mi riferisco
cioè al fatto che il testo che verrà approvato dal Senato
possa essere approvato dalla Camera, come probabilmente noi
faremo con il dl Fare". Lo ha detto il presidente della
commissione Lavoro al Senato, Maurizio Sacconi, rispondendo
ad ad alcune domande dei cronisti.

DL FARE, LEGA PENSA A OSTRUZIONISMO ANCHE PER FAR SLITTARE DDL OMOFOBIA

(Public Policy) Roma, 23 lug - Anche la Lega sta valutando
se fare l'ostruzionismo in Aula sul dl Fare, già annunciato
dal Movimento 5 stelle con una riunione fiume senza diretta
tv dalle 16 di domani.

Secondo quanto si apprende da fonti del Carroccio, questo
pomeriggio si terrà alla Camera una riunione dei deputati
leghisti in cui si deciderà il da farsi. Il Carroccio è
orientato ad allungare i tempi del voto finale del dl Fare
non solo perché in disaccordo con l'impianto del testo
uscito dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali,
ma anche perché vorrebbe, si apprende, far slittare
l'approdo in Aula del ddl omofobia.

La capigruppo di Montecitorio ha infatti stabilito oggi che
il ddl omofobia, insieme alla diffamazione e al
finanziamento ai partiti, dovrebbero approdare in Aula
venerdì. Tutto però dipenderà da quando il dl Fare verrà
licenziato dall'Aula, visto che le commissioni, nel
frattempo, hanno i lavori in stand by.

Per quanto riguarda le altre opposizioni, Sel ha già fatto
sapere di non voler fare ostruzionismo e di essere anzi
contraria, mentre Massimo Corsaro di Fdi annuncia a
Public Policy che il proprio gruppo presenterà degli ordini
del giorno in Aula ma non intende fare ostruzionismo.

DL FARE, MARCON (SEL): CON TANTI EMENDAMENTI M5S HA DATO UN ALIBI AL GOVERNO

(Public Policy) Roma, 23 lug - "Non faremo ostruzionismo sul
dl Fare e, anzi, pensiamo che sia dannoso. Abbiamo criticato
la scelta del Movimento 5 stelle di presentare un numero
così alto di emendamenti che ha dato al Governo l'alibi di
porre la questione di fiducia". Lo dice a Public Policy
Giulio Marcon di Sel in riferimento all'ostruzionismo
annunciato in Aula sugli Ordini del giorno al dl Fare da M5s
e altri gruppi dell'opposizione e che ritarderà il voto
finale del testo.

DL FARE, DOMANI 11,30 FIDUCIA. M5S ANNUNCIA OSTRUZIONISMO

(Public Policy) Roma, 23 lug - Si terrà domani dalle 11,30
il voto sulla fiducia al dl Fare. Il Movimento 5 stelle si
prepara a fare ostruzionismo: tutti i deputati prenderanno
la parola in aula sugli ordini del giorno. Quindi il voto
finale sul provvedimento potrebbe slittare a giovedì o
venerdì. Lo si apprende dalla riunione dei capigruppo della
Camera.

Domani dalle 10 alle 11,30 ci saranno le dichiarazioni di
voto sul dl, e dalle 11,30 circa inizierà la prima chiama
per il voto di fiducia. Quindi dalle 12,40 alle 14,30
inizierà l'illustrazione degli ordini del giorno.
Alle 15 ci sarà il question time e a seguire riprenderà
l'illustrazione degli odg che andrà avanti a oltranza e
senza diretta tv. Circostanza chiesta dai 5 stelle e
appoggiata nella capigruppo da Lega e Fratelli d'Italia.
Visti i lavori d'aula si fermeranno i lavori delle
commissioni, tranne quelle impegnate nell'esame di decreti o
attività conoscitive.

Si era chiesto di poter far lavorare anche la
quattordicesima e la prima ma il M5s, a quanto si apprende,
s'è opposto. "Avevamo chiesto che si potesse votare subito
la fiducia ma il M5s si è opposto e anche sul lavoro delle
commissioni. Giudizio grave, rammarico su atteggiamento
ostruzionista che rischia di bloccare provvedimenti
importanti", commenta Roberto Speranza, capogruppo Pd alla
Camera.

DL FARE, M5S: PROPOSTI PUNTI QUALIFICANTI, NON MERA CONTABILITÀ EMENDAMENTI

(Public Policy) - Roma, 23 lug - "Alla fine avevamo
presentato otto-nove punti qualificanti di modifica al
decreto Fare, punti che avrebbero migliorato un testo
pressoché impresentabile. Al Governo, però, evidentemente
non interessa affatto licenziare norme utili al Paese. [...]
Al ministro Dario Franceschini (per i Rapporti con il
Parlamento; Ndr) abbiamo lasciato intendere che non ci
interessa la mera contabilità degli emendamenti presentati o
approvati".

Lo dicono i deputati del Movimento 5 Stelle in una nota,
dopo che il Governo ha posto la fiducia sul testo in esame
alla Camera.

Questi i "punti qualificanti" proposti dai 5 stelle:

"Estendere la riduzione del Cip 6 anche agli inceneritori
(delibera con cui sono stabiliti prezzi per l'energia
elettrica da rinnovabili; Ndr), togliere la deregulation
sulle sagome degli edifici demoliti e ricostruiti, favorire
il pagamento degli stagisti del ministero della Giustizia,
aprire un fondo di sostegno alle Pmi in cui poter versare le
eccedenze degli stipendi dei parlamentari".

E ancora: "Rendere più aperta la gestione della Cassa
depositi e prestiti, rivedere la Tobin tax per colpire il
'day trading' (comprare e vendere prodotti finanziari lo
stesso giorno; Ndr), ricalibrare l'Iva sui servizi portuali,
vincolare gli incentivi per i nuovi macchinari al
mantenimento dei livelli occupazionali e delle strutture
produttive sul territorio nazionale".

E concludono: "Non ci interessano le pantomime mediatiche
su sterili battaglie, tipiche di una certa opposizione. A
noi interessano le modifiche concrete e puntiamo sempre a
portare a casa i risultati".

DL FARE, QUINTARELLI (SC): DIGITAL DIVIDE, TAGLIATI INVESTIMENTI PER IL FUTURO

(Public Policy) - Roma, 23 lug - "Pare nella notte tagliati
20 milioni su 150 stanziati 8 mesi fa x annullamento digital
divide. Tagliare investimenti pro futuro non è bella
idea..". Lo scrive su Twitter il deputato di Scelta civica
Stefano Quintarelli, ex presidente dell'Associazione
italiana internet provider ed ex membro del comitato di
programma di Federcomin (oggi Confindustria servizi
innovativi), commentando il testo del dl Fare uscito
stanotte dalle commissioni e sui cui oggi il Governo ha
messo la fiducia.

DL FARE, M5S: MAI PARLATO DI 8 EMENDAMENTI. GOVERNO NON HA VOLUTO ACCORDO

(Public Policy) Roma, 23 lug - "Non abbiamo mai proposto di
ridurre i nostri emendamenti a otto, abbiamo solo presentato
delle tematiche al Governo ma non hanno voluto fare
l'accordo". Questa la versione dei 5 stelle
sull'accordo saltato con la maggioranza, che ha portato alla
questione di fiducia.

"Non è vero - dice Laura Castelli - che avevamo proposto 8
emendamenti. Avevamo parlato di tematiche, ma loro non ci
hanno voluto dare ascolto".

I temi su cui il Movimento 5 stelle chiedeva un accordo, da
come racconta anche Girgis Sorial e anticipato da Public
Policy sono: reintrodurre l'obbligo del rispetto della
sagoma nelle ristrutturazioni, stop al finanziamento con
Cip6 dei termovalorizzatori, giustizia, disincentivi alla
delocalizzazione.

DL FARE, FRANCESCHINI: VOTO 800 EMENDAMENTI TECNICAMENTE IMPOSSIBILE

(Public Policy) Roma, 23 lug - "Votare 800 emendamenti sul
dl Fare è tecnicamente e temporalmente impossibile".
Risponde così il ministro dei Rapporti con il Parlamento
Dario Franceschini, a margine dei lavori d'Aula alla Camera
dove il Governo ha chiesto la questione di fiducia.

DL FARE, GOVERNO PONE QUESTIONE FIDUCIA

(Public Policy) Roma, 23 lug - Il Governo chiede la fiducia
sul dl Fare. Lo ha comunicato in Aula il ministro dei
Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini.

La richiesta di fiducia, sul testo uscito dalle
commissioni, arriva dopo che è saltato l'accordo tra il
Governo e il Movimento 5 stelle. Il Governo ha chiesto di
ridurre il numero di emendamenti presentati per l'Aula. Sel
e Lega hanno acconsentito a ridurli a 8 e 5,
rispettivamente. I 5 stelle si sono detti disponibili a
ridurre i propri emendamenti a 8 a patto che fossero
approvati.

Il Governo però ha dato l'ok solo su quattro.
I 5 stelle non hanno accettato e il gGoverno ha quindi posto
la questione di fiducia.

"Il M5s ci ha presentato un numero limitato di emendamenti
- dice Franceschini in Aula - Io e De Vincenti abbiamo detto
che su alcuni non avremmo dato parere favorevole. Quindi ci
hanno detto che leveranno tutti i propri emendamenti".
"Se il tema è - aggiunge Franceschini - che la riduzione
degli emendamenti sia l'accoglimento degli emendamenti, non
è sempre possibile. I tempi sono stretti è evidente che
affrontare la votazione su 800 emendamenti è impossibile".

DL FARE, BRACCIO DI FERRO GOVERNO-M5S SU 8 EMENDAMENTI

(Public Policy) Roma, 23 lug - Braccio di ferro tra governo
e M5s sul dl Fare. Il Movimento 5 stelle chiede di far
passare in Aula 8 propri emendamenti, il governo dà
disponibilità solo su quattro.

Si è da poco conclusa una riunione tra il governo, i
relatori al dl e la relatrice di minoranza M5s Laura
Castelli in cui si cercava la quadra: essenzialmente la
riunione serviva per accordarsi su una riduzione degli
emendamenti M5s che attualmente sono 450. Ora il braccio di
ferro si gioca sul filo di quattro emendamenti: si vedrà se
il M5s accetterà di farne passare solo quattro oppure se
deciderà di fare ostruzionismo. E allora sarà fiducia.

Da quanto si apprende da fonti 5 stelle i punti salienti su
cui il Movimento non vuole derogare sono: modifiche alle
norme del dl Fare su ristrutturazioni senza l'obbligo di
mantenere la sagoma (ma il relatore Francesco Boccia dice
che su questo punto c'è l'accordo del 75% delle commissioni
referenti), su finanziamenti con Cip6 ai termovalorizzatori,
su giustizia e su delocalizzazione.

DL FARE, LEGA E SEL IN AULA: RIDUCIAMO EMENDAMENTI PER EVITARE FIDUCIA

(Public Policy) - Roma, 23 lug - Lega Nord e Sel si
autoriducono gli emendamenti presentati in Aula al dl Fare.
Lo hanno annunciato nell'Assemblea di Montecitorio, dove il
testo è tornato stamane dopo un secondo passaggio nelle
commissioni, Guido Guidesi (Lega) e Titti Di Salvo (Sel).

"Annuncio che ritireremo tutti i nostri emendamenti e ne
lasceremo solo cinque, che riteniamo opportuno inserire nel
decreto. Lo facciamo cosicché il Governo non abbia questo
alibi per chiedere la fiducia", ha detto Guidesi.

"Mi associo - interviene Di Salvo (Sel) - anche noi diamo
la nostra disponibilità nel ritirare tutti i nostri
emendamenti, lasciandone solo 8. Lo facciamo per aiutare la
discussione in Aula senza l'apposizione della fiducia".
A questo punto ha preso la parola Ettore Rosato del Pd che
ha invitato anche i rappresentanti della maggioranza, e
tutti i deputati, a fare altrettanto.

DL FARE, MODIFICATA NORMA SU WI-FI. STOP IDENTIFICAZIONE E TRACCIABILITÀ

(Public Policy) - Roma, 23 lug - Wi-fi libero per tutti. I
relatori del dl Fare hanno presentato un nuovo emendamento
ieri sera che "scioglie" gli ultimi nodi sul wi-fi libero e
tenta di placare le polemiche.

Il nuovo emendamento, approvato dalle commissioni Bilancio
e Affari costituzionali della Camera prima di rimandare il
testo in Aula, stabilisce che "l'offerta di accesso alla
rete internet al pubblico tramite tecnologia Wifi non
richiede l'identificazione personale degli utilizzatori".

Si specifica poi che "quando l'offerta di accesso non
costituisce l'attività commerciale prevalente del gestore
del servizio" non si applicano le norme sull'identificazione
e il monitoraggio di chi fruisce del wi-fi. Si elimina
quindi la parte dell'articolo 10 del dl Fare che parla di
tracciabilità delle connessioni.

Una modifica rispetto alla precedente formula (modificata
in commissione) dell'articolo 10 che vincolava la libertà
del wi-fi ai casi in cui non costituisse l'attività
commerciale prevalente del gestore del servizio e chiedeva
comunque al gestore di "garantire la tracciabilità del
collegamento attraverso l'assegnazione
temporanea di un indirizzo Ip e il mantenimento di un
registro informatico dell'associazione temporanea di tale
indirizzo Ip al Mac address del terminale utilizzato per
l'accesso alla rete internet".

Il comma due inoltre recitava: "Il trattamento dei dati
personali necessari per garantire la tracciabilità del
collegamento è effettuato senza consenso dell'interessato,
previa informativa resa con le modalità semplificate e non
comporta l'obbligo di notificazione del trattamento al
Garante per la protezione dei dati personali". (Public
Policy)

VIC-EPA-GAV

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