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DL FARE, VERSO MARATONA DI 17 ORE IN AULA

25 luglio 2013

DL FARE, DOPO LA NOTTE CONTINUA OSTRUZIONISMO M5S, IPOTESI VOTO FINALE DOMANI

Per approfondire:

L'accordo raggiunto lunedì in commissione

La prima volta di Enrico Letta

La scheda sul provvedimento, con tutte le modifiche

(Public Policy) - Roma, 25 lug - La discussione sul dl Fare
alla Camera potrebbe andare avanti per altre 17 ore.

Il voto degli odg si è concluso e ora cominceranno le dichiarazioni
di voto
sul dl Fare: se il Movimento 5 stelle continuerà
l'ostruzionismo a oltranza, come annunciato, si arriverà a
un'altra nottata in Aula.

I deputati M5s sono infatti 106 e possono tutti prendere la
parola per 10 minuti. Se lo faranno tutti, e senza contare
gli altri gruppi, sarà un'altra maratona di 17 ore.
Il voto finale quindi slitterà a domani.

LA GIORNATA

(Public Policy) - Roma, 25 lug - Sono andati avanti tutta la
notte a illustrare Ordini del giorno sul dl Fare: un
ostruzionismo, quello dei 5 stelle alla Camera, che va
avanti da ieri pomeriggio alle 17. E che farà slittare il
voto finale sul decreto a questa sera tardi o a domani
mattina, con tutti i lavori delle commissioni rinviati.

Nella seduta fiume l'unica pausa c'è stata questa mattina,
dalle 8,30 alle 9,30, per permettere al servizio di pulizia
di Montecitorio di pulire l'Aula. Poi si riprende dalle 9,30
in avanti, con le dichiarazioni di voto sugli Odg, quindi il
voto e poi, non si sa ancora quando, il voto finale sul
decreto.

L'obiettivo dei 5 stelle, e in tono minore delle altre
opposizioni, è far slittare il voto finale a venerdì: il M5s
vuole esprimere la sua contrarietà al testo ma vuole
soprattutto, in questo modo, far slittare l'approdo in Aula
del ddl costituzionale sulle riforme che, è stato deciso
ieri in commissione, dovrebbe approdare in Aula lunedì.

Ieri pomeriggio in commissione Affari costituzionali della
Camera, con quello che Sel e M5s definiscono un "blitz del
governo", la maggioranza ha deciso di far slittare al primo
agosto l'approdo in Aula del ddl sul finanziamento ai
partiti (che la capigruppo di Montecitorio a maggioranza
aveva calendarizzato in Aula per domani) e di dare priorità
al ddl costituzionale, licenziandolo in commissione entro il
week end così da mandarlo in Aula lunedì. Si è deciso di
lavorare anche in notturna per velocizzare l'esame.

Una necessità dovuta "alla natura insita del decreto" ha
giustificato il ministro delle Riforme Gaetano
Quagliariello, intervenuto ben due volte ieri in commissione
per "illustrare la posizione del governo".

Sel e M5s, che vorrebbero lo slittamento a settembre del
ddl costituzionale, sono scesi sul piede di guerra: "È stato
un colpo di mano di Quagliariello - accusava ieri il
capogruppo Sel Gennaro Migliore - non ci hanno fatto votare
sull'ordine dei lavori in commissione, hanno deciso tutto
loro".

"Il Governo è venuto in Parlamento e ha deciso d'imperio i
tempi e il calendario - accusavano esponenti dei 5 stelle -
è un abuso di potere". Quindi la decisione del M5s: ostruzionismo
a oltranza, in Aula e in commissione, per non far arrivare in
Aula il ddl costituzionale che, secondo i lavori di Montecitorio,
dovrà comunque essere calendarizzato dopo il dl Efficienza
energetica (sugli ecobonus), che deve tornare in Senato e
scade il 4 agosto.

Alle 17 di ieri è ricominciata la maratona in Aula sul dl
Fare con le opposizioni pronte a illustrare i propri 251 Odg
per tutta la notte. I 5 stelle si sono riuniti tutti, con un
vero e proprio esodo dall'Aula alla sala Tatarella nel
palazzo dei gruppi, per decidere le forme di ostruzionismo
da mettere in atto: dalla seduta fiume in Aula a una vera e
propria occupazione di massa della commissione Affari
costituzionali.

Alle 21 si è aperto uno spiraglio di mediazione: i 5 stelle
hanno chiesto nella capigruppo della Camera di far slittare
il ddl costituzionale a settembre. Se questo fosse accaduto,
da quanto si apprende, avrebbero cessato l'ostruzionismo. La
capigruppo però sul punto non ha risposto e ha deciso di
andare avanti con la seduta fiume. I 5 stelle hanno quindi
deciso di andare avanti con un ostruzionismo a oltranza "in
difesa della Costituzione".

La seduta è ripresa dopo le 21 ed è andata avanti tutta la
notte, con i 5 stelle impegnati in Aula a illustrare i
propri Odg e a darsi il "cambio" sui banchi. Molti i loro
messaggi su Facebook in cui hanno raccontato la nottata.
Roberto Fico, il presidente M5s della vigilanza Rai, ha
anche scritto una sorta di scaletta tecnica: "Come ci siamo
organizzati per la nostra catena umana di interventi di
questa notte - scriveva stanotte sulla sua bacheca, alle
4,20 - è fondamentale che in Aula ci sia sempre una
rappresentanza di deputati del MoVimento.

Quindi abbiamo deciso di dividerci in due turni di avvicendamento.
Tutti coloro che hanno parlato prima di Marco Da Villa possono
allontanarsi per 3 h e 30 minuti (ovvero devono essere alle
2:30 in Aula). Dopo i due giri di interventi da 5 minuti ci
sarà la dichiarazione finale da 10 minuti di ogni deputato.
Forza! Loro non molleranno mai, noi neppure!".

Quindi si è arrivati a questa mattina. Dalle 9,30
l'ostruzionismo continua e continua la seduta. Mentre c'è
Aula le commissioni sono tutte ferme, quindi anche la Affari
costituzionali che, di fatto, è fissata per venti minuti
dopo la fine dell'Aula. (Public Policy)

VIC

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