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Dl Imu, ok Senato. Da italianità soci Bankitalia a tetto quote al 3%/scheda

bankitalia 09 gennaio 2014

ROMA (Public Policy)- Obbligo all'italianità dei quotisti di Bankitalia, che se perdono il requisito perderanno anche le quote; diritto di veto al Consiglio superiore sui quotisti; quote nominative aumentate da 20 mila a 25 mila euro ciascuna ma con una riduzione: ogni quotista non potrà possedere più del 3% (prima era il 5%) del capitale della banca di via Nazionale. In compenso aumenta da 24 a 36 mesi il tempo di transazione.

Queste le principali novità introdotte al dl Imu-Bankitalia dal Senato, che ha licenziato oggi il decreto inviandolo alla Camera. I lavori di modifica da parte dei senatori si sono concentrati soprattutto sulla parte del dl che dispone l'aumento di capitale di Bankitalia a 7,5 miliardi e la redistribuzione delle quote tra banche, assicurazioni, fondazioni ed istituti di previdenza, purché con sede in Italia. Ma il decreto appena approvato dal Senato, e licenziato dalla commissione competente il 18 dicembre, dispone anche l'abolizione della seconda rata Imu 2013 per prime case e terreni agricoli e l'introduzione della mini-rata del 24 gennaio che impone ai contribuenti che risiedono nei comuni che nel 2013 hanno aumentato l'aliquota base Imu, il pagamento del 40% del differenziale con l'aliquota base. Il decreto dispone inoltre la dismissione degli immobili pubblici, salvaguardando quelli di interesse culturale e ambientale (modifica approvata dal Senato).

Quanto alle coperture, il decreto, che costa 2.163,097 milioni di euro per il 2013 e 1.500,653 milioni di euro per il 2014 viene "pagato" da banche e assicurazioni per cui l'acconto dell'imposta sul reddito delle società viene aumentata al 128,5% e l'Ires passa dal 27,5% al 36%. Vediamo in breve le principali modifiche apportate al testo dal passaggio a Palazzo Madama.

SCADENZA MINI-RATA GENNAIO FISSATA A 24 GENNAIO L'unica modifica apportata dal Senato sulla parte del decreto che si occupa di Imu, è stata una correzione tecnica sulla data di scadenza del mini rata di gennaio, già fatta slittare dal 16 al 24 gennaio dalla Stabilità.

ITALIANITÀ SOCI E LIMITE QUOTE AL 3% Per quanto riguarda Bankitalia, il Senato ha innalzato a 25mila euro il valore nominale delle quote "di nuova emissione" di partecipazione al capitale della Banca e ha stabilito l'obbligo di "italianità" dei soci che potranno essere solo "banche aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia; imprese di assicurazione e riassicurazione aventi sede legale e amministrazione centrale in Italia; enti ed istituti di previdenza e assicurazione aventi sede legale in Italia e fondi pensione". Inoltre il passaggio del dl al Senato ha portato all'abbassamento dal 5 al 3% del limite di possesso diretto o indiretto delle quote da parte dei soci. E ancora: passa da 24 a 36 mesi il periodo di transizione per la vendita delle quote.

VIA QUOTE SE AZIONISTI PERDONO "ITALIANITÀ" Un emendamento del M5s approvato dall'Aula del Senato, inoltre, stabilisce che se i soci di Bankitalia perdono la propria "italianità", ovvero trasferiscono la sede all'estero, perdono le quote, che vengono rivendute ad altri.

CONSIGLIO SUPERIORE HA DIRITTO VETO SU QUOTISTI Una modifica del Senato prevede inoltre che il Consiglio superiore della Banca d'Italia abbia diritto di veto sui quotisti. Il Consiglio superiore della Banca d'Italia verificherà il "rispetto dei limiti di partecipazione al capitale, nonché della ricorrenza dei requisiti di onorabilità in capo agli esponenti e alla compagine sociale dei soggetti acquirenti, con riferimento ai rispettivi ordinamenti di appartenenza. Ove tali requisiti non fossero soddisfatti, il Consiglio annullerà la cessione delle quote.

REPORT ANNUALE BANKITALIA ALLE CAMERE L'Istituto di via Nazionale, inoltre, dovrà riferire annualmente alle Camere in merito alle operazioni di partecipazione al proprio capitale. Inoltre il Senato ha introdotto criteri di trasparenza per la partecipazione delle quote e per la "salvaguardia del patrimonio della Banca d'Italia".

RIFORMA STATUTO VALIDA DA BILANCIO 2013 Una correzione formale ha inoltre reso balide a bilancio 2013 le modifiche allo statuto di Bankitalia, deliberate il 23 dicembre scorso.

MIBAC E AMBIENTE INDIVIDUANO BENI DA NON DISMETTERE Per quanto riguarda la parte del decreto che si occupa di dismissione dei beni pubblici, una modifica del Senato ha disposto che il ministero dei Beni culturali e quello dell'Ambiente possano individuare aree e beni da lasciare di proprietà dello Stato per vincoli paesaggistici e culturali.

NIENTE ALIENAZIONE IMMOBILI A SOCIETÀ FANTASMA Inoltre viene vietata l'alienazione di immobili a società "la cui struttura non consente l'identificazione delle persone fisiche o delle società che ne detengono la proprietà o il controllo". (Public Policy)

VIC

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