Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Sel, Migliore-Fava-Di Salvo si dimettono, altri dieci pronti a seguirli

sel 19 giugno 2013

ROMA (Public Policy) -

aggiornamento ore 16Gennaro Migliore, Titti Di Salvo e Claudio Fava si dimettono da Sel e alla Camera passeranno al gruppo Misto. Dopo un confronto con i territori li seguiranno anche più di dieci deputati tra cui Ileana Piazzoni, Nazareno Pilozzi, Guido Quaranta, Alessandro Zan e Fabio Lavagno, per creare tutti insieme un gruppo a parte.

Lo si apprende da fonti di partito al termine della riunione dell'ala 'pro-Pd' alla Camera.

LA RESA DEI CONTI
Sel si prepara alla resa dei conti in segreteria nazionale, prevista per oggi alle 15 nella sede di via Arenula. Da quanto si apprende da fonti di partito, l'ala più vicina al capogruppo della Camera dimissionario, Gennaro Migliore (l'ala cioè che chiede un dialogo attivo con il Pd) è in riunione per decidere le prossime mosse all'indomani dello scontro, in primis tra Nichi Vendola e Migliore stesso, sul voto da dare al dl Irpef.

Secondo una fonte di partito, potrebbe esserci una sorpresa in segreteria: secondo quanto viene raccontanto infatti il responsabile Esteri Arturo Scotto sarebbe intenzionato a chiedere in segreteria la fiducia a Migliore, di fatto smentendo Vendola che ieri ha accettato le dimissioni del capogruppo della Camera.

Scotto è tra i firmatari del documento che all'ultima assemblea nazionale (il 14) cercava di mediare tra la posizione di Fratoianni (verso una Syriza all'italiana) e quella di Migliore (governista, filo-Pd). In realtà all'assemblea venne infine deciso di approvare un unico documento, targato Vendola.

Adesso bisognerà aspettare le 15 per capire cosa accadrà realmente, in una riunione che viene già annunciata come "breve" e che non solo dovrà votare le dimissioni di Migliore e ciò che ne consegue ma dovrà anche prendere delle decisioni sul prossimo capogruppo.

Di certo Migliore, che fa parte della segreteria, se alla Camera può contare sulla maggioranza del suo gruppo (seppure calcolata sul filo di lana) in segreteria è in minoranza: ne fanno parte il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, (che guida l'ala opposta, verso una federazione della sinistra), Loredana De Petris (capogruppo al Senato), Paolo Cento, Giorgio Airaudo (l'unico insieme a Giulio Marcon che ha votato ieri in dissenso dal gruppo, astenendosi sul dl Irpef), Cecilia D'Elia (anche lei firmataria il 14 del documento di mediazione, insieme a Scotto), Titti Di Salvo, Marco Furfaro, Fabio Mussi, Alessia Petraglia, Elisabetta Piccolotti, Daniela Santroni, Arturo Scotto, Massimiliano Smeriglio e Cristina Tajani.

E la possibilità che dopo la segreteria di oggi ci siano nuovi esodi è palpabile. Quasi certamente non se ne andranno tutti e 17 i deputati che due sere fa hanno votato a favore della proposta di Migliore per il sì al dl Irpef, ma almeno una parte sarebbe già pronta a dividersi. L'atteggiamento però, si apprende, è quello di dire: 'Noi siamo la maggioranza nei gruppi, che fate ci cacciate?'.

LA GIORNATA DI IERI
Gennaro Migliore si è dimesso da capogruppo di Sel alla Camera e, durante l'Assemblea di ieri pomeriggio a Montecitorio, Nichi Vendola ha accettato le sue dimissioni.

Ora, spiega il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, ci sarà la segreteria nazionale (oggi alle 13) e si dovrà decidere il da farsi. Verrà riunito il coordinamento per decidere chi sarà il nuovo capogruppo.

Le dimissioni di Migliore, da quanto si apprende, sono arrivate martedì sera, al termine dell'Assemblea che aveva in realtà visto vincere la sua proposta, ovvero quella di votare sì al dl Irpef, ma aveva chiarito la rottura del gruppo.

Vendola è venuto ieri alla Camera per ricompattare le fila ma anche per analizzare la spaccatura ormai evidente tra chi vuole avvicinarsi al Pd e chi invece vuole rimanere all'opposizione. Da quanto si apprende da fonti di partito, durante l'assemblea del gruppo di ieri pomeriggio, sarebbe stata contestata la decisione presa ieri sera in quanto proposta dalla 'minoranza' del partito che ha di fatto sovvertito la linea assunta dal Congresso di Sel, per avvicinarsi al Pd.

Anche ieri nella riunione alla Camera Vendola ha detto: "Così non funziona", serve "un approfondimento, una riflessione". Dalla riunione di oggi, dunque, uscirà la linea da seguire e un'indicazione su chi dovrà essere il nuovo capigruppo, ammesso che il gruppo di Sel alla Camera (e quindi anche quello al Senato) mantenga gli assetti attuali.

LE PAROLE DI VENDOLA
"Sel resta all'opposizione, le decisioni dell'assemblea nazionale non possono essere messe in discussione dal voto sul decreto Irpef. Il partito ha votato un mandato ai parlamentari che indica il posizionamento all'opposizione, netto, proficuo".

LA GIORNATA PARLAMENTARE
Il gruppo di Sel alla Camera ha votato a favore del dl Irpef (con due astensioni: Giulio Marcon e Giorgio Airaudo) come deciso martedì sera durante una seconda assemblea del gruppo a Montecitorio dove, di fatto, è emersa una spaccatura.

Martedì infatti, da quanto viene raccontato, la proposta dell'ormai ex capogruppo Migliore di votare no alla fiducia ma sì al testo era stata approvata con 17 voti a favore e 15 contrari. Quello che è accaduto, durante l'assemblea e in aula, potrebbe però segnare un primo passo verso la rottura, perché in Sel vivono due anime quasi inconciliabili: c'è chi, come Migliore, vorrebbe dialogare e avvicinarsi al Pd, e chi, come Nicola Fratoianni, vorrebbe invece puntare a una federazione della sinistra.

Le astensioni di Marcon e Airaudo sono in questo senso, per Vendola, un campanello d'allarme. (Public Policy)

VIC-GAV

© Riproduzione riservata