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Dl Irpef, Sel discute il sì al voto finale. A rischio tenuta gruppo Camera

sel 16 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - Fibrillazione nel gruppo di Sel alla Camera sul dl Irpef. Durante una riunione che si è tenuta martedì pomeriggio a Montecitorio prima del voto di fiducia, il gruppo, da quanto si apprende, ha discusso sull'atteggiamento da seguire sul provvedimento. Il voto di fiducia non verrà votato da Sel ma la maggioranza del gruppo, a partire da Gennaro Migliore, vorrebbe votare a favore del provvedimento nel voto finale previsto domani alle 14.

A quel punto una decisione dovrà essere presa e potrà portare a un principio di scissione "parlamentarizzato". Come anticipato una settimana fa, la prova di oggi per Sel era ampiamente attesa. Il partito è di fatto diviso su due visioni contrastanti: da una parte c'è chi, per primo Nicola Fratoianni, vuole che Sel si ponga alla testa di una sinistra di governo, alternativa al Pd; dall'altra chi, in primis Gennaro Milgiore capogruppo alla Camera, vorrebbe invece un avvicinamento con il Pd.

All'assemblea nazionale di sabato il problema è stato di fatto svicolato, grazie a Nichi Vendola che ha proposto una visione 'di mezzo': ovvero un Sel indipendente che 'sfida' il governo sui contenuti. Se quindi il problema non si è affrontato a livello nazionale, si ripresenta, come atteso, in Parlamento. Già al Senato il gruppo Misto-Sel aveva discusso l'opportunità di votare il dl Irpef, giudicato comunque utile, in primis per il bonus da 80 euro ai lavoratori dipendenti. Poi il governo aveva posto la questione di fiducia togliendo a Sel il disagio di dover decidere.

Alla Camera però voto di fiducia e voto finale sono divisi: Sel, in questa occasione, dovrà scegliere. E il rischio di scissione è dietro l'angolo: se si sceglierà, come propone il capogruppo Migliore e la maggioranza del gruppo, di votare il provvedimento, potrebbe esserci un allontanamento di chi non vuole dare nessun appoggio evidente al Pd. Al contrario, se stasera Sel deciderà che domani il gruppo si dovrà astenere anche sul voto finale, qualche deputato potrebbe uscire dal gruppo, optando invece per un appoggio al Pd. Come anticipato la settimana scorsa, l'idea viene accarezzata già da tempo da più di un deputato.

Migliore in aula ha chiarito la sua posizione: "Noi siamo una forza di opposizione e per questo votiamo contro la questione di fiducia - ha detto durante la dichiarazione di voto - E votiamo contro anche perché la fiducia è uno strumento che strangola il dibattito Parlamentare. Ieri però abbiamo votato contro le pregiudiziali di costituzionalità, perché abbiamo preferito rimanere sul merito e non ci sfuggono gli elementi positivi" del decreto, anche se "non ci sfugge nemmeno il fatto che la Corte dei conti ha sottolineato con chiarezza che bisogna ristrutturare l'Irpef".(Public Policy)

VIC

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