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Dl Lavoro, Forza Italia a favore perchè "è il dl Berlusconi"

berlusconi forza italia 28 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - "Forza Italia voterà il decreto Poletti, così com'è, perché è di fatto il decreto Berlusconi sul lavoro. Che farà un Pd già in frantumi?".

Lo scrive su Twitter il capogruppo FI alla Camera Renato Brunetta in merito al dl Lavoro che ieri ha iniziato l'esame alla Camera.

L'ex ministro risponde poi al capogruppo Pd, Roberto Speranza ("Ora tocca a noi, Brunetta ricordi cosa non ha fatto il governo Berlusconi"), elencando il lavoro del centrodestra negli ultimi anni, "a partire dalla 'Legge Biagi' del 2003, che ha prodotto 1.560.000 nuovi posti di lavoro e una riduzione del tasso di disoccupazione dal 9,6% al 7,1%, per arrivare ai provvedimenti della legislatura 2008-2011".

E ancora: "Detassazione degli straordinari e dei salari di produttività; accordo del 28 giugno 2011 tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali per la riforma del sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi a livello di impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende; interventi rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile, contrastando le forme improprie di lavoro, attraverso la promozione di contratti di apprendistato dei giovani; rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree piu' svantaggiate".

Inoltre, ricorda il capogruppo FI, "riforma del lavoro pubblico, tutta incentrata su efficienza, trasparenza, integrità, valutazione della performance, merito, premialità, produttività nella Pa, senza eguali nella storia repubblicana del nostro Paese, come certificato in diverse occasioni tanto dalla Commissione europea quanto dall'Ocse; mobilità dei dipendenti pubblici e blocco del turn over; riduzione, dal 2008 al 2011, del numero di dipendenti pubblici di 153.815 unità e della spesa per stipendi di 4,2 miliardi di euro (solo in Gran Bretagna, Cameron è riuscito a fare altrettanto); garanzia di oltre 30 miliardi di euro per far fronte, attraverso la Cassa integrazione in deroga, agli effetti della crisi finanziaria". (Public Policy)

SOR

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