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Dl Lavoro, minoranza Pd chiede max 24 mesi contratti senza causale

pd 14 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Ridurre da 36 a 24 mesi il limite massimo della durata dei contratti a tempo determinato senza l'obbligo di causale. Lo chiede un emendamento della minoranza Pd, a firma Davide Baruffi e Marco Miccoli (in area Cuperlo-Bersani) presentato alla Camera al decreto Lavoro. Come anticipato da Public Policy, nei giorni scorsi giovani turchi e cuperliani avevano annunciato la presentazione di emendamenti per cancellare (o riformulare) la norma sulla acausalità per i contratti a termine fino a 36 mesi, prevista dal nuovo decreto.

L'emendamento della minoranza - spiega a Public Policy Baruffi - "è il compromesso tra la nostra richiesta di non estendere la acausalità per contratti fino a 36 mesi (prima del decreto il termine era 12 mesi; Ndr) e la decisione del governo di allungare i tempi". Il Pd ha presentato anche altri emendamenti "qualificanti", continua, "che nel caso venissero accolti potrei ritirare il mio emendamento sulla causale". Certo è, secondo quanto riferito dal relatore del dl, l'ex sottosegretario al Lavoro Carlo Dell'Aringa, gli emendamenti Pd presentati rappresentano, in parte, "una traduzione, rispetto alle aperture del ministro" Giuliano Poletti.

Infatti, alcune delle 13 proposte di modifica Pd sono firmate da tutto il gruppo (con in testa la capogruppo in commissione Marialuisa Gnecchi), pochi altri, invece, sono a firma della minoranza. Gli emendamenti presentati sono circa 370 e oggi pomeriggio passeranno al vaglio dell'ammissibilità. Domani in giornata, invece, dovrebbe iniziare il voto delle proposte.

Tra le richieste del Pd: ridurre da 8 a 5 le possibili proroghe per il contratto a tempo determinato; una norma transitoria che prevede che le nuove regole, sempre per i contratti a tempo, si applicheranno quelli "stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto"; mantenimento dell'obbligo della forma scritta del piano formativo individuale per l'apprendistato. E ancora: ai lavoratori assunti con contratti a tempo determinato, anche somministrato, "sia riconosciuto il diritto di precedenza in caso di assunzioni a tempo indeterminato".

Altri due emendamenti della minoranza Pd, invece, chiedono che il tetto del 20% per l'utilizzo dei contratti a tempo sia calcolato non "sull'organico complessivo", ma in base al numero "totale dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato" e il ripristino dell'obbligo (o quasi) della formazione pubblica per gli apprendisti. Con l'emendamento, infatti, i cuperliani chiedono che i datori di lavoro siano "esonerati" dall'integrazione della formazione in azienda con quella pubblica, se la "Regione non provvede a comunicare, entro 45 giorni dall'instaurazione del rapporto di lavoro, le modalità per usufruire dell'offerta". (Public Policy)

SOR

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