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Dl Lavoro, ripresa seduta con inammissibilità. Poi voto a oltranza emendamenti

lavoro 05 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - La commissione Lavoro al Senato ha ripreso lunedì i lavori al decreto per il rilancio dell'occupazione. La commissione procederà con le inammissibilità e a procedere al voto dei circa 700 emendamenti presentati al dl. Di questi 600 sono a firma del Movimento 5 stelle, che già nei giorni scorsi ha annunciato di voler fare ostruzionismo in commissione.

A quanto si apprende, però, l'idea è quella di respingere tutte le modifiche in aula e di approvare in commissione solo di otto emendamenti del governo, frutto dell'accordo tra i partiti di maggioranza.

Quindi la sintesi trovata da Pd, Ncd e Sc tiene e il decreto verrà modificato nelle parti che riguardano, in particolare, il contratto a termine, la sanzione per chi super il tetto del 20% per i contratti a tempo e l'apprendistato. La commissione lavorerà a oltranza fino all'esaurimento delle proposte di modifica.

Il provvedimento è atteso martedì pomeriggio alle 15 in aula a Palazzo Madama.

IL CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI Sì all'introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e alla stesura di un testo unico per la semplificazione delle norme sul lavoro: "Nel quadro complessivo del Job act, si preveda l'adozione di un testo unico semplificato della disciplina dei rapporti di lavoro con la previsione in via sperimentale del contratto indeterminato a protezione crescente".

È quanto stabilisce uno degli emendamenti del governo, approvato dalla commissione Lavoro al Senato. L'emendamento dell'esecutivo recepisce le richieste di una parte della maggioranza, in particolare Scelta civica, Ncd e Per l'Italia.

Il contratto a tempo inderminato a tutele crescenti, proposto più volte dal relatore Pietro Ichino (Sc), dovrà prevedere la possibilità per il datore di lavoro di recedere dal rapporto nei primi 36 mesi pagando una sola indennità di licenziamento precedentemente decisa. La modifica modificare il primo comma dell'articolo 1 del decreto, il preambolo del provvedimento.

IL TETTO DEL 20% Sanzioni pecuniarie per i datori di lavoro che superano il limite del 20% per l'assunzione di lavoratori a tempo determinato (sull'organico contrattualizzato a tempo indeterminato). Quindi se l'azienda supererà il tetto del 20% con un'assunzione in più, il datore di lavoro dovrà pagare allo Stato "il 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni, del rapporto di lavoro stipulato".

Per chi sfora il tetto con oltre un lavoratore, sarà applicata invece una multa del 50% rispetto alla retribuzione di ogni lavoratore a termine assunto. È quanto stabilisce un altro emendamento del governo presentato al decreto Lavoro, approvato dalla commissione Lavoro al Senato.

L'emendamento del governo modifica la parte già cambiata alla Camera, che in precedenza prevedeva, per tutti i lavoratori con contratto a tempo, che eccedevano il limite del 20%, la stabilizzazione automatica. La norma introdotta alla Camera è stata sostiuita con le sanzioni.

"I maggiori introiti derivanti dalle sanzioni - si legge nell'emendamento approvato - sono versati in un apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo per l'occupazione e la formazione".

NUOVA FIDUCIA? Sono circa 700 gli emendamenti presentati in aula al Senato al decreto Lavoro, ancora in esame nella 11a commissione. Il termine per la presentazione è scaduto lunedì alle 13.

Gli ordini del giorno presentati, invece, sono circa 40. A quanto si apprende, vista la mole di emendamenti (simile a quella presentata in commissione) il governo potrebbe porre la questione di fiducia, come già successo durante il passaggio alla Camera. Martedì alle 15 il provvedimento dovrebbe approdare in aula per la discussione generale. (Public Policy)

SOR

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