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DL LAVORO, SERVIDORI: UN BUON PACCHETTO PER LE DONNE, NO A INTERVENTI AD HOC

LAVORO FEMMINILE, SERVIDORI: SOSTENERE AZIENDE CHE PROMUOVONO MODELLI DIVERSI 27 giugno 2013

DL LAVORO, SERVIDORI: UN BUON PACCHETTO PER LE DONNE, NO A INTERVENTI AD HOC

LA CONSIGLIERA DI PARITÀ: "SERVE RIUNIFICARE I FONDI PER LA CONCILIAZIONE"

(Public Policy) - Roma, 27 giu - "È un buon pacchetto lavoro
anche per l'occupabilità delle donne". Commenta così il
decreto Lavoro, licenziato ieri dal Consiglio dei ministri,
la Consigliera nazionale di parità Alessandra Servidori.

"Bisogna incominciare a ragionare in un'ottica di
mainstreaming di genere in tutti i provvedimenti altrimenti
rimaniamo perseguitate da un'idea di intervento ad hoc
mettendo le donne nelle categorie protette. Così si rischia
di non avere la consapevolezza che possiamo giocare un ruolo
maggiore all'interno di un mercato del lavoro potenziato,
per esempio dal punto di vista delle tipologie contrattuali
e della formazione protetta dalla certificazione, come fa
questo decreto".

Le donne disoccupate, spiega Servidori, "le abbiamo
trasversalmente: intorno ai 50 anni, a rischio di
pre-mobilità, tra le giovani, moltissime in Meridione e
anche su questo il decreto potenzia gli interventi in modo
straordinario e virtuoso. Il Meridione ha mille potenzialità
e deve essere molto più proattivo".

UN'ALLEANZA PER UN SOLO LINGUAGGIO
La rete delle Consigliere di parità (che controllano e
conciliano i casi di discriminazione di genere sul lavoro),
si ritrovano oggi e domani in un seminario di formazione a
Milano. È il secondo appuntamento, dopo il primo a Napoli,
ospitato in Regione Lombardia e coinvolge anche consulenti
del lavoro e ispettori. Il seminario è finanziato dalla
Consigliera nazionale (i cui fondi sono stati tagliati dalla
Spending review) ed è già allo studio la nuova normativa
introdotta dal decreto.

"Dobbiamo dotarci dello stesso linguaggio e obiettivi per
l'occupabilità delle donne - chiarisce Servidori lo scopo
del seminario - si tratta di un'alleanza tra tre soggetti
che lavorano nel mercato e che devono parlare la stessa
lingua: la questione femminile è una lingua spesso
trascurata mentre bisogna avere un'ottica economica e di
sviluppo. Per esempio, le ispezioni sul lavoro devono
puntare non solo a contrastare le dimissioni in bianco ma
soprattutto a incentivare le aziende ad assumere le donne in
regola".

UN UNICO FONDO PER FAVORIRE LA CONCILIAZIONE
"Ci siamo posti l'obiettivo insieme al Forum famiglie, al
Censis e ai sindacati di capire come le politiche per la
conciliazione spacchettate su vari fondi, e tagliate dalla
Spending review del Governo Monti, possono essere
riunificate, per rilanciare il tema della conciliazione,
della flessibilità e della produttività. Poi, andando a
razionalizzare la spesa siamo anche più incisivi".

I 650 milioni per la produttività stanziati per quest'anno
(è di pochi giorni fa la circolare dell'Inps) non bastano:
"Servono ma non sono solo per la conciliazione. Si potrebbe
costituire un fondo contrattuale per la conciliazione da
inserire in ogni nuovo contratto oppure usare il sistema
della bilateralità. Fino ad adesso è stato usato solo per la
formazione ma potrebbero intervenire anche per il sostegno
al reddito quando un lavoratore o lavoratrice ha bisogno di
un ulteriore periodo di congedo per la cura dei famigliari".
(Public Policy)

LAP

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