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DL PA, OK DA COMMISSIONE LAVORO, MA NO A UNA SANATORIA DELLE SCELTE SBAGLIATE

pa 18 settembre 2013

DL PA, OK DA COMMISSIONE LAVORO, MA NO A SANATORIA SCELTE SBAGLIATE

(Public Policy) - Roma, 18 set - Evitare una sanatoria delle
scelte scorrette del management pubblico
, un aggiramento del
principio costituzionale dell'accesso alla funzione pubblica
mediante concorso aperto ed evitare la proroga oltre il
triennio della validità delle graduatorie concorsuali per le
nuove assunzioni nelle pubbliche amministrazioni.

Il decreto Pubblica amministrazione incassa il parere
favorevole (con raccomandazioni e richiesta di modifiche)
dalla commissione Lavoro del Senato. Il provvedimento è in
esame in sede referente nella commissione Affari
costituzionali di Palazzo Madama.

LE RACCOMANDAZIONI
Secondo la commissione Lavoro, il provvedimento va verso
una "razionalizzazione delle spese delle amministrazioni
pubbliche", e in particolare cerca "di superare le
situazioni improprie di lavoro temporaneo
con posizioni
ricoperte da personale di ruolo" e previene il reiterarsi
"di comportamenti indebiti da parte dei dirigenti pubblici
in materia di gestione degli organici".

Nel provvedimento - fanno notare i senatori della
commissione Lavoro - c'è "il rischio che alcune disposizioni
possano condurre a interpretazioni ed effetti pratici
contraddittori
rispetto agli intendimenti dello stesso
Governo".

Tra le modifiche, la commissione chiede di riformulare
alcune parti del testo al fine di evitare che le nuove norme
possano avere effetti "di sanatoria
su alcuni comportamenti
da parte del management pubblico nella gestione del
personale e in particolare dei reclutamenti con contratto a
termine".

Si chiede inoltre di rafforzare il testo per evitare "un
depotenziamento della norma in materia di mobilità del personale,
tra uffici in situazione di overstaffing a uffici in situazione
di carenza di organici" e "una deroga al principio programmatico
della spending review e in particolare alla regola della
eliminazione di qualsiasi voce di spesa corrente che non sia
strettamente e congruamente correlata con una esigenza
pubblica essenziale".

LE MODIFICHE DA INTRODURRE
La Commissione - si legge nel parere - "rileva una
contraddizione tra l'aggravamento delle sanzioni per i
dirigenti che ricorrono indebitamente alle assunzioni a
termine e la disposizione che prevede la rinnovabilità dei
contratti a termine attualmente in corso fino al 2015".

Con riferimento al punto sui concorsi pubblici, scrivono i
senatori, "la commissione ritiene che, tra le due opzioni,
vale a dire l'attivazione di concorsi riservati a coloro che
abbiano prestato lavoro a termine per l'amministrazione,
entro il limite del 40% delle nuove assunzioni, e
l'attribuzione a coloro che abbiano prestato lavoro a
termine per l'amministrazione di un punteggio aggiuntivo per
la valutazione della professionalità specifica acquisita,
debba essere preferita la seconda, in quanto più conforme al
dettato costituzionale". In tal senso, la Commissione chiede
che "venga corretto il contenuto del decreto".

E ancora: vanno corrette le disposizioni - in particolare
quelle sulla stabilizzazione dei titolari di contratti a termine
- "che sostanzialmente derogano alla regola (contenuta nell'articolo 33
del Testo unico in materia di pubblico impiego, sulla mobilità del
personale; Ndr), consentendo che si proceda a immissioni in
ruolo in situazioni nelle quali una scopertura di organico
potrebbe essere invece risolta con la mobilità di personale
già in ruolo, proveniente da uffici dove si registrano
eccedenze".

La commissione - si legge in conclusione - "valuta
positivamente il fatto che il decreto pone alcuni requisiti
destinati a condizionare la possibilità di nuove immissioni
in ruolo di lavoratori precari al requisito della
sussistenza effettiva di una scopertura di organico e di
disponibilità finanziarie adeguate". Fa notare, però, "come
l'applicazione di queste due regole induca a prevedere che
le immissioni in ruolo effettive saranno in numero assai
limitato rispetto alla platea attuale dei lavoratori assunti
a termine o impegnati in lavori socialmente utili".

Il timore è che le nuove norme "producano l'effetto di
alimentare l'idea, profondamente sbagliata, che ogni
prospettiva di assorbimento dei fruitori delle misure di job
creation
fuori mercato si collochi nell'area pubblica,
anziché nel tessuto produttivo generale". (Public Policy)

SOR

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