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DL PA, STRETTA SU EMENDAMENTI GOVERNO. LASCIARE AL PARLAMENTO LE MODIFICHE

27 settembre 2013

DL PA, STRETTA SU EMENDAMENTI GOVERNO. LASCIARE AL PARLAMENTO LE MODIFICHE

LA MAGGIORANZA (IN PRIMIS SCELTA CIVICA) SI DIVIDE
SU STABILIZZAZIONI PRECARI


(Public Policy) - Roma, 26 set - Stretta sugli emendamenti
del Governo al decreto Pubblica amministrazione. Fonti di
Palazzo Chigi fanno sapere che il ministro per i Rapporti
con il Parlamento Dario Franceschini ha chiesto ai vari
ministeri di emendare il meno possibile il decreto per la
razionalizzazione delle Pa - in esame in commissione Affari
costruzionali al Senato - per lasciare al Parlamento la
prerogativa delle modifiche. Franceschini, infatti -
precisano le fonti - darà il via libera al massimo a 4-5
emendamenti ministeriali.

Già ieri il ministro della Pubblica amministrazione
Giampiero D'Alia
, a margine della seduta della commissione,
aveva precisato: "Il governo presenterà pochissimi
emendamenti al decreto, vista anche la grande quantità
presentata dai gruppi (670 iniziali, ridotti a 470; Ndr);
tra quelli ci sono emendamenti che il governo condivide".

Sempre durante la seduta di ieri, al secondo piano di
Palazzo Madama, era percepibile una certa insofferenza da
parte dei responsabili degli uffici legislativi dei
ministeri
, che hanno lavorato a oltranza per la
riformulazione degli emendamenti, ipotizzando anche un
presidio permanente di fronte alla commissione.

Le riformulazioni hanno l'obiettivo di mettere d'accordo i
partiti della maggioranza sul tema della stabilizzazione dei
precari della Pa. Ad essere divisi sullo stesso tema sono i
parlamentari di Scelta civica
: da una parte il leader Mario
Monti e gran parte del partito è d'accordo con i
provvedimenti contenuti nel decreto, diversamente invece dai
senatori Pietro Ichino e Linda Lanzillotta che hanno
presentato alcuni emendamenti a riguardo.

Sono cinque, in particolare i punti chiave posti dagli emendamenti
a firma dei due senatori di Sc e riguardano: no alla
stabilizzazione generalizzata dei precari
, sì all'immissione
in ruolo di quanti hanno già operato nella Pa sulla base di
procedure concorsuali aperte a tutti e con il riconoscimento
di un punteggio di favore a chi è già in servizio.
"Se come prevede il decreto del Governo - scrivono i
senatori in una nota - nei prossimi anni, nei quali la
riduzione degli organici e la riduzione della spesa
imporranno assunzioni ridotte, tutti i posti fossero
riservati a precari e a idonei di concorsi svolti magari
dieci anni fa, si precluderebbe l'accesso alla Pa di giovani
meritevoli".

E ancora: no alla ulteriore proroga di graduatorie aperte
da anni
, "che farebbero entrare nella Pa persone
dequalificate chiudendo, anche in questo caso, la porta
delle Amministrazioni pubbliche a tanti giovani preparati";
ricorrere alla mobilità per assorbire gli esuberi e colmare
i vuoti d'organico prima di procedere a nuove assunzioni; no
alla pubblicizzazione e stabilizzazione del personale delle
società dello Stato, delle Regioni e degli enti locali che
versano in stato fallimentare o devono essere sciolte per
legge".

In ultimo, i due senatori di Scelta civica chiedono che non
venga soppressa per decreto e "senza comprensibili ragioni"
la Civit (Commissione per la valutazione, la trasparenza e
l'integrità delle amministrazioni pubbliche; Ndr)". Ad
accontentare quest'ultima richiesta, però, potrebbe essere
un emendamento presentato dal relatore del decreto Giorgio
Pagliari del Pd, che prevede la costituzione dell'Anac
(Autorità nazionale anticorruzione) che sostituirà di fatto
la Civit. (Public Policy)

SOR

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