Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Salva Roma, bozza: web tax solo sospesa in attesa dell'Ue

web tax 04 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - Secondo una bozza aggiornata del dl Salva Roma ter, di cui Public Policy è in possesso, la web tax, originariamente prevista dalla Stabilità, non è stata "abrogata" del tutto, bensì la sua entrata in vigore viene "subordinata alla previa verifica di compatibilità con il diritto dell'Unione europea". Lo si legge nell'articolo 21 della bozza, uscita venerdì dal Consiglio dei ministri.

La norma della Stabilità in questione dispone che: "I soggetti passivi che intendano acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati online, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita Iva rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana"; "gli spazi pubblicitari online e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (servizi di search advertising), visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio online attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita Iva rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana".

Dopo l'emanazione del dl Salva Roma ter da parte del Consiglio dei ministri, un comunicato di Palazzo Chigi segnalava che "rispetto alla norma precedentemente prevista, viene abrogata la norma della legge di stabilità che prevedeva la web tax". In realtà, stando alla bozza che circola in queste ore, la norma viene solo sospesa e non abrogata. Tra l'altro, come segnalato ieri da Public Policy, la web tax é prevista anche all'articolo 9 della Delega fiscale e venne introdotta proprio da un deputato vicino al premier, Ernesto Carbone (Pd). (Public Policy)

VIC

© Riproduzione riservata