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Dl Stupefacenti, ok Camera. Le modifiche su cui è stata posta la fiducia

cannabis 30 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Via libera dall'assemblea della Camera (con 280 sì e 146 no) al decreto sugli Stupefacenti e i farmaci 'off label'. Dopo 10 sedute delle commissioni Giustizia e Affari sociali (con tanto di rinvio in commissione da parte dell'aula, per alcuni aggiustamenti tecnici) e più di un mese di lavori parlamentari, il decreto ora passerà al Senato, per l'esame finale.

Sul provvedimento (il quarto del Governo Renzi) l'esecutivo ha posto la quarta fiducia, accordata dall'assemblea con 335 sì contro 186 no. La fiducia è stata posta - hanno detto dal Pd - per approvare in breve tempo il testo, che scade il 19 maggio, e per velocizzare il passaggio a Palazzo Madama. Certo è che il provvedimento in più occasioni ha diviso la maggioranza, in particolare l'emendamento dei relatori sul reato di piccolo spaccio.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, la strada della fiducia è stata scelta proprio per evitare divisioni nella maggioranza durante l'esame dell'aula. Come anticipato nei giorni scorsi da Public Policy, la norma sul piccolo spaccio, così come modificata alla Camera, prevede per lo spaccio lieve un'unica pena e sanzione, senza differenziazione tra le doghe detenute (leggere e pesanti), come invece prevedono altri tipi di reato.

Sulla differenziazione delle pene, il deputato David Ermini (renziano del Pd) aveva presentato un emendamento per distinguerle in base alle droghe commercializzate e detenute. L'emendamento, però, è stato ritirato durante l'esame, dopo che Ncd, Scelta civica e Per l'Italia si sono opposti.

RIDOTTE PENE PER REATO PICCOLO SPACCIO Ridotte le pene per il reato di piccolo spaccio. Il reato era stato reso fattispecie autonoma con il decreto Carceri approvato a febbraio scorso. Con l'emendamento del governo quindi viene prevista una detenzione, per il cosiddetto piccolo spaccio di strada, da 6 mesi a 4 anni introducendo nuove sanzioni (da mille a 15 mila euro).

La norma precedente prevedeva multe da 3mila a 26mila euro. In pratica, la riduzione della pena evita la custodia cautelare in carcere; l'arresto facoltativo sarà possibile solo in caso di flagranza. Il reato non distingue tra droghe leggere e pesanti, spetterà al giudice graduare l'entità della pena in base alla qualità e quantità della sostanza spacciata e alle altre circostanze del caso concreto. Il piccolo spacciatore potrà usufruire del nuovo istituto della messa alla prova.

OK LAVORI PUBBLICA UTILITÀ PER PICCOLO SPACCIO E ancora: con un emendamento dei relatori sarà possibile per il giudice assegnare i lavori di pubblica utilità come sconto della pena per lo spaccio o la detenzione di stupefacenti 'di lieve entità'. 'Con la sentenza - si legge - il giudice incarica l'Ufficio locale di esecuzione penale esterna di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità.

L'Ufficio riferisce periodicamente al giudice'. Questa sanzione alternativa dovrà essere chiesta dall'imputato e ha una durata equivalente alla condanna detentiva. È revocabile se si violano gli obblighi connessi al lavoro e non può sostituire la pena per più di due volte.

USO PERSONALE NON AVRÀ RILEVANZA PENALE L'acquisto o la detenzione di droghe per uso personale non ha rilevanza penale. Restano ferme le sanzioni amministrative (quali la sospensione della patente, del porto d'armi, del passaporto o del permesso di soggiorno) che avranno però durata variabile a seconda che si tratti di droghe pesanti (da 2 mesi a un anno) o leggere (da uno a 3 mesi).

NUOVE TABELLE. TORNA DISTINZIONE LEGGERE-PESANTI Sono cinque, la I e III raggruppano le droghe pesanti, la II e la IV quelle leggere. L'ultima riguarda i medicinali. Le tabelle, che ricomprendono anche le circa 500 sostanze classificate a decorrere dal 2006, sono rimodellate in modo da renderle coerenti con il regime sanzionatorio antecedente alla legge Fini-Giovanardi. Eventuali modifiche e aggiornamenti spettano al ministro della Salute, sentiti il Consiglio e l'Istituto superiore di sanità.

VIA AGGETTIVO 'INDICA'. PENE PER TUTTI TIPI CANNABIS Modificata la tabella predisposta ad hoc per la cannabis, presente nel decreto Stupefacenti e farmaci 'off label'. La modifica è stata decisa con l'approvazione di alcuni emendamenti identici del Pd, M5s e Forza Italia. La Tabella II inizialmente distingueva tre tipologie di cannabinoidi: hashish, olio di canapa e marijuana, tutte e tre della famiglia della cannabis indica.

Ora con gli emendamenti viene cancellato l'aggettivo 'indica' e quindi il testo riportata semplicemente la dicitura 'cannabis'. Questo significa che saranno soggette a pene e sanzioni (anche se minori rispetto alle droghe pesanti) anche le altre tipologie di cannabis, come la sativa, la ruderalis e gli incroci. Le sanzioni previste per le cosiddette droghe leggere sono quelle previste dalla legge Iervolino-Vassalli (più contenute, da 2 a 6 anni), tornata in vigore dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi.

Nello specifico, la pronuncia della Consulta riguarda l'articolo 73.1 e 73.4 del testo unico sugli stupefacenti modificato dalla Fini-Giovanardi in base al quale la detenzione (spaccio, traffico) di droga al di sopra della quantità consentita per uso personale veniva punita per l'eroina come per la marijuana con pene da 8 a 20 anni (fatta salva l'attenuante di lieve entità che però interveniva solo in sede di giudizio, quindi senza incidere su eventuali arresti o custodia cautelare e senza toccare i casi di recidiva). Con l'effetto di contribuire al sovraffollamento degli istituti di pena che conosciamo (un terzo della popolazione carceraria ha a che fare con reati di droga).

IN TABELLA I ANCHE DROGHE SINTETICHE CON CANNABIS Nella nuova Tabella I sulle droghe (che contiene l'elenco di quelle 'pesanti') dovranno essere indicati 'sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco - tossicologico al tetraidrocannabinolo'. È la precisazione introdotta con un emendamento M5s (a prima firma Marialucia Lorefice).

Il decreto prevedeva inizialmente la stessa cosa, ma con una dicitura più vaga: nella Tabella I, si legge nel testo originario del dl, devono essere inseriti 'i tetraidrocannabinoli, i loro analoghi, le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico'. L'emendamento precisa, invece, che devono essere inserite in tabella le droghe sintetiche che contengono il delta-9-tetraidrocannabinolo (detto comunemente Thc), il principale principio attivo della cannabis, considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.

NO OK COLTIVAZIONE O VENDITA PER CONDANNATI SPACCIO Sono esclusi dall'autorizzazione per la coltivazione, produzione, fabbricazione, importazione, esportazione, commercializzazione o comunque detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope le persone che abbiano avuto condanne per spaccio o deternzione illecita di droghe.

MODICA QUANTITÀ Nell'accertare l'uso personale, oltre ad altre circostanze sospette, occorre in particolare considerare l'eventuale superamento dei 'livelli soglia' fissati dal ministero della Salute nonché le modalità di presentazione delle sostanze stupefacenti con riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato.

TRA OFF LABEL FARMACI ALTERNATIVI SE PIÙ CONVENIENTI Per quanto riguarda la parte sui farmaci off label, un emendamento dei relatori stabilisce che l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) potrà autorizzare l'inserimento nell'elenco degli 'off label' quei farmaci che risultano più economici rispetto a quelli utilizzati per le stesse cure, già in commercio e utilizzati come 'on label'.

L'emendamento semplifica le norme per l'introduzione di farmaci nell'elenco off label, sotto il controllo dell'Aifa. 'Anche se sussista altra alternativa terapeutica nell'ambito dei farmaci autorizzati - si legge nell'emendamento -, previa valutazione della commissione tecnico scientifica dell'Aifa, sono inseriti nell'elenco' dei farmaci off label, 'con conseguente erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale, i farmaci che possono essere utilizzati per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata purché tale indicazione sia nota e conforme a ricerche condotte nell'ambito della comunità medico-scientifica nazionale e internazionale, secondo parametri di economicità e appropriatezza'.

Con l'emendamento, però, viene meno la norma sulla richiesta dai diritti di commercializzazione alle aziende produttrici. In base alle vecchie disposizioni, in caso di motivato interesse pubblico, l'Aifa poteva avviare le procedure necessarie per la registrazione dell'indicazione terapeutica offlabel, informando l'azienda produttrice del farmaco. Avviata la procedura, la registrazione poteva essere richiesta all'azienda produttrice a cui si chiedeva la cessione, a titolo gratuito, al ministero della Salute dei diritti di commercializzazione.

E ancora: con una modifica all'articolo 48 del decreto 269 del 2003, si prevede che parte delle risorse del Fondo istituito presso l'Aifa grazie ad un contributo delle aziende farmaceutiche pari al 5% delle spese promozionali autocertificate, potranno essere destinate, anche su richiesta delle Regioni e Pa, sentito il Consiglio superiore di sanità, alla sperimentazione clinica su medicinali per indicazioni terapeutiche diverse da quelle indicate nell'autorizzazione all'immissione in commercio.

RIVEDERE PENA UNICA PER REATO PICCOLO SPACCIO La commissione Affari costituzionali ha dato il proprio parere al decreto, esprimentosi farevolmente. In particolare la I commissione ha discusso la parte che riguarda l'utilizzo e la detenzione di droghe, inserendo nel parere anche un'osservazione che ha fatto molto discutere le commissioni Giustizia e Affari sociali alla Camera. Il tema, come detto, ha diviso Pd, Ncd, Sc e PI.

Nel parere i deputati della commissione Affari costituzionali chiedono di verificare la pena (ora unica per tutti i tipi di droghe) prevista per il reato autonomo di piccolo spaccio. La norma quindi non prevede nessuna distinzione rispetto agli stupefacenti utilizzati, a fronte delle due distinte fattispecie base (droghe leggere e droghe pesanti) tornate in vita con la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi.

Le due fattispecie valgono per gli altri tipi di reato che non riguardano lo spaccio lieve. La distinzione (prevista dalla legge Iervolino-Vassalli) è tornata in vigore dopo la sentenza della Corte costituzionale. Quindi per lo spaccio di droghe pesanti è prevista la reclusione da 8 a 20 anni e una multa da 25.822 a 258.228 euro; per le droghe leggere, invece, la legge del 1990 prevede una pena da 2 a 6 anni e una sanzione da 5.164 a 77.748.

Nel parere, i deputati della I commissione ricordano che in alcune occasioni la Corte costituzionale 'ha sindacato entro certi limiti l'uso della discrezionalità legislativa in relazione ai profili sanzionatori, alla luce dei criteri di ragionevolezza e di proporzionalità della sanzione'. In altre parole, il parere chiede di rivedere le pene per il reato di piccolo spaccio, magari distinguendole in base alle diverse droghe detenute o commercializzate, per non incorrere nel rischio incostituzionalità. (Public Policy)

SOR

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