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DL SVILUPPO BIS, UNIONCAMERE: GIUDIZIO POSITIVO, BENE L'AGENDA DIGITALE

unioncamere 06 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 6 nov - L'innovazione è un fattore
strutturale di crescita di cui le imprese necessitano: il
decreto Sviluppo bis (18 ottobre 2012 n. 179) "mira a
compensare gli effetti restrittivi prodotti dalle diverse
manovre e a generare virtuose misure di sostegno
dell'economia nazionale e del sistema produttivo". È quanto
si legge nel documento depositato in commissione Industria
al Senato da Unioncamere, durante l'audizione del presidente
Ferruccio Dardanello.

I NUMERI DELLE IMPRESE ITALIANE
I dati Unioncamere dicono che "il 49% delle imprese
chiuderà il 2012 con una flessione delle vendite sul mercato
interno e che un imprenditore su cinque ha drasticamente
ridotto i piani di investimento, a causa del credit crunch
(crisi del credito; NdR) e di finanziamenti non solo più
contenuti ma anche più cari".

Quest'anno, sempre secondo Unioncamere, ci saranno "215
mila assunzioni in meno rispetto al 2011 per una riduzione
pari al 25%. D'altronde l'andamento di tariffe e prezzi
minaccia di ridurre ulteriormente i salari reali e il potere
d'acquisto delle famiglie. Va sottolineato, però [...] nei
primi nove mesi dell'anno, il saldo anagrafico tra aperture
e chiusure di imprese è positivo per circa 20mila unità".

LE NUOVE IMPRESE
Tra gennaio e giugno - si legge - "sono state oltre 103
mila le iniziative imprenditoriali totalmente nuove [...]
pari al 46% di tutte le imprese nate nello stesso periodo.
Si tratta di iniziative di matricole del mondo
imprenditoriale, il cui 44% è riconducibile a un titolare o
socio di maggioranza di età inferiore ai 35 anni".

Dall'indagine Unioncamere emerge inoltre "una
caratteristica di queste nuove imprese: una maggiore
attenzione a sfruttare le opportunità offerte dalle
tecnologie, sia per abbattere l'impatto ambientale delle
attività aziendali, sia per rendere più efficiente l'uso
delle risorse".

AGENDA DIGITALE E START-UP
Le Camere di commercio si definiscono "l'attore
istituzionale più idoneo a supportare, armonizzare,
completare e rafforzare l'azione del Governo sui temi dello
sviluppo digitale sul territorio, proprio in chiave di
sussidiarietà 'orizzontale', essendo punto di contatto
naturale fra il mondo delle imprese e l'amministrazione
centrale".

Alla data del 1° ottobre 2012 "risultano iscritte nel
registro delle imprese 2.023.920 caselle di posta
elettronica certificata (Pec; NdR) [...] su un totale
complessivo di oltre 6 milioni di soggetti iscritti nel
registro delle imprese". L'articolo 5 del decreto prevede
inoltre la costituzione dell'Indice nazionale degli
indirizzi Pec delle imprese e dei professionisti:
Unioncamere condivide "appieno la ratio della norma".

Anche per quanto riguarda le start-up, Unioncamere
"considera strategica la scelta del Governo di puntare su
questo nuovo strumento di politica economica", ma segnala
che "le agevolazioni previste per queste tipologie di
imprese gravano soprattutto sul sistema camerale", che
proprio per questo "sta portando avanti una proposta di
riordino finalizzata alla razionalizzazione e
all'efficienza, al contenimento dei costi e alla
realizzazione di economie di scala".

DESK ITALIA
"Necessaria è - per Unioncamere - la funzione di raccordo
tra il Desk Italia (per attirare in Italia capitali da tutto
il mondo; NdR) e le Regioni". Perciò "andrebbe prevista una
forma di raccordo con la rete delle
Camere di commercio locali che sarà chiamata dal 1° gennaio
prossimo a svolgere compiti di informazione ed assistenza
per la promozione dei territori sui mercati esteri".

CONFIDI
L'articolo 36 del dL, finalizzato a incentivare la
patrimonializzazione dei confidi coinvolti da operazioni di
fusione (il Confidi è un consorzio italiano di garanzia
collettiva dei fidi, che svolge attività di prestazione di
garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai
finanziamenti; NdR) "è perfettamente in linea" con le
proposte di Unioncamere e Assoconfidi.

In termini quantitativi, il sistema delle Camere di
commercio ha erogato, si legge nel documento, "nel corso del
2010 un flusso annuo di risorse finanziarie ingente pari a
circa 114 milioni a favore dei confidi (120 milioni di euro
nel 2009)".

BANDA LARGA
Unioncamere "condivide appieno e sostiene la scelta del
Governo di integrare il piano finanziario necessario
all'azzeramento del divario digitale per quanto riguarda la
banda larga, soprattutto per il Mezzogiorno, e di introdurre
semplificazioni per le infrastrutture necessarie". Nel corso
del 2012 sono stati presentati dalle Camere di commercio 25
progetti sul tema della banda larga. Tra questi, "13
progetti prevedono la redazione di uno studio di fattibilità
[...] che deve essere realizzato nel 2013".

IL RIORDINO DELLE CAMERE DI COMMERCIO
Unioncamere chiede a Governo e Parlamento di "intervenire
con una modifica normativa per attuare il riordino delle
Camere di commercio", individuando "criteri e logiche di
aggregazione con riferimento prevalentemente alle esigenze
delle comunità imprenditoriali".

La circoscrizione territoriale di competenza delle Camere
di commercio "dovrà essere individuata dal ministro dello
Sviluppo economico con un decreto ad hoc, così da consentire
la sussistenza dei soli enti camerali in grado di
auto-sostenersi, potendo contare su un sufficiente
equilibrio economico tale da permettere di adempiere
pienamente ai propri compiti istituzionali".

SULLA MEDIAZIONE
Sulla base di questa esperienza e di queste considerazioni,
Unioncamere ritiene "che sia necessario continuare a
sostenere l'obbligatorietà della mediazione, eventualmente
anche per un periodo di tempo limitato (5 anni ad esempio)
proprio perché gli obiettivi della diffusione della cultura
della conciliazione e la conoscenza dei vantaggi dello
strumento con una previsione di questo tipo potrebbero
essere più facilmente raggiunti". (Public Policy)

GAV

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