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Dlgs Acque, le scelte del Cdm: più coinvolte Arpa e Ispra

acqua 14 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) - Accolta, nel dlgs per la qualità delle acque varato dal Cdm in via definitiva, la condizione della commissione Ambiente alla Camera che chiedeva un maggiore coinvolgimento delle Arpa regionali o dell'Ispra nel procedimento di aggiornamento nei piani di gestione.

Nello specifico negli articoli 78 comma 2 (standard di qualità ambientale per le acque superficiali), 78-nonies comma 1 (aggiornamento piano di gestione) e 78-undicies comma 1 (elenco di controllo) è stato esplicitata la necessità di un "avvalimento" da parte delle Regioni e delle Arpa, coordinate dall'Ispra.

In merito all'altra richiesta della commissione Ambiente, su un coordinamento tecnico fra le Regioni in caso di acque ricadenti in più aree, il governo ha ritenuto di non accoglierla perché "la normativa nazionale - si legge nella relazione illustrativa - reca già le disposizioni necessarie ad assicurare il coordinamento".

Nulla di fatto anche per la richiesta della commissione Ambiente al Senato, che chiedeva di effettuare ogni due anni "prelievi di taxon del biota per valutare l'accumulo tossico sugli organismi viventi".

Il governo spiega infatti che le Regioni possono scegliere "di intensificare la frequenza di dette analisi nei corpi idrici che presentano criticità ambientali". Rispetto alle condizioni contenute nel parere della Conferenza unificata, infine, quelle accolte sono state dieci. (Public Policy) NAF

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