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Il dlgs Foia visto dall'Anac (a partire dai ricorsi al Tar)

pa foia 01 aprile 2016

ROMA (Public Policy) - Con il decreto Madia sul Foia, il cittadino che non dovesse ottenere l'atto richiesto si potrà rivolgere soltanto al giudice amministrativo. Ma questa pratica è costosa, onerosa e con tempi non brevi. Dovrebbe essere garantita la possibilità di tutela intermedia prima del ricorso al Tar.

A dirlo, secondo quanto apprende Public Policy, Raffaele Cantone, il presidente di Anac - l'Authority Anticorruzione - in audizione di fronte alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato sul decreto P.a. sul Freedom of information act e l'accesso civico.

La delega - avrebbe detto Cantone - è stata applicata in maniera "restrittiva" rispetto a quanto previsto dal testo approvato ad agosto 2015.

La legge delega, infatti, affidava alla stessa Anac il compito di risolvere le controversie sull'accesso agli atti, ma il governo con la stesura del decreto attuativo ha deciso di lasciare le cose così come sono (con il ricorso al tribunale amministrativo).

L'Anac, non essendo in grado di sopportare un carico di lavoro simile, propone di prevedere organismi intermedi, sul piano locale, per rispondere alle richieste dei cittadini che vedranno rifiutarsi le richieste di accesso.

Secondo Cantone, si potrebbero attribuire poteri agli Organismi di valutazione (Oiv) o ai difensori civili dove presenti.

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SOR

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