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Continuano le audizioni (e le polemiche) sul dlgs Tabacchi

tabacco 25 settembre 2014

ROMA (Public Policy) - "La determinazione di tassare il cosiddetto 'fumo elettronico' in modo specifico, oltre all'Iva, non si capisce su quali ragioni sia fondata, visto che il tabacco - nemico mondiale numero uno - è completamente assente dai liquidi impiegati nello svapo. L'unica congiunzione ipotizzabile è la nicotina (normalmente ottenuta non dal tabacco) rinvenibile in una parte, ma solo in una parte, dei liquidi da svapo. Non esiste alcuna ragione per sottoporre a tassazione 'punitiva' liquidi che, non contenendo nicotina, non sono in alcun modo assimilabili al tabacco, neppure parzialmente".

Lo ha detto Elisabetta Robotti dell'Anide (Associazione nazionale italiana dettaglianti E-cig) in audizione sul dlgs Tabacchi in commissione Finanze del Senato. "A parole - ha aggiunto - si vuole combattere, conformemente alle direttive europee e mondiali il fenomeno del fumo tradizionale, nella realtà dei fatti sembra che la preoccupazione sia esattamente l'opposto : ossia *salvaguardare il fumo tradizionale".

"Lo schema di decreto in esame - ha incalzato - prevede di tassare i liquidi per sigarette elettroniche sulla base di *una equivalenza tra il tempo necessario a svapare e quello necessario a fumare una sigaretta tradizionale: ma tale equivalenza è assurda e improponibile. 'Contare i puff' come propone il decreto in discussione è in sé impossibile e questo meccanismo, poggiato su criteri meramente empirici e sconosciuti sul piano scientifico, è destinato a dare luogo ad una contenziosità infinita".

"Se venisse semplicemente individuato - ha proposto - un 'ticket' da applicare ai liquidi (ad esempio 1 euro per ogni confezione da 10 millilitri di liquido) il problema non verrebbe neppure in essere". (Public Policy)

VIC

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