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Il parere della commissione Giustizia sulla 'tenuità del fatto'

giustizia 04 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - Specificare che "l'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità nei seguenti casi di modalità di condotta: l'avere agito per motivi abietti o futili, l'avere adoperato sevizie o l'aver agito con crudeltà o in violazione del sentimento di pietà per gli animali o in condizioni di minorata difesa della persona offesa anche in riferimento all'età".

È una delle condizioni contenute nel parere favorevole espresso dalla commissione Giustizia della Camera sul decreto delegato sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto. A votare contro sono stati il Movimento 5 stelle, la Lega e l'ex M5s Tancredi Turco. Per "specificare ulteriormente gli indici di valutazione e ponderazione della tenuità del fatto" la II commissione ha invitato il governo a inserire un preciso riferimento all'articolo 133 del codice penale (gravità del reato) a cui il giudice dovrà fare riferimento.

Sulla non abitualità del comportamento, necessaria a far scattare l'archiviazione per particolare tenuità, la commissione - ancora tra le condizioni - ha invitato a specificare che "il comportamento risulta abituale nel caso in cui il suo autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso altri reati della stessa indole anche se ciascun fatto, isolatamente considerato sia di particolare tenuità nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate". Infine, tra le condizioni, la commissione ha chiesto che la persona offesa venga avvisata dal Pm dell'avvenuta archiviazione per tenuità nel fatto in ogni caso, e non solo qualora ne faccia richiesta.

È finita invece nelle osservazioni la richiesta arrivata, nel corso delle audizioni, dalle Camere penali in merito all'impossibilità per l'accusato, secondo l'attuale dlgs, di opporsi alla archiviazione per tenuità del fatto: "Il governo valuti l'opportunità di prevedere uno specifico reclamo di merito - si legge - in riferimento al diritto dell'indagato e della parte offesa di far valere il proprio dissenso in ordine all'archiviazione". (Public Policy) NAF

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