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Il dm per capire le valute virtuali, in consultazione sul sito del Mef

bitcoin 05 febbraio 2018

ROMA (Public Policy) - Censire e comprendere nei suoi diversi aspetti il fenomeno delle valute virtuali in Italia è l’obiettivo dello schema di decreto ministeriale in consultazione pubblica sul sito del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia. Lo comunica lo stesso Mef.

Il Governo ha già previsto nel decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 90, quello con l'obiettivo di rafforzare la normativa italiana antiriciclaggio, che i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale debbano assolvere agli obblighi antiriciclaggio per evitare che le transazioni effettuate con le cripto valute possano essere utilizzate per fini illegali.

Il testo, sul quale è possibile inviare osservazioni e contributi fino al 16 febbraio, prevede per chiunque sia interessato a svolgere sul territorio italiano l’attività di prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, l’obbligo di comunicazione al Mef. Il provvedimento in consultazione, inoltre, chiarisce che la valuta virtuale seppur “utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi” (…) “non è emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non è necessariamente collegata a una valuta avente corso legale”.

Lo schema di decreto disciplina poi le modalità con cui i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale sono tenuti a comunicare al ministero dell’Economia la loro operatività. Sono inclusi nell’obbligo di comunicazione anche gli operatori commerciali che accettano le valute virtuali quale corrispettivo di qualsivoglia prestazione avente ad oggetto beni, servizi o altre utilità. L’iniziativa mira a realizzare una prima rilevazione sistematica del fenomeno, a partire dalla consistenza numerica degli operatori del settore che, a regime, dovranno ad iscriversi in uno speciale registro tenuto dall’Oam, l’Organismo degli agenti e dei mediatori, per poter esercitare la loro attività sul territorio nazionale.

"La previsione di obblighi e cautele a carico dei prestatori di servizi relativi alle valute virtuali è coerente con le più stringenti regole dettate dalla V direttiva Ue antiriciclaggio, ormai prossima alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della comunità europea, di cui l’Italia ha di fatto anticipato l’adozione prevedendo già dal 4 luglio 2017 (data di entrata in vigore decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90), norme più rigorose in materia di prevenzione dei reati finanziari", si legge ancora nella nota.

Sempre l’Oam sarà incaricato di tenere anche un altro nuovo registro, quello dei compro-oro. Il dipartimento del Tesoro ha ultimato l’istruttoria del decreto ministeriale con le specifiche tecniche di alimentazione del registro che quindi dovrà essere avviato nei 3 mesi successivi all’entrata in vigore del decreto.

“C’è un presupposto comune agli interventi regolatori sulle valute virtuali e sui compro-oro - spiega Roberto Ciciani, direttore della Direzione generale competente in materia di prevenzione dei reati finanziari – Entrambi rispondono alla necessità di censire puntualmente e dettagliatamente nuovi fenomeni, capirne le dimensioni, comprenderne anche la diffusione sul territorio. In particolare per quanto concerne le criptovalute, con i relativi rischi di utilizzo per fini illeciti, quali il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, la normativa italiana già prevede che i prestatori di servizi relativi alla valuta virtuale siano  annoverati tra i soggetti tenuti all’assolvimento di obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione alla Uif (Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia) delle operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Il censimento e l’avvio del registro consentiranno anche di vigilare meglio sul rispetto delle regole da parte degli operatori e daranno loro certezza sull’esercizio legale della propria attività”.

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Il provvedimento in consultazione (Public Policy) FRA

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