Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Il dm sullo scontrino elettronico è in vigore: cosa cambia

fisco scontrino 02 gennaio 2017

ROMA (Public Policy) - È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto ministeriale del Mef che individua le tipologie di documenti idonee a rappresentare, anche ai fini commerciali, le operazioni oggetto di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, ovvero la trasmissione di fatture elettroniche.

Vediamo in breve le novità che vengono introdotte da questo decreto, emanato il 7 dicembre, pubblicato in Gazzetta ufficiale e in vigore dal 1° gennaio 2017.

SCONTRINO ELETTRONICO Viene previsto che i commercianti (dal fruttivendolo al farmacista) che hanno optato per la fatturazione elettronica, ovvero per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, dovranno documentare le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate con un documento commerciale, emesso tramite Pos, che può essere stampato in cartaceo per il cliente oppure inviato al cliente in formato elettronico.

COSA CONTIENE Il "documento commerciale", come oggi il normale scontrino, dovrà contenere data e ora di emissione; numero progressivo; ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, dell'emittente; numero di partita Iva dell'emittente; ubicazione dell'esercizio; descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; per i prodotti medicinali invece della descrizione può essere indicato il numero di autorizzazione alla loro immissione in commercio (Aic); ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

Non solo, per avere valenza fiscale, lo scontrino dovrà anche indicare codice fiscale o partita Iva dell'acquirente, come oggi succede in farmacia.

OBBLIGO Il decreto stabilisce che l'emissione del documento commerciale valido ai fini fiscali è obbligatoria se è richiesta dall'acquirente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione. (Public Policy) VIC

© Riproduzione riservata