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I dubbi del Servizio bilancio della Camera sulla manovrina

stabilità 11 maggio 2017

ROMA (Public Policy) - Quanto all'estensione del meccanismo dello split payment prevista nel decreto correttivo sui conti pubblici, la cosiddetta manovrina, "la relazione tecnica illustra la procedura di quantificazione adottata" ma "non fornisce indicazioni in merito ai criteri di stima delle" componenti dei valori Iva, distinte in "maggiori entrate lorde Iva, oneri per rimborsi Iva, compensazioni".

È questa la prima indicazione contenuta nel dossier del Servizio bilancio della Camera in merito al decreto di correzione dei conti ora all'esame della commissione Bilancio di Montecitorio. "Sul punto - scrivono i tecnici - appaiono quindi necessari chiarimenti".

Sempre in tema di split payment, per le società controllate dalla Pa centrale e locale e le società quotate, "la relazione fornisce elementi per la determinazione degli indicatori di fedeltà fiscale".

Tuttavia, "non viene interamente esplicitato il procedimento in base al quale tali indici sono utilizzati per la determinazione dei valori limite, minimo e massimo, riferiti all’Iva recuperabile e considerati ai fini della quantificazione".

Inoltre, si legge nel dossier, "la norma in esame ha durata predeterminata (triennio 1° luglio 2017- 30 giugno 2020), ma i relativi effetti finanziari non sembrano esaurirsi nel quadriennio 2017-2020".

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MAD

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