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I dubbi dei tecnici del Senato sul dpcm Enti locali

italia 15 gennaio 2018

ROMA (Public Policy) - "Si osserva che pur se la disposizione reca espressamente una clausola di invarianza finanziaria, la relazione tecnica non riporta i dati e gli elementi idonei a suffragare l'ipotesi di invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica, attraverso l'indicazione dell'entità delle risorse già esistenti nel bilancio e delle relative unità gestionali, utilizzabili per le finalità indicate dalle disposizioni medesime".

Lo scrivono i tecnici del servizio Bilancio del Senato nel dossier di lettura dell'ultimo decreto del presidente del Consiglio arrivato in Parlamento, ossia quello che riguarda l'indebitamento di Regioni e Comuni, assegnato alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

In particolare, secondo i tecnici di Palazzo Madama, andrebbero fornite maggiori informazioni sugli oneri connessi al funzionamento dell'Osservatorio e all'espletamento dei compiti, soprattutto "relativamente al funzionamento della segreteria e ai compiti di tre utilizzazione dei dati, predisposizione di relazioni ed elaborazione di principi e strategie, chiarendo se ad essi è possibile farvi fronte nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente".

Inoltre, andrebbe chiarito "se possano discendere oneri dalla partecipazione di esperti esterni espressamente invitati alle riunioni dell'Osservatorio specificando l’idoneità delle risorse previste a legislazione vigente a farvi fronte".

Analogamente, concludono nel dossier, "andrebbero indicati gli oneri connessi alle attività attribuite all'Osservatorio di promozione di iniziative, di programmi specifici di formazione per gli enti territoriali, di diffusione delle informazioni tramite pubblicazioni e convegni, di programmi di sensibilizzazione, chiarendo, anche in questo caso, le risorse a legislazione vigente idonee a fronteggiare i predetti oneri". (Public Policy) SOR

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