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Ecoreati, parere positivo su 15 emendamenti

AMBIENTE, ISPRA: CON LEGGE STABILITÀ ISTITUIRE FONDO PER SISTEMA NAZIONALE 08 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - Evitato il rischio di abolitio criminis, comunicazione obbligatoria all'Agenzia delle entrate, aggravanti in caso di associazione mafiosa e di lesioni o morte, e nuova definizione di disastro ambientale. Così potrebbe configurarsi il ddl ecoreati, secondo i pareri positivi sugli emendamenti in commissione Ambiente e Giustizia del Senato, espressi oggi dai relatori Pasquale Sollo (Pd) e Gabriele Albertini (Ap).

Sui circa 200 emendamenti presentati alla fine di novembre, 15 hanno ricevuto il nullaosta dei relatori, anche se gli emendamenti accantonati, sui quali i relatori dovranno esprimersi nella seduta di domani pomeriggio, sono ancora molti. Tra gli emendamenti sui quali è stato espresso parere positivo quelli che mirano ad evitare il rischio - denunciato dal Wwf e dalle associazioni ambientaliste - di "abolitio criminis" per il reato di disastro ambientale e di inquinamento ambientale, ovvero il rischio che un fatto costituente reato secondo la legge vigente cessa di esserlo dopo l'approvazione di una nuova legge.

Parere positivo anche per un emendamento di Area popolare (firmato dal presidente della commissione Ambiente al Senato Francesco Maria Marinello) che prevede un aumento della pene previste per inquinamento ambientale e disastro ambientale qualora "dal fatto deriva il pericolo di compromissione o deterioramento" dell'ambiente. Parere positivo anche a un emendamento Pd, a prima firma Felice Casson, che prevede - ancora per il reato di inquinamento ambientale - da tre a otto anni di carcere nel caso in cui dal reato derivi una lesione personale, da quattro a undici in caso di lesione grave, da sei a dodici in caso di lesione gravissima, da dodici e venti in caso di morte.

Parere positivo anche all'emendamento Pd che modifica la fattispecie di disastro ambientale, prevedendola non solo in caso di "alterazione irreversibile" dell'ambiente, ma anche in caso di sola "alterazione". Sulle conseguenze dell'aggettivo "irreversibile" - che, con tutta probabilità, avrebbe causato una non punibilità del reato (quasi mai un danno ambientale è irreversibile, sebbene gli effetti possano scomparire dopo migliaia di anni) - avevano puntato il dito in particolare le associazioni ambientaliste e il Movimento 5 stelle.

Ancora sulla definizione di disastro ambientale interviene un emendamento Pd - a cui è stato dato parere positivo - che configura il reato non solo in presenza di "offesa" della pubblica incolumità, ma anche di "messa in pericolo". Parere positivo anche a un altro emendamento Pd che punisce (da sei mesi a tre anni) l'impedimento del controllo anche nel caso in cui venga impedita la vigilanza e i controlli - oltre che in materia ambientale - anche di sicurezza e igiene del lavoro.

Nulla osta da parte dei relatori anche per l'emendamento Pd che prevede aggravanti in caso di associazioni a delinquere finalizzati all'inquinamento ambientale e pene aumentate (da un terzo alla metà) "se dell'associazione fanno parte pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio che esercitano funzioni o svolgono servizi in materia ambientale". Via libera da parte dei relatori ad altri due emendamenti Pd - uno a prima firma Casson e uno Laura Puppato - che, rispettivamente, subordinano la validità del ravvedimento operoso all'apertura del dibattimento di primo grado e prevedono la comunicazione obbligatorio da parte del procuratore all'Agenzia delle entrate in caso di avvio indagini. (Public Policy) NAF

 

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