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EDILIZIA, MONTI: PERCHÉ NON FIRMO L'ADDENDUM PROPOSTO DALL'ANCE

20 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 20 feb - Colpo di scena con più di
un imbarazzo. Imbarazzo del premier, quando a fine incontro
con l'Ance gli viene sottoposto "Un addendum per
l'edilizia", un patto per la XVII legislatura, che dopo
molte esitazioni non firma.

Imbarazzo per il presidente dei costruttori, Paolo
Buzzetti, che prima gli accorda tutto il tempo per leggerlo
accuratamente, poi firma per la propria Associazione, dato
che l'Addendum verrà sottoposto anche a Bersani e
Berlusconi. Dopo aver tergiversato e intercalato con frasi
ironiche del tipo "non ho con me la penna", Monti spiega che
la mancata firma dipende da una questione di opportunità e
di merito, pur mostrando di condividere gran parte di quanto
l'addendum contiene.

Opportunità: Monti ironizza su un "addendum" che gli
ricorda il "contratto con gli italiani" e aggiunge, questa
volta seriamente: "L'Italia è finita dove è finita per le
troppe promesse fatte alle singole categorie". Nel merito,
poi, Monti ha mosso riserve sul punto 2c dell'Addendum,
relativo all'eliminazione dell'Imu sugli immobili non ancora
venduti, e sul punto 3b, circa la revisione della Golden
Rule, per la parte che permetterebbe agli enti locali di
poter spendere le risorse che hanno in cassa ai fini di
investimento.

Nell'uno come nell'altro caso Monti ha detto di non potersi
impegnare preventivamente nel primo caso perché una
patrimoniale ha come punto di riferimento la proprietà non
l'utilizzo, nel secondo prima dell'assenso europeo. Infine,
il premier ha ironizzato sula proposta di istituire un
"ministro per le Città", non per motivi di merito, ma perché
di questo passo i ministri del prossimo Governo sarebbero
numerosissimi. (Public Policy)

ABA

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