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Editoria, il Pd presenta la sua proposta: dal fondo alla delega

editoria 24 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - È stata depositata ufficialmente in commissione Cultura alla Camera la proposta di legge del Pd sull'editoria, a prima firma Maria Coscia e che raccoglie il lavoro portato avanti dal sottosegretario Luca Lotti e dal suo staff in questi mesi.

Lo conferma a Public Policy la stessa Coscia. La proposta di legge del Pd propone una riforma complessiva del comparto dell'editoria, prevedendo l'istituzione di un fondo a Palazzo Chigi e una delega per la riforma vera e propria, che va dalle edicole alle modalità di erogazione del finanziamento pubblico.

Una mossa che arriva a pochi giorni dal momento in cui, lunedì prossimo, la pdl del M5s sull'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria arriverà nell'aula della Camera. Non un caso, visto che il relatore Roberto Rampi (Pd) ha già annunciato di essere disponibile a presentare una richiesta di rinvio in commissione del testo, alla luce della presentazione della pdl del Pd che sarà abbinata a quella dei 5 stelle.

Quanto al merito della pdl dei democratici, Luca Lotti in commissione ha ricordato che "tra la fine di maggio e i primi di giugno scorsi si è svolto, su iniziativa del governo, un tavolo di confronto tra i soggetti interessati dal provvedimento, che ha contribuito a determinare il testo dell'onorevole Coscia, il quale si avvale anche degli importanti contributi emersi nel corso delle audizioni svolte presso la VII Commissione della Camera".

IL FONDO - La proposta di legge Concia innanzi tutto istituisce presso la presidenza del Consiglio dei ministri per cinque anni (fino al 2020) il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione: le risorse saranno ripartite ogni anno con un Dpcm.

L'EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI - La maggior parte della pdl del Pd prevede poi la delega al governo per la riforma vera e propria, al centro della quale c'è il sistema dei contributi all'editoria. Vengono confermati i contributi destinati alle cooperative giornalistiche e agli enti no profit, mentre si stabiliscono tutta una serie di paletti per l'erogazione dei contributi, ammessi solo le imprese esercitano "attività autonoma e indipendente", escludendo dal finanziamento i giornali di partito e gli organi di movimenti politici e sindacali, i periodici tecnici, aziendali, professionali.

La delega prevede inoltre che per accedere al finanziamento di Palazzo Chigi i giornali debbano passare all'online, anche in parallelo al cartaceo. La delega stabilisce inoltre che i contributi dovranno essere proporzionali alle copie effettivamente vendute ogni anno.(Public Policy) VIC

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