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Effetto scissione: come cambiano le commissioni alla Camera

montecitorio 02 marzo 2017

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Almeno due componenti per ogni commissione, con la possibilità di piazzarne tre in otto. In queste ore il nuovo gruppo Movimento democratico e progressista (Mdp) alla Camera - composto dai fuoriusciti dal Pd e da alcuni ex Sinistra italiana - è alle prese con la composizione delle commissioni parlamentari permanenti.

Alcuni membri dovranno lasciare le loro attuali commissioni per entrare in altre. Il regolamento di Montecitorio prevede che "ciascun gruppo parlamentare, subito dopo la costituzione, designa i propri componenti nelle commissioni permanenti, ripartendoli in numero uguale in ciascuna commissione e dandone comunicazione immediata al segretario generale della Camera".

Dunque, visto che il nuovo gruppo conta 36 deputati, dovranno esserci almeno due componenti Mdp per commissione. Gli 8 componenti eccedenti saranno distribuiti nelle altre commissioni, "in modo che in ciascuna di esse sia rispecchiata la proporzione dei gruppi stessi". Dunque in alcune commissioni potranno esserci tre componenti Mdp, come - con tutta probabilità - accadrà in Giustizia, Bilancio (dove siede l'attuale capogruppo Mdp, Francesco Laforgia), Affari costituzionali e Lavoro. Queste ultime due saranno al centro delle discussioni sulla legge elettorale e sui voucher.

Al momento alcune commissioni vedono una sovrarappresentanza Mdp: la Affari costituzionali (Roberta Agostini, Alfredo D'Attorre, Luigi Bersani, Stefano Quaranta); la Difesa (Donatella Duranti, Paolo Fontanelli, Carlo Galli, Michele Piras, Nico Stumpo).

In queste due, dunque, sicuramente qualche componente Mdp dovrà uscire. Diverse le commissioni che al momento contano tre componenti Mdp e che, almeno in alcune di esse, si registreranno delle uscite: Esteri (Eleonora Cimbro, Roberto Speranza, Claudio Fava); Attività produttive (Guglielmo Epifani, che è anche presidente, Ciccio Ferrara, Lara Ricciatti); Lavoro (Giovanna Martelli, Giorgio Piccolo, Giuseppe Zappulla); Affari sociali (Delia Murer, Marisa Nicchi, Filippo Fossati); Agricoltura (Aniello Formisano, Arturo Scotto, Adriano Zaccagnini); Politiche Ue (Luisa Bossa, Tea Albini, Florian Kronbichler).

Un rimescolamento dei deputati Mdp nelle commissioni sarà necessario anche perché nella commissione Cultura non c'è nessun membro appartenente al nuovo gruppo. Solo uno, invece, nella commissione Ambiente (Filiberto Zaratti). Le commissioni Giustizia, Bilancio, Finanze e Trasporti contano già due componenti Mdp anche se in alcune di esse (soprattutto Giustizia e Bilancio) il numero di membri Democratici e progressisti potrebbe salire a 3.

Il regolamento della Camera non fissa un tetto massimo relativo al numero di componenti in ciascuna commissione. Dunque, a fronte di nuovi ingressi non è detto che debbano corrispondere altrettante uscite (o entrate). La discriminate sarà il rispetto del criterio della proporzionalità dei gruppi. La composizione dell'Ufficio di presidenza non dovrebbe subire modifiche, visto che il deputato Mdp Paolo Fontanelli è già presente in qualità di questore. Il presidente della X commissione Epifani - a quanto si apprende - non sarà messo in discussione. (Public Policy)

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