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ELEZIONI 2013, MONTI: CAMPAGNA ELETTORALE LONTANO DA FINI E CASINI

12 febbraio 2013

Schifani e Casini ospiti a "Porta a Porta"

Sempre più freddi i rapporti tra FiniCasini e Monti. Il Professore sembra aver “scaricato” i sostenitori più fedeli del governo tecnico. Nessuna iniziativa elettorale pubblica con gli alleati di Fli e Udc. Il presidente del Consiglio uscente – fanno notare alcuni esponenti della lista civica – preferisce evitare di mettere la faccia accanto a quella dei due “dinosauri” del Parlamento. “La verità è che Monti pensa a tirare la volata a se stesso – osserva un deputato di Futuro e Libertà – prendendo le distanze proprio da chi lo ha convinto a salire in politica”. Onorevole, sta dicendo che il Prof è un ingrato? “Lo sta dicendo lei”.

E’ soprattutto nel partito del presidente della Camera che tira una brutta aria. Ad inizio legislatura, Fini contava in Parlamento 90 deputati ex An. Certo altri tempi, era il cofondatore del Pdl. Oggi rischia di non garantire neppure se stesso. Berlusconi torna a dargli del “traditore” della peggiore specie, “condannato all’inesistenza politica”. Malignità a parte, sta di fatto che se l’Udc di Casini non superasse lo sbarramento del 2 per cento, a Montecitorio, Fini sarebbe fuori. Per lui neanche lo scranno della Fondazione della Camera -destinato agli ex inquilini del Palazzo- perché sacrificata in nome dei tagli ai costi della politica.

Gli ultimi sondaggi non consolano e dentro Fli ci si affida alla matematica, in attesa del “bagno di sangue’”elettorale. Tanta la preoccupazione ma anche i rancori covati, soprattutto nei confronti diItalo Bocchino (deputato e vicepresidente di Fli): “Troppo credito per uno che nel gruppo – sussurrano – è odiatissimo”. E c’è pure chi sbotta, sicuro dell’anonimato: “Fini non si è scelto male solo il cognato…”.

(Public Policy per Il Fatto Quotidiano)

FEG

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