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ELEZIONI 2013, VOTO DISGIUNTO IN LOMBARDIA? I MONTIANI RISPONDONO

PARTITI, MONTI: OBIETTIVO GRANDE COALIZIONE RAGGIUNTO, ORA SC SARÀ IL PUNGOLO 11 febbraio 2013

Mario Monti al teatro Parenti, Milano

(Public Policy) - Roma, 11 feb - Mario Monti giudica "un
fatto fortemente negativo se la Lombardia fosse governata da
Maroni", ma sottolinea a chiare lettere che la sua
indicazione è quella di votare Gabriele Albertini e non
Umberto Ambrosoli alle elezioni regionali.

Mario Monti, premier uscente, interviene in prima persona
sulle prese di posizione di alcuni suoi candidati alle
prossime elezioni (da Ilaria Borletti Buitoni a Lorenzo
Dellai) a favore del candidato presidente del centrosinistra
Umberto Ambrosoli. "Non condivido la logica del voto utile o
inutile - ha detto ieri al TgCom24 - auspico che coloro che
voteranno Scelta civica alla Camera e al Senato, votino
Gabriele Albertini alle regionali". E gli endorsement
pro-Ambrosoli? Monti li liquida così: "Posizioni prese a
titolo strettamente personale".

A rispondere oggi al Professore, dalle pagine del Corriere
della Sera, è proprio Borletti con un "non cambierò
posizione". Altrettanto fa Lorenzo Dellai, in un'intervista
alla Stampa, che ha ribadito: "Sì al voto disgiunto, con
Ambrosoli voltiamo pagina". Più moderato, invece, è Andrea
Olivero che conferma il suo appoggio ad Albertini, ma non
condanna la scelta dei suoi colleghi montiani pro-Ambrosoli:
"La scelta va nella stessa direzione, evitare la vittoria di
Maroni".

BORLETTI: "LA MIA OPINIONE NON CAMBIA"
Ilaria Borletti Buitoni, capolista in Lombardia 1 per
Scelta Civica, è stata la prima ad annunciare e motivare
(via Twitter) la sua intenzione di voto disgiunto, per
sostenere Ambrosoli in funzione anti-Maroni.

"La mia opinione non cambia - ha ribadito in un'intervista al
Corriere della Sera - tengo sicuramente conto
dell'indicazione del presidente Monti, ma ribadisco che la
mia è una posizione personale ed è limitata ad Ambrosoli che
tra l'altro è sostenuto da una lista civica".

Sul possibile indebolimento della candidatura di Albertini,
Borletti ha detto: "I sondaggi lo danno debole comunque. La
nostra è una lista civica, nessuno ci ha chiesto di firmare
un patto a favore della candidatura di Albertini". Sostenere
una lista civica come quella di Ambrosoli, ha aggiunto, "è
più opportuno per il nostro obiettivo principale:
sconfiggere Maroni e q uindi il Pdl, Formigoni e
Berlusconi".

DELLAI: CON AMBROSOLI PER ROMPERE CON IL PASSATO
"Nessun tradimento né fronda. Il nostro appoggio ad
Ambrosoli è precedente all'indicazione del presidente Monti
a favore di Albertini. In Lombardia si disputa una partita
fondamentale, c'è da rimuovere un blocco di potere
ventennale". Lorenzo Dellai, capolista in Trentino di Scelta
civica, spiega, in un'intervista alla Stampa, la sua
adesione al voto disgiunto in Lombardia.

Dellai chiede agli elettori di votare il movimento montiano
alle politiche e il candidato del centrosinistra, Umberto
Ambrosoli, alle regionali, "ciò non significa divisione di
un movimento politico che sta nascendo. In Lombardia le
candidature erano scritte prima che si formasse Scelta
civica. Nessuno di noi vuole impoverire il movimento".

Il voto disgiunto per Ambrosoli non indebolisce Monti: "È
successo il contrario. Il dato politico fondamentale è che
la lista che sostiene Ambrosoli ha ufficialmente deciso di
appoggiare il progetto di Monti sia alla Camera che al
Senato".

OLIVERO: "AMBROSOLI POTEVA ESSERE UN OTTIMO CANDIDATO"
La scelta di Ambrosoli o Albertini va nella stessa
direzione per Andrea Olivero, ex presidente Acli. In
un'intervista a Repubblica, conferma il suo sostegno al
candidato del centrosinistra per la presidenza del
Pirellone: "Evitare la vittoria di Maroni che consideriamo
una sciagura, è il motivo per cui abbiamo deciso di
sostenere l'ex sindaco di Milano, per impedire alla Lega di
conquistare il governo della regione. Non stiamo liquidando
Albertini sarebbe un errore politico colossale".

"Il dottor Ambrosoli - aggiunge - poteva essere un ottimo
candidato di Scelta civica. Ha uno stile moderato e
rappresenta bene la nostra determinazione nella volontà di
cambiamento in Lombardia". Il centro non rischia nessuna
spaccatura, "la Lombardia simboleggia bene le differenze che
esistono nel nostro movimento. I tre capilista vengono da
esperienze diverse. Mario Mauro dal Pdl, Pietro Ichino dal
Pd, lo stesso Albertini da una posizione critica dentro il
centrodestra". (Public Policy)

SOR

 

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