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ELEZIONI, DALLA A ALLA Z IL DIZIONARIO DELLE POLITICHE 2013 /SPECIALE

Camera, Giunta approva testo base nuovo regolamento 18 febbraio 2013

schede-elezioni

(Public Policy) - Roma, 18 feb - (di Mario Nanni) Una serie
di istantanee, di spunti, di particolari messi in evidenza:
così è nato questo dizionario (diario) elettorale, scandito
in 'voci', che tratteggiano, isolano e legano fatti, episodi
figure, situazioni, curiosità di questa campagna elettorale
un po' sui generis, a partire dal periodo in cui si svolge.
Per la prima volta dal 1948, infatti, si andrà a votare per
il Parlamento e alcune Regioni in pieno inverno.

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(PRIMA PUNTATA)

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AMERICANIZZAZIONE
L'attuale campagna elettorale è probabilmente la più
'americana' di tutte quelle che si sono svolte dal 1948 a
oggi. Molti i tratti che in tal senso la caratterizzano:
l'accentuata attenzione ai sondaggi; l'accresciuta
importanza attribuita ai 'duelli tv', o ai talk show (vedi
la perfomance di Berlusconi da Santoro trasformata in
evento); il comparire sulla scena dei guru (Casaleggio per
Grillo e il guru di Obama in soccorso di Monti); il farsi
accompagnare, come Obama da Michelle, dalla moglie (Monti e
la moglie Elsa).

AGENDA
Alla lettera: cose da fare. Ma in questa campagna il
termine è diventato, per antonomasia, il nome di un
programma politico, quello del premier in carica. La parola
'agenda' non è però sfuggita a qualche ironia o consiglio:
'(Monti) eviti, se può, di correre il rischio di tutte le
agende, che si usano un anno e poi si buttano' (Massimo
Gramellini sulla Stampa).

ARIECCOLO (dal romanesco: eccolo di nuovo)
Era l'appellativo che Indro Montanelli riservava
puntualmente ad Amintore Fanfani, uno dei cavalli di razza
della Dc quando, dopo una caduta, ritornava in campo più
baldanzoso di prima. Una nuova versione di 'arieccolo' è
stata dedicata a Berlusconi quando, dopo alterne decisioni,
ha finalmente rotto gli indugi e si è di nuovo candidato.
Ma la lista degli 'arieccoli' potrebbe essere lunga:
Ferrero, Diliberto, e tutti i candidati di lungo corso
politico e parlamentare che sono sfuggiti, per grazia
ricevuta o per merito, alla tagliola della 'rottamazione'
(per citare il termine-slogan del sindaco di Firenze Matteo
Renzi).

BASIC
Racconta Casini: quando eravamo alleati, Berlusconi diceva:
'Pier, quando vai in tv devi dire solo una cosa, al massimo
due. Perché il telespettatore medio di più non capisce, se
le dimentica. Ma quelle due cose le devi ripetere sempre,
sempre, devi martellare fino alla nausea'. In fondo,
Berlusconi non faceva che applicare alla politica lo schema
iterativo della pubblicità, basata sulla ripetizione
ossessiva del messaggio.

BIPOLARISMO
La legge elettorale con cui si andrà a votare anche in
queste elezioni di febbraio, l'ormai famigerato Porcellum,
pur con tanti difetti, aveva consentito finora il
mantenimento del bipolarismo: vinceva il centrodestra o
vinceva il centrosinistra; e il terzo polo era solo l'Udc
con il 5-6%.

Ma con queste elezioni lo schema bipolare è in gran parte
terremotato, ci sarà una novità, anzi due: il terzo polo,
per la prima volta, avrà un risultato a due cifre; e anche
Grillo è accreditato di un risultato anch'esso a due cifre.
Ci saranno sempre due poli, dunque, ma anche altri due
schieramenti. Più la lista di Ingroia.

In altre parole: due schieramenti antagonisti in lotta per
la guida del governo, centrodestra e sinistra; e altre due
formazioni. Per una di esse si profila la possibilità di
allearsi con la sinistra. E l'altra, il movimento di Grillo,
che ruolo svolgerà? Avrà un ruolo comunque antagonista,
rispetto agli altri schieramenti. Ma poi, si sa, in
Parlamento può accadere di tutto.

E possono anche nascere alleanze occasioni, tattiche e, con
un po' di fantasia politica, anche strategiche. Se le cose
stanno così, il Porcellum, oltre agli altri difetti
(Parlamento di nominati), avrà avuto anche quello di non
garantire più la governabilità, o perlomeno una agevole
governabilità. Per cui la necessità di cambiare legge
elettorale diventa ancor più forte.

CONGELAMENTO
'La campagna elettorale è finita alle 10,46 dell'11
febbraio' (ora del flash dell'Ansa sull'annuncio delle
dimissioni papali; Ndr): è il parere del sondaggista Luigi
Crespi. Gli altri sondaggisti non sono così catastrofici e
perentori, ma tutti prevedono quantomeno un certo
'oscuramento' mediatico della campagna elettorale, che -
sostengono - potrebbe andare a danno soprattutto o di chi è
impegnato nello sforzo di rimonta (Berlusconi) o di chi è
abituato ai toni urlati della campagna (Grillo).

Mentre- dicono sempre gli osservatori - potrebbe favorire
Bersani, che ha sempre usato toni sobri e un profilo
propagandistico moderato nei toni, e Monti. Sì, ma quale dei
due Monti? Il Monti dell'inizio della campagna o quello
consigliato dal guru di Obama?

COMPETENZA
'L'antifascismo? Non mi compete', questa la risposta di
Grillo, a chi lo interpellava dopo aver civettato con Casa
Pound, noto ritrovo di sinistrorsi (si fa per dire). La
risposta del leader del Movimento 5 stelle, che ha suscitato
scandalizzate e giustificate reazioni a sinistra, evoca a
pennello un aneddoto raccontato dallo scrittore Viktor
Sklovskij, teorico del formalismo russo.

In una chiesa, durante la celebrazione religiosa, il prete
comincia la predica, con accenti tali che i parrocchiani si
commuovono fino alle lacrime, e poi scoppiano a piangere.
Tutti. Tranne uno, a cui il vicino, molto stupito di tanta
indifferenza, chiede: 'Ma tu, perché non piangi, perché non
ti commuovi?' 'Sono di un'altra parrocchia', risponde
quello, lasciando interdetto l'interlocutore. Ci sarebbe da
domandare a Grillo: rispetto all'antifascismo, di quale
parrocchia fa parte?

CORSI E RICORSI
La superstizione non è solo del mondo dello spettacolo,
dove, per esempio, il colore viola è bandito perché
considerato porta-guai. In politica non si teme il colore
viola ma 'il precedente'. Che diventa uno spauracchio, un
topos, poi via via diventa un luogo comune, se ne
impadroniscono gli analisti politici, che a forza di
evocarlo lo trasformano quasi in una legge della fisica.

In questa campagna elettorale, la sinistra è partita fin
dall'inizio con il favore dei pronostici. Ma dopo che
Berlusconi è ritornato in lizza e ha cominciato l'operazione
recupero, nel campo avversario ha cominciato a serpeggiare
prima il dubbio, poi la preoccupazione infine qualche
piccola crisi di panico.

E tutti a ricordare, appunto, il precedente: quello della
'gioiosa macchina da guerra' annunciata nel 1994 dall'allora
segretario del Pds Occhetto e finita rovinosamente; il
precedente del 2006, quando il centrosinistra era avanti di
dieci punti, e riuscì a vincere alla fine per soli 24 mila
voti alla Camera, ma non anche in Senato, e Berlusconi
sfiorò per un soffio la vittoria.

E ora? Il segretario Bersani è stato tirato in questi
giorni per la giacca e, si direbbe, anche per le orecchie:
'Svegliati, in tv ci stai poco, devi essere più aggressivo,
sei oscurato da Berlusconi e da Monti". 'Jena', il sulfureo
corsivista della Stampa (già direttore de 'il manifesto'),
ha annotato perfido: 'Bersani sta facendo di tutto per
perdere le elezioni'.

Crozza, usando un registro satirico, si rivolge in tv alla
senatrice Finocchiaro dicendo: 'Il centrosinistra sta
avanti, ma state pensando a qualche altra puttanata per
perdere le elezioni? (il riferimento era alla vicenda Monte
Paschi di Siena; Ndr)'. Renzi da parte sua ammonisce: 'Ogni
dirigente dovrebbe impegnarsi non solo a evitare la perdita
del 1994 ma per scongiurare un altro 2006'.

Ma il più autorevole monito viene dall'ex premier D'Alema:
'Siamo partiti col piede sbagliato, pensando di avere già
vinto le elezioni. Bisogna lottare fino alla fine della
campagna elettorale. Invece c'è chi pensa già al posto di
sottosegretario'.

CURIOSITÀ (E PRIMATI)
Le prime elezioni politiche in febbraio. Dal 1948 al 2008
si sono svolte al più presto in marzo, al più tardi in
giugno. La prima volta che un senatore a vita guida in
campagna elettorale una coalizione. C'è un precedente,
quello di Cossiga, ma guidava solo un partitino, l'Udr, che
chiamava i 'miei straccioni di Valmy'.

La prima volta che un premier in carica e poi dimissionario
passa, senza soluzione di continuità, alla campagna
elettorale formando una lista propria e guidando uno
schieramento politico. La prima legislatura che avrà il più
alto numero di donne parlamentari. Il Pd ne annovera il 40%,
il Pdl un 20%. La prima campagna elettorale in cui un
magistrato in servizio guida un partito. C'è stato Di
Pietro, con l'Idv, ma si era già dimesso dalla magistratura.

Sarà, la prossima, la legislatura con la più alta
percentuale di parlamentari esordienti assoluti: tutti
quelli di Grillo, anzitutto; e poi i tanti nuovi eletti
degli altri partiti. Tutti costoro dovranno mettersi a
studiare tutto: dal lessico parlamentare, ai regolamenti,
alle tecniche legislative, allo stile di comportamento nelle
aule e nel confronto politico, speriamo più elegante di
quanto non sia stato negli ultimi anni. La prima legislatura
in cui un capo movimento o capo partito (Grillo) non si
candida al Parlamento. La prima campagna elettorale che vede
in Twitter un protagonista assoluto, come strumento di
comunicazione. (Public Policy)

(continua)

MAN

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